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Scritto Venerdì 03 aprile 2020 alle 11:32

Divieti: bar, pasticcerie chiuse ma c’è chi produce e vende uova e colombe. Tutto regolare? Probabile  ma così si crea una forte distorsione del mercato

Caro direttore
Lo spirito imprenditoriale è senz’altro apprezzabile ma ci sono iniziative che secondo me sfiorano la concorrenza sleale. Le spiego: io ho un bar chiuso ormai da tre settimane e con la prospettiva di starne chiuse almeno altre due. Già riaprire è un dilemma. Mi rifornisco da una pasticceria, un amico, che però pure lui è chiuso perché rientra tra i codici Ateco cui è imposta la chiusura. Ma siamo in Italia e basta poco per spigolare fra la norma. Prenda il panificio Tamandi, sfogli la pubblicità e noterà che non solo ci sono i kit per la colazione – e il mio cappuccio e brioche allora? – ci sono i kit per pizze e focacce – e le pizzerie chiuse? – ma addirittura si pubblicizzano brioches di ogni tipo, colombe dorate e profumate, uova di cioccolato. Tutti articoli di pasticceria che anche io avrei potuto vendere nel mio bar se fossi rimasto aperto. E no, così non va. O siamo tutti aperti o siamo tutti chiusi. E chi vende prodotti essenziali e primari vende quelli, non le uova di cioccolato o la colomba. Altrimenti io e l’amico pasticciere facciamo la figura dei polli. Siamo chiusi, forse nemmeno riapriremo mentre altri con piccoli accorgimenti e attraverso “buchi” normativi non solo sono aperti ma finiscono per guadagnare da questa situazione. A danno di chi è costretto a stare chiuso. Tamandi venda il pane e i generi alimentari di prima necessità. E tra questi, io penso almeno, non ci sono né brioches e nemmeno uova colombe kit e altre offerte del genere. Credo che abbia rispettato tutte le norme e alla fine l’autorizzazione sia dovuta però faccio rilevare come chi stende i decreti lavori con troppa superficialità creando danni enormi, a volte irreversibili su un mercato già di suo in contrazione e fortemente competitivo. Comunque un parere di qualche Autorità lo vorrei conoscere.

A.V.
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