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Scritto Mercoledì 30 ottobre 2019 alle 19:24

INCIDENTE STRADALE: QUANDO LA COLPA E’ DEL PEDONE?

Il comportamento che il pedone è chiamato a tenere, durante la circolazione su strada, è espressamente disciplinato dall'art. 190 del Codice della strada, che, in particolare, prevede che "i pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei soprapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri" e che "i pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti".


In caso di investimento di un pedone, la legge presume che il conducente del veicolo debba essere ritenuto responsabile del sinistro. Tuttavia, il pedone non ha sempre ragione. Negli ultimi anni, infatti, la giurisprudenza ha esteso la responsabilità e/o corresponsabilità del pedone nella causazione di un sinistro stradale, ad esempio, a casi di attraversamento della strada lontano dalle strisce pedonali o a chi attraversa, senza guardare, perché intento a parlare al cellulare.
Il Tribunale di Trieste, con una sentenza di giugno 2019, ha ritenuto corresponsabile, nella misura dell'80%, una donna investita da un veicolo, in quanto la stessa aveva attraversato la strada senza guardare, perché impegnata a parlare al cellulare, sottolineando che la condotta posta in essere dal pedone fosse in totale disprezzo delle normali regole di prudenza.
Se attraversare la strada a pochi metri di distanza dalle strisce pedonali può essere considerata una condotta "prevedibile", che non esclude la responsabilità del conducente, questa potrebbe essere, invece, fortemente ridotta nel caso in cui il pedone sopraggiunga "all'improvviso", attraversando al di fuori delle strisce pedonali. Ancora, il pedone che attraversa di corsa un incrocio con semaforo rosso pone in essere una condotta tale da escludere addirittura in toto la responsabilità del conducente, che non ha potuto impedire l'investimento.
È esclusa, poi, la responsabilità del conducente se il pedone attraversa in un tratto "vietato". Così ha deciso la Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n.25027 del 08 ottobre 2019, con la quale ha confermato il principio, ormai sempre più consolidato in giurisprudenza, secondo cui se il conducente fornisce la prova che il pedone ha tenuto una condotta imprevedibile e anormale, al punto che l'automobilista era nell'impossibilità oggettiva di avvistarlo e/o di osservarne tempestivamente i movimenti, è esclusa la responsabilità dell'investitore. Nel caso specifico, è stata esclusa la responsabilità di un conducente d'auto per aver investito un pedone che, in ora notturna, ha attraversato una strada a scorrimento veloce, in un punto in cui era vietato l'attraversamento pedonale. La Suprema Corte ha, infatti, ritenuto che la condotta del pedone dovesse essere considerata talmente imprevedibile e pericolosa, da costituire essa stessa la causa esclusiva dell'incidente, a nulla rilevando il comportamento tenuto nell'occasione dal conducente (che, nel caso trattato nella sentenza sopra richiamata, viaggiava peraltro ad una velocità superiore al limite consentito).
Certamente ogni singolo sinistro dovrà essere valutato in concreto, tenendo in considerazione tutte le circostanze del caso, al fine di determinare se la condotta tenuta dal pedone sia di per sé sola (o congiuntamente a quella tenuta dal conducente d'auto) sufficiente a causare il sinistro.
Attenzione, quindi, a non lasciarsi distrarre, sia quando si è alla guida di un veicolo, ma anche quando si attraversa la strada: il rischio è che, in caso di incidente, si possa essere considerati responsabili e/o corresponsabili del sinistro, con conseguente notevole riduzione (se non addirittura totale esclusione) del danno risarcibile.


Avv. Roberta Zucchi - Avv. Annalisa Banfi
Studio Legale Zucchi





Redazionale a cura dello

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