• Sei il visitatore n° 467.708.878
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 05 luglio 2010 alle 15:08

A fine 2010 si rinnovano i top manager della sanità Lombarda. Ma a Formigoni conviene rinnovare gli incarichi per 5 anni?

Mentre stendevamo le poche righe sull'auspicata uscita di scena, dall'Asl di Lecco s'intende, dell'attuale direttore generale Mauro Borelli ci domandavamo: ma davvero a fine anno Roberto Formigoni varerà il nuovo piano di nomine dei massimi dirigenti di Aziende ospedaliere e Aziende Sanitarie destinati a restare in carica per 5 anni? La domanda non è peregrina. Il Presidente della Giunta regionale concluderà definitivamente la sua carriera al vertice del Pirellone nel 2015, dopo quattro mandati e al termine del secondo che la legge ha posto come limite, dalla sua entrata in vigore. Persino quest'anno molti hanno dubitato che Formigoni, ma anche Vasco Errani dell'Emila Romagna potessero ricandidarsi. E' prevalso il parere favorevole, entrambi sono rimasti in campo ed entrambi sono usciti vittoriosi dallo scontro elettorale. Ma nel 2015, salvo improbabili nuove disposizioni governative, lo stop sarà certo. Per non rischiare la definitiva uscita di scena dall'agone politico Formigoni potrebbe pensare di candidarsi nel 2013 alle politiche, puntando altissimo. E se così fosse, che convenienza avrebbe a sprecare una "carta" di straordinaria portata economico-politico-elettorale come la nomina dei top manager che guidano su indicazione regionale la sanità lombarda? Ecco quindi spuntare un'ipotesi non proprio fantasiosa: la proroga di due anni degli attuali direttori generali. Per "negoziare" con la Lega il riequilibrio delle "quote" Formigoni potrebbe utilizzare le poltrone dei direttori uscenti per raggiunti limiti di età. Sono sei tra cui Corradini, Spaggiari, Foschini e Sanfilippo. La crescita elettorale del Carroccio esige compensazioni, a patto, naturalmente che abbia uomini all'altezza del compito. Essere di parte è normale, mica si reclutano alieni, essere competenti è fondamentale per svolgere il lavoro. Pensate che la sola Azienda sanitaria locale di Lecco, una delle più piccole della Lombardia, ha un budget di circa 350 milioni di euro l'anno, dei quali 240 milioni circa destinati ai presidi ospedalieri e ai poliambulatori pubblici. La sola A.O. conta oltre tremila dipendenti.  A gestire quella che è indubitabilmente la prima azienda della provincia c'è proprio un direttore generale, nominato direttamente dalla Giunta regionale, ovvero da Formigoni e pochi strettissimi collaboratori. La scelta di prorogare la scadenza degli attuali mandati al 31 dicembre 2012 consegnerebbe a Formigoni una formidabile arma negoziale, in particolare modo con la Lega Nord ma anche con le "correnti" del Pdl che convivono (e talvolta combattono) con Comunione e Liberazione, il Movimento di cui Formigoni è il massimo esponente impegnato in politica.
In ballo ci sono qualcosa come 18 miliardi di euro e una situazione costi/ricavi di sostanziale parità. Ci sono ospedali nuovi da costruire, patrimoni da dismettere. Una torta da far impallidire il mai decollato Expo 2015 che può essere gustata soltanto da chi tiene il coltello per la parte del manico. Oggi è quasi esclusivamente Comunione e Liberazione attraverso il suo braccio economico Compagnia delle opere a dirigere con un centralismo assoluto la sanità lombarda. Domani questa straordinaria "arma" potrà assicurare al presidente Formigoni un posto a capotavola nel negoziato per le politiche. Ha senso sprecarla?
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco