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Scritto Venerdì 12 luglio 2019 alle 18:03

Lomagna, Fumagalli: sul Piano Fiocchi avrei preferito un sito produttivo,con più assunzioni. Non contraddittorio col Parco

In seguito alla recente approvazione in via definitiva del Piano Attuativo dell'ex Area RDB a Lomagna, abbiamo intervistato il vice sindaco Stefano Fumagalli, che ha la delega all'Urbanistica. A partire dalla scorsa consigliatura, ha seguito direttamente le varie tappe relative al comparto di via Giotto dove sorgerà un insediamento della Fiocchi Munizioni. Fumagalli è stato assessore esterno all'Ambiente e all'Ecologia nella Giunta Castelli dal 2004 al 2009. Poi due mandati da primo cittadino con Impegno Civico.

L'ex sindaco Stefano Fumagalli
È soddisfatto del risultato portato a casa dalla Giunta comunale di Lomagna?
«Mi ritengo abbastanza soddisfatto. È un percorso iniziato ormai da qualche anno che finalmente si sta chiudendo con una importante riqualifica di una zona molto compromessa del paese. Abbastanza perché se da un punto di vista ambientale l'intervento porta molti benefici, da un punto di vista occupazionale personalmente avrei preferito un sito produttivo, così come era nell'idea iniziale della Fiocchi Munizioni S.p.A., dove avrebbero trovato occupazione sicuramente un numero maggiore di persone. Ricordo che nelle prime idee di insediamento si ipotizzava una necessità, in una fase iniziale, di almeno 50 nuove assunzioni per arrivare sopra le 200 a regime. Certo, le strutture sarebbero state notevolmente differenti e con un maggiore impatto ambientale rispetto a quelle previste nel Piano Attuativo approvato in Giunta sabato 6 luglio, ma dal punto di vista occupazionale avrebbe dato sollievo a molte persone del nostro territorio».


Il comparto di via Giotto è immerso in un Parco Naturale con divieto di caccia. Nel Parco del Curone sono inoltre vietati il tiro al piattello e - cito testualmente - "le attività ludiche di guerra simulata". Avere un insediamento di munizioni, quelle vere e che uccidono, all'interno del medesimo territorio protetto non Le appare una stridente contraddizione?
«Non vedo nessuna contraddizione. Ritengo che una cosa sia la produzione di tale materiale ed un'altra il suo utilizzo. A mio avviso, più che bloccare la nascita di un sito di questo tipo che troverebbe facilmente un'alternativa in altro luogo, si dovrebbe lavorare affinché ci sia sempre meno richiesta di tale materiale impegnandosi quindi nella diffusione di valori quali la pace e il rispetto della vita e supportando progetti anche internazionali come quelli portati avanti dal Comitato Lecchese per la pace e la cooperazione tra i popoli che il Comune di Lomagna da diversi anni sostiene»


Tornasse indietro, diciamo dalla Variante generale al PGT del 2017 in poi, cambierebbe qualcosa delle scelte assunte?
«La variante al Piano di Governo del Territorio (PGT 2016) approvata dal Consiglio comunale il 27 novembre 2017, aveva tra i principali obiettivi quelli di utilizzare meglio la città esistente ponendo il tema dei tanti edifici vuoti e sottoutilizzati, soprattutto produttivi e l'introduzione di strumenti innovativi per incentivare la riqualificazione di aree dismesse presenti sul territorio. Il Piano Attuativo Produttivo "P.A. GIOTTO" va proprio in questa direzione, mi ritengo quindi soddisfatto di come il piano sia stato approvato dal Consiglio comunale».


La proprietà dell'area appartiene a un privato, ma la riqualificazione di un sito dismesso è di forte interesse per la comunità. Il Comune si è perciò mai attivato nell'individuare per vie informali società differenti, operanti ad esempio nella green economy, come opzione alternativa all'insediamento di Fiocchi Munizioni?
«Assolutamente sì. Da sindaco ho avuto incontri con parecchie società, ma solamente tre o quattro erano molto interessate ad insediarsi nell'area in questione. Poi, soprattutto per motivi economici legati alle riqualificazioni ambientali ed ai vincoli strutturali richiesti dal Parco, hanno preferito o aprire in altri Comuni su terreni non costruiti ma destinati all'industria o rinunciare all'intervento».


Il Piano Attuativo è stato approvato proprio come è stato presentato ufficialmente dal privato. La Giunta di Lomagna è riuscita ad ottenere comunque qualche compensazione in più nel Piano Attuativo stesso rispetto magari a delle bozze circolanti inizialmente?
«Ritengo che le compensazioni previste dal Piano Attuativo e soprattutto quelle previste nella convenzione per interventi nella "zona di trasformazione migliorativa N.1" stipulata tra il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il Comune di Lomagna e Immobiliare Sernovella S.r.l. siano un notevole valore aggiunto sia per il Comune di Lomagna sia per il Parco. A memoria non ricordo un intervento di riqualificazione ambientale di tale portata sicuramente per Lomagna ma molto probabilmente anche per il Parco».


A nome del Comitato No alle Munizioni nel Parco del Curone, il sig. Giuseppe Valentino nell'iter per l'approvazione del Piano Attuativo ha chiesto di precisare la tipologia di attività che verrà svolta nell'impianto. Come mai, a scanso di equivoci futuri, non avete assecondato questa proposta, pur precisando che fosse facoltativa?

«Come scritto anche nelle controdeduzioni all'osservazione inserite in delibera di approvazione, in sede d'iter per l'approvazione del Piano Attuativo non è obbligatorio individuare la specifica destinazione d'uso dei fabbricati, perché l'unica verifica è il rispetto/conformità della destinazione urbanistica dell'area. Va ricordato comunque che tale destinazione è ben specificata nella convenzione stipulata tra il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, il Comune di Lomagna e la società Immobiliare Sernovella S.r.l.».


Lei dice che ci sarà un deposito di bossoli e munizioni, ma un regolamento del Parco del Curone vieta di costituire depositi, anche temporanei. Figuriamoci perciò se il divieto non possa valere per quelli fissi e stabili. Quale scenario si prefigura adesso secondo Lei?
«In realtà non sono io a dire che ci sarà un deposito di bossoli e munizioni, ma è scritto nella convenzione appena citata. Più precisamente, nella parte inziale dell'articolo 3 di tale convenzione è scritto che il recupero dei complessi immobiliari dismessi è finalizzato allo svolgimento dell'attività di deposito di cartucce, munizioni, imballi di cartoni e altri materiali inerti dell'azienda Fiocchi Munizioni. Venendo al regolamento citato nella domanda, che per la precisione sono le Norme Tecniche di Attuazione relative al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, la norma si riferisce alla eventuale "costituzione" di accumuli di materiale negli spazi aperti, per evitare sia l'insorgere di situazioni di disordine dal punto di vista paesaggistico sia l'utilizzo improprio delle aree. Nulla vieta invece che, nel rispetto delle norme vigenti, si utilizzino quali depositi edifici esistenti o in costruzione se inseriti nelle Zone di trasformazione migliorativa e ricomposizione ambientale o nelle Zone di iniziativa comunale orientata».


Se un domani le autorità competenti chiamate eventualmente in causa stabilissero che il divieto valga anche per il sito di stoccaggio di Fiocchi Munizioni, Lei penserà di fare un passo indietro per aver commesso un errore di valutazione?
«Come ho risposto precedentemente non ci sono norme che vietano questo tipo di attività nelle zone prima elencate. Lo stesso Consiglio di Gestione del Parco del Curone avendo, con il supporto dei suoi tecnici, approvato la convenzione nella quale è esplicitato il tipo di attività che verrà svolta, dimostra che non vi sia nessun divieto. Ritengo difficile poter dare un'altra interpretazione a quella norma delle NTA anche perché vorrebbe dire eliminare in tutto il territorio del Parco i depositi e magazzini esistenti anche se su aree industriali».


Ad oggi l'interpretazione del regolamento sembrerebbe quantomeno ambigua. Vuole sfruttare questa intervista per annunciare la convocazione a brevissimo di un'assemblea pubblica per offrire maggiori delucidazioni e avviare un confronto - seppur tardivo - con la popolazione sull'insediamento a Lomagna di Fiocchi Munizioni?
«Come ho già detto, non vi è alcuna ambigua interpretazione. In merito all'assemblea pubblica, se il sindaco la riterrà necessaria la convocherà, credo però quando avrà tutti i dettagli dell'intervento».


Come mai non ha mai incontrato i rappresentanti del Comitato, che fra le varie richieste, suggeriva una maggiore condivisione e partecipazione dei cittadini nella formulazione dell'agognato intervento urbanistico?
«Quando ero sindaco non ho mai rifiutato un incontro. Sul tema specifico ho avuto degli incontri con alcune associazioni della Provincia di Lecco che hanno richiesto di vedermi. Non mi pare di aver avuto richieste in tal senso da parte dai rappresentati del Comitato».
Marco Pessina
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