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Scritto Venerdì 21 giugno 2019 alle 18:46

Brivio: denuncia il fratello per presunto furto nella sua abitazione

Una notifica sul telefono cellulare gli segnalava che mentre era in vacanza qualcuno si stava introducendo in casa sua. Collegandolo con il sistema di videosorveglianza installato presso la sua abitazione di Brivio, il 15 agosto 2017 la vittima riconosceva l'uomo (che aveva con sé anche una bambina) che stava commettendo l'effrazione.
13 giorni dopo il derubato si presentava alla Stazione dei Carabinieri di Brivio per presentare una querela per furto ai danni del fratello.
Escusso oggi come testimone presso il Palazzo di Giustizia di Lecco, la vittima si è mostrata decisa a portare avanti il processo che lo vede come persona offesa, non rimettendo la querela: "Intendo procedere perchè l'ha fatto tante altre volte e non abbiamo mai detto nulla" ha spiegato al giudice Enrico Manzi.
Stando alla ricostruzione del derubato (che sarà da dimostrare in sede di giudizio), il fratello - ora in cura per tossicodipendenza- quella sera avrebbe fatto visita alla loro sorella -forse alla ricerca del mazzo di chiavi di casa sua- e poi, accompagnato dalla figlioletta di 6 anni si sarebbe introdotto nell'abitazione di Brivio, da cui avrebbe asportato numerosi oggetti di valore.
Una volta venuta a conoscenza dell'accaduto la sorella si era poi adoperata per recuperare la refurtiva, come ha confermato lei stessa in aula questa mattina.

Mancano all'appello ancora un cellulare aziendale provvisto di scheda sim, un orologio ed un set di tre coltellini da collezione. Dal confronto fra la donna e la difesa dell'odierno imputato è emerso che il "derubato" dalla morte del padre deteneva la maggior parte dei suoi beni personali e che, di conseguenza, è probabile che molti degli oggetti "depredati" fossero in realtà del genitore defunto.
L'udienza è stata aggiornata al prossimo 13 dicembre per l'esame dell'imputato, assistito dall'avvocato Andrea Artusi del foro di Lecco.

F.F.
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