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Scritto Sabato 15 giugno 2019 alle 17:35

Mandic: le nuove criticità sono al centro dell’attenzione del Sindaco?

Il dottor Vito Corrao, direttore sanitario dell'ASST lecchese, per il poco che lo conosciamo, ha l'aria di essere una persona di parola, leale, diretta e competente. Alle nostre quattro domande, nell'intervista breve che trovate in home page, ha risposto in maniera sintetica, precisa e onesta. E' siciliano come il dottor Piero Caltagirone. E di tutti i direttori generali che sono passati nella nostra azienda Caltagirone è quello che ha potuto rimanere per l'intero quinquennio passando dal mandato che gli era stato affidato di ridimensionare fino a chiudere l'acuzie al rilancio del presidio con Rianimazione e blocchi operatori nuovi, sia dal punto di vista edilizio sia da quello tecnologico. Confidiamo, dunque, che Corrao si possa affezionare al Mandic come si affezionò Caltagirone.

Marco Confalonieri

Ma detto questo ci sono le risposte a preoccupare. Certo l'esito del concorso per il primario di chirurgia dipende dalla bravura del candidato e dalla valutazione della Commissione. Qui possiamo solo limitarci a sperare che vinca l'attuale facente funzioni, Marco Confalonieri, che sta reggendo il reparto con ottimi risultati sia organizzativi che clinici.

 

Alessandro Spreafico

L'Ortopedia, invece, è a forte rischio. A quanto pare Alessandro Spreafico ha proprio deciso di ricorrere a quota 100 e andare in pensione. Era giunto da Vimercate, ove svolgeva l'incarico di vice primario, portando una ventata di novità e di ottimismo in un reparto dotato di elevate professionalità schiacciate però dal peso di Lecco. Spreafico ha saputo riprendere autonomia negoziando con il capodipartimento Poli il ruolo del Mandic all'interno del dipartimento di Traumatologia e Ortopedia. Ora c'è il rischio reale che questa autonomia venga meno. E del resto i rulli di tamburo sono già giunti in via Cerri. Ma se qualcuno accarezza l'idea di avanzare con la fanfara sappia che a Merate siamo esperti nell'arte della guerriglia. Il primo segnale che ci attendiamo è che il facente funzioni sia scelto all'interno del reparto. Se così non fosse la decisione suonerebbe come una dichiarazione di guerra.

 

Giovanni Gatti e Paolo Galbiati

Altrettanto a rischio è l'Oculistica. Al Mandic operano Giovanni Gatti, un giorno la settimana, Giuseppe Fatigati e Paolo Galbiati. Quest'ultimo è prossimo al pensionamento ma potrebbe rimanere un altro anno. Se il primario lo autorizzasse. Ma, sembra, e se confermata la notizia per ragioni non note, che Claudio Pelizzari, da poco giunto in azienda col ruolo di direttore di struttura, non intenda concedere l'autorizzazione. E in tal caso Galbiati dovrà lasciare Merate il prossimo 31 dicembre. Prima di assumere una posizione più netta avremmo piacere di conoscere le ragioni che pare abbiano influito sulla decisione di Pelizzari. E' evidente che senza Galbiati il reparto, un tempo struttura complessa con tanto di primario, è destinato a perdere prestazioni. Fino a quando, scendendo sotto lo standard, sarà del tutto chiuso.

 

Claudio Pelizzari

In affanno, per usare un eufemismo, resta il Pronto soccorso anche se Corrao ci informa che a ottobre prenderà servizio un medico. Ma tra uscite e aspettative il saldo resterà negativo rispetto alla pianta organica. Con tutte le conseguenze del caso.

Ultima annotazione sull'ambulatorio di Epatologia. Oggi pur essendo presente al Mandic un epatologo, nel reparto di Medicina generale guidato da Stefano Crespi, le visite di controllo organizzate dal "gestore", Cosma salute, nell'ambito del "Pai", il Piano Assistenziale Individuale, per i malati cronici, avvengono soltanto al Manzoni di Lecco, con gravi disagi per i tanti cronici per epatite del meratese e ulteriore intasamento stradale. Possibile che non si riesca a organizzare un ambulatorio settimanale anche nel presidio di Merate ove indirizzare i pazienti del territorio?

 

Il sindaco alpino Massimo Panzeri

Bene, noi abbiamo iniziato a rispettare la parola data ai lettori che periodicamente li avremmo informati sull'evoluzione delle diverse criticità del nostro presidio ospedaliero. Siamo persuasi che il Sindaco avrà recepito l'invito a fare altrettanto e non a limitarsi al bilancio tra cinque anni. Un'affermazione a dir poco surreale. Dato che anche durante la cerimonia di insediamento Massimo Panzeri ha voluto sottolineare di aver tenuto per sé la delega ai rapporti con l'ASST - delega che non esiste, si badi bene, se non li tiene il sindaco, chi lo dovrebbe tenere, il portinaio? - ora gli chiediamo: era al corrente di queste nuove criticità? Se sì, ne ha già discusso col dg Paolo Favini? E in caso di risposta affermativa possiamo sapere quali rassicurazioni ha dato il numero uno dell'azienda ospedaliera?

Lo ringraziamo sin d'ora per le eventuali risposte pregandolo però di non ribadire che i lavori al Ps sono in corso, che la Pneumologia è arrivata (?) e che altri cantieri si stanno aprendo. D'accordo che ha tenuto anche la delega ai lavori pubblici ma qui parliamo di sanità non di edilizia.

Claudio Brambilla
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