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Scritto Martedì 28 maggio 2019 alle 19:08

Merate: premiato di nuovo il centrodestra. Ora si guarda alla Giunta con un occhio alla minoranza composta da elevate competenze

Se si eccettua il quinquennio 2004-2009, il centrodestra governa Merate dal 1995 con la prima consigliatura Perego. "Più Merate" è nata sicuramente come lista civica ma poi la gran parte dei suoi esponenti ha preso una chiara posizione politica che, inevitabilmente l' ha etichettata. Il risultato delle comunali di domenica conferma questa preferenza e premia per la seconda volta un uomo della Lega. Mai uno di Forza Italia che pure sta con l'ex Carroccio dal 2009.

Abbiamo già detto del risultato a due facce: le europee hanno fatto da traino al centrodestra ma l'effetto Lega uber alles non ha convinto 428 elettori che, cambiando scheda, hanno pure cambiato schieramento. Aldo castelli ha perso, ma con onore: 461 meratesi che un attimo prima avevano votato per un partito diverso, gli hanno dato la preferenza che ha consentito a Cambia Merate di ottenere 3.531 voti pari al 43,59% a fronte dei 3.070 ottenuti dai singoli partiti della coalizione alle europee.

Però a Merate vige il sistema maggioritario: si vince e si prendono 11 consiglieri su 16 oltre al sindaco anche con un solo voto in più dell'avversario.

C'è stata una buona affluenza alle urne anche se per strane ragioni 257 elettori hanno consegnato la scheda in bianco oppure l'hanno fatta annullare con le motivazioni più diverse.

Chiuse le urne, si parte. Il neo sindaco Massimo Panzeri ha preso possesso già martedì di buon ora dell'ufficio occupato fino a ieri l'altro da Andrea Massironi e si è subito attivato per risolvere l'annosa questione del parcheggio di via Cornaggia. E' un uomo del fare e lo aveva già dimostrato dal 2009 al 2014 nell'assessorato ai lavori pubblici.

Ma ora il ruolo è diverso e si dovrà attrezzare per dialogare con i colleghi del territorio e con i vertici delle aziende pubbliche con le quali Merate ha rapporti: da Lario Reti a Retesalute, dall'azienda socio-sanitaria territoriale all'Agenzia di Tutela della Salute.

Contro ha cinque mastini da combattimento: gente esperta come Aldo Castelli, Roberto Perego, Alessandro Pozzi, Gino Del Boca e Patrizia Riva. Una sola opposizione, non due e disomogenee come nella passata legislatura; una sola ma molto preparata.

La scelta degli assessori e del capogruppo, il portavoce politico, se sbagliata può essere esiziale.

Secondo lo schema tradizionale - e come vuole la legge - dei cinque assessori almeno due debbono essere "di genere" come usa dire oggi. Tradotto, si ritiene tre maschi e due femmine. O viceversa.

Due più il sindaco in quota Lega e tre in quota Forza Italia e dintorni. Nulla ancora trapela in questo senso. Ma ipotesi se ne possono fare. Partiamo dal numero due, il vice sindaco. Dovrebbe essere Giuseppe Procopio sia perché controbilancia il sindaco leghista sia per l'eccezionale numero di preferenze ottenute. A Procopio potrebbe essere confermata la delega ai lavori pubblici. Franca Maggioni, avvocato, in quota Lega potrebbe occupare l'assessorato ai Servizi alla persona. Conosce la materia e segue casi particolari. Inoltre ha una indubbia sensibilità che la rende più che idonea al ruolo.

Il secondo posto alla Lega dovrebbe andare a Andrea Robbiani, che con la Franca Maggioni ha contribuito in modo davvero notevole alla vittoria di Più Prospettiva grazie a un numero molto elevato di preferenze. Robbiani potrebbe assumere la delega al Bilancio.

Gli altri due posti - se vale lo schema tre a tre - andrebbero a esponenti non in quota Lega. Come Fabio Tamandi e Norma Maggioni. Entrambi sono stati anche buoni portatori di voti. Restano da assegnare l'istruzione, lo sport, la cultura, il commercio, le politiche giovanili e quelle di accoglienza e integrazione che possono bene essere riassunte in due assessorati.

Anche se, a nostro parere, seguendo un vecchio esempio di Casatenovo, i lavori pubblici possono essere abbinati al bilancio data l'evidente conseguenzialità degli investimenti in ragione delle reali risorse finanziarie.

Dicevamo del capogruppo. Anche in questo caso la scelta è davvero strategica. Confrontarsi con questa opposizione non sarà semplice come in passato. L'uomo scelto dovrà avere capacità dialettica e moderazione. Cercare il dialogo sarà la vera parola d'ordine.

Resta da assegnare l'urbanistica. Dicastero delicatissimo anche perché in questa consigliatura andrà riscritto il Piano di Governo del territorio. Massimo Panzeri nel programma ha assicurato la crescita zero, o giù di lì. Ma ciò non toglie che un Pgt assieme ad una vero e proprio programma ambientale - già esiste un regolamento del verde alla cui stesura Panzeri ha collaborato fattivamente - va predisposto affrontando così nodi cruciali come la sorte dei TUC (tessuto urbano consolidato) inseriti nella variante di Pgt firmata Massironi-Vivenzio.

La complessità del tema richiede una competenza accertata. Ci perdoni l'interessato se scrivendo ciò bruciamo una ipotesi magari già espressa: perché non richiamare in servizio l'avvocato architetto Andrea Valli, autore del primo Pgt di Merate, persona al di sopra di ogni sospetto e sicuramente di assoluta competenza?

E Massimiliano Vivenzio? Studia per fare il sindaco di Lecco. Quando il virus della politica contagia, quasi nessun antidoto funziona.
Claudio Brambilla
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