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Scritto Giovedì 16 maggio 2019 alle 18:08

Mandic: 3 ortopedici per la conferma del DEA è una buona notizia. Ma attendiamo i fatti

A parte la singolarità di convocare a Lecco una conferenza stampa sul Pronto soccorso di Merate, quella data dalla Direzione strategica dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale è una buona notizia.

La Commissione regionale non ha ancora terminato il proprio lavoro di analisi delle strutture di pronto soccorso lombarde ma l’intenzione di assumere tre ortopedici al Mandic conferma la volontà di mantenere il DEA, cioè il Dipartimento Emergenza e Accettazione, allontanando così l’ipotesi di un ridimensionamento del Pronto soccorso la cui attività sarebbe stata limitata alle 12 ore diurne.

Tale ipotesi è prevista dalla deliberazione della Giunta regionale – a sua volta ripresa dal D.M. 70 – nr.1046/2018 secondo cui i PS con meno di cento accessi al giorno possono, nel quadro di una strategia complessiva messa in campo da ciascuna ASST, arrivare a ridurre l’attività a 12 ore mentre dalle 20 alle 8 il servizio sarebbe assicurato dalla guardia medica.

L’assunzione di tre ortopedici – a parte l’effettiva necessità del reparto guidato dal dottor Spreafico – rende possibile la guardia attiva di questa specialità  nelle 24 ore, condizione  richiesta  per il funzionamento dei DEA ,secondo i parametri del D.M. 70.  Gli ospedali senza i requisiti previsti per il DEA sono destinati  alla lunga ad essere classificati come  presidi ospedalieri di base dotati di semplici  Pronto Soccorso, magari a part-time. Il Mandic, risolto il problema della guardia attiva 24 ore della ortopedia, ha tutti i requisiti per disporre di un Dipartimento di Urgenza e Accettazione  di 1° livello e conseguentemente essere classificato e ritenuto  un  presidio di primo livello alla pari, per esempio, di Vimercate e Desio. Il nosocomio  dispone di tutti i restanti requisiti tra i più importanti la dotazione di rianimazione, cardiologia con UCC. Neurologia con stroke, radiologia con TAC e Risonanza magnetica, ostetricia e ginecologia, psichiatria una chirurgia e una medicina di alto livello e tanti altri servizi specialistici in dipartimento con  il Manzoni di Lecco che con  il primo provvedimento della Regione  in merito alla classificazione dei servizi di urgenza  si è visto classificare il PS come  DEA di secondo livello perché il presidio è dotato anche  di neurochirurgia e cardiochirurgia e altre attività di alta specialità.

Dunque quella comunicata da Paolo Favini, Vito Corrao e Maria Grazia Colombo – direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo dell’ASST – è una notizia da accogliere con soddisfazione.

Ma l’attenzione deve restare alta. Dalle parole e dalle promesse si deve passare ai fatti. E non è detto che tutto vada per il verso giusto. A partire dal reperimento dei tre ortopedici. E dall’indispensabile rafforzamento proprio della struttura del pronto soccorso, storicamente sotto organico.

E poi l’esempio di Abbiategrasso è significativo: anche lì la politica locale e regionale aveva assicurato il pieno servizio del PS. Ma poi, nel giro di poche settimane, era scattata la riduzione dell’orario. E ora i cittadini chiedono a gran voce il ripristino dell’attività di PS h24.
Claudio Brambilla
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