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Scritto Domenica 12 maggio 2019 alle 10:17

Osnago: l'appello di Mamma Luisa per un donatore di midollo per il suo Matteo

Il più bel regalo per la festa della mamma c'è da scommettere che Maria Luisa Fois vorrebbe fosse in realtà un dono per suo figlio Matteo, 16 anni, affetto sin dalla nascita dalla beta talassemia mayor. Per guarirne, il giovane avrebbe infatti bisogno di un trapianto di midollo osseo, possibilmente da un donatore che abbia tra i 18 e i 35 anni. Solo così Matteo Puddu, residente ad Osnago con la sua famiglia da sette anni, potrebbe finalmente dire basta a tutti gli andirivieni dagli ospedali e di sottoporsi ogni mese alle trasfusioni di sangue che lo tengono in vita.

Per questo mamma Maria Luisa negli scorsi giorni, spinta anche dalla ADMO di Como, l'associazione donatori di midollo osseo, ha deciso di raccontare la storia di Matteo. ''Matteo è affetto sin dalla nascita da questa malattia genetica'' ha raccontato. ''Richiede continue trasfusioni di sangue, ogni 20-25 giorni, alle quali va aggiunta una terapia a casa per eliminare il ferro in eccesso che potrebbe danneggiare gli organi vitali. Deve sempre essere tenuto sotto controllo. Viene monitorato annualmente e l'unica via di guarigione è il trapianto di midollo osseo. Ci sarebbero anche delle nuove cure, ma l'unica risolutiva è questa''. Ecco dunque il motivo dell'appello lanciato da mamma Maria Luisa, rivolto a tutti i giovani, agli studenti del Bertacchi di Lecco, la scuola che frequenta Matteo dopo essere passato per le elementari di Osnago e le medie di Cernusco. Per donare ci si può sempre rivolgere ad un qualsiasi ospedale, all'Avis oppure direttamente all'ADMO.

''Tre anni fa, Matteo si è già sottoposto ad un autotrapianto, ma purtroppo non è andato bene'' ha proseguito Maria Luisa Fois. ''La malattia si è quindi ripresentata ed abbiamo dovuto riprendere le solite cure. E' una malattia che richiede parecchi day hospital. La storia di Matteo mi è stato chiesto di raccontarla dall'ADMO di Como affinchè tante persone ne venissero a conoscenza e, magari, tra queste si fa avanti un donatore. L'ho fatto però anche per sensibilizzare in generale le persone nei confronti della donazione. Più si è e meglio è. Dobbiamo essere uniti e dare una speranza di vita a qualsiasi persona. Da donatrice dico che donare è vita''.

A.S.
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