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Scritto Mercoledì 17 aprile 2019 alle 15:04

Bernareggio: alla scoperta della fauna del parco PANE

L'importanza di preservare le aree del reticolo verde del giovane parco PANE, ricordata in una serata "ecologica" all'auditorium Europa di Bernareggio. L'occasione è "capitata" proprio a stretto giro dall'ingresso ufficiale del comune tra i 22 enti comunali soci del consorzio. A parlare diffusamente del tema, cercando anche di sensibilizzare sulla materia, martedì sera è stato Gianpiero Calvi, faunista del parco. Punto di partenza del discorso, le forti interrelazioni tra animali e uomo, rispolverate dall'esperto come premessa generale. "Uomo che, spesso ce lo dimentichiamo, deve essere annoverato tra le specie animale - ha chiarito Calvi - Un concetto che va messo bene in chiaro anche per ribadire che non si può partire dal presupposto di poter creare delle aree di pertinenza esclusiva di uno o dell'altro, uomo e animale. Piuttosto è fondamentale organizzare una rete ecosistemica continua, attraverso l'istituzione del maggior numero di corridoi ecologici.

Gianpiero Calvi

L'obiettivo è garantire una convivenza, pur dovendo tenere in conto, naturalmente, l'urbanizzazione di un'area come quella della Brianza e la necessità di avere vie di comunicazione che causano unl'inevitabile frammentazione ecologica". Calvi ha poi sottolineato a chiare lettere il rapporto esistente tra la salute umana e l'ambiente, mostrando un grafico esemplificativo che testimonia come l'aumento di decessi per cause tumorali vada di pari passo con i decessi di determinate specie del parco. In questo senso il parco e la sua fauna ci forniscono preziosi dati su cui poter riflettere. Passaggio degno di nota, quindi, non poteva che essere il ripasso sulle azioni e le prerogative in capo al parco, il quale offre una serie di tutele che devono essere ben esplicitate. Se non altro da porre all'attenzione degli scettici del consiglio comunale, che qualche giorno fa hanno votato con perplessità all'entrata di Bernareggio nella cerchia degli aderenti. Da evidenziare, a questo proposito, il supporto all'agricoltura, l'educazione dei cittadini e la conservazione della biodiversità.

Quest'ultima essenziale, perchè una natura che presenta una grande varietà di esseri viventi ha una maggiore capacità di adattarsi meglio anche in condizioni di mutazione. Degno di nota, poi, il "capitolo" dedicato da Calvi agli indicatori ecologici più "affidabili" del parco, tra uccelli, mammiferi, lepidotteri, e soprattutto anfibi. Anfibi che vivendo una trasformazione che passa dalla terra all'acqua, possono risultare spie utili per eventuali correttivi da applicare. Così come portatrice d'interesse è risultata la pagina sulle specie alloctone, talvolta rilasciate in maniera poco consapevole degli effetti negativi che questa può comportare sulle varietà autoctone. Vedere, per esempio, il caso dello scoiattolo grigio alloctono, che si sta imponendo sul moscardino e sullo scoiattolo rosso autoctono. La stessa dinamica di sopraffazione vale per il gambero della Louisiana che si sta gradualmente diffondendo a scapito di quello rosso locale. Tanti gli argomenti messi sul tavolo, in una serata a cui ha assistito un pubblico in cui era presente anche il presidente del parco Silvano Brambilla, il direttore Massimo Merati, il consigliere del parco, Andrea Pirovano, oltre alle Guardie Ecologiche Volontarie del PANE.
M.L.
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