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Scritto Martedì 02 aprile 2019 alle 10:07

Merate: l’onore e l’orgoglio di Sellitto e la svendita  della dignità politica di Panzeri

Scriviamo queste note senza aver presenziato alla seduta di Consiglio comunale dell'1 aprile. Premessa indispensabile per lealtà verso il lettore. Tuttavia la cronaca del bravo collega è implacabile. Del resto avevamo già fatto notare l'assurdità di convocare tre commissioni e due Consigli comunali in dieci giorni. Tutto per far correre il progetto di riqualificazione di via Verdi che, se fossimo parte del Comitato e ivi residenti, respingeremmo con sdegno. Un progetto costosissimo - 3 milioni per 1 chilometro scarso contro i 4 di Milano per riqualificare Corso Sempione - per di più redatto da un ingegnere che, per quanto con lunga esperienza alle spalle, si è sempre occupato di disegnare strade, dossi, intersezioni, senza badare all'architettura, all'urbanistica, al paesaggio circostante. C'erano i progetti presentati al concorso di idee. Ora che si può spendere l'avanzo di amministrazione si sarebbe potuto, con la necessaria calma, istituire una commissione di professionisti e far apportare da loro le necessarie modifiche al progetto dell'ing. Valsecchi della Provincia. Abitassimo in via Verdi ci metteremmo di traverso alla sola idea di togliere i semafori e sostituirli con le rotatorie. Perché solo un ingenuo può credere che il fiume di veicoli provenienti da Paderno e diretti sulla ex statale - e viceversa - continuerà a scendere verso i due semafori di Cernusco piuttosto che imboccare l'arteria meratese, una volta che sarà desemaforizzata. E non perché lo diciamo noi. Ma perché è la risultante e la conclusione dello studio redatto in occasione del primo grande piano viabilistico cittadino realizzato da una delle migliori e più note aziende che studiano i flussi di traffico. Ma la maggioranza, allargata a Massimo Panzeri - cui rinnoviamo l'invito di dimettersi per rispetto a quanti lo hanno votato e lo vorrebbero vedere scontrarsi con detta maggioranza anziché entrare nel gregge - non sente ragioni, viaggia al galoppo, punta tutte le carte elettorali su questo progetto certi, evidentemente, che il quartiere lo apprezzerà e darà loro il consenso sperato.
Bene ha fatto il consigliere di maggioranza e ex capogruppo a prendere le distanze. Un investimento di tale portata, l'ultimo che la città potrà finanziare dato che, prevedibilmente, in autunno torneranno le restrizioni sotto qualche forma, ha necessità di tempo per essere elaborato e, soprattutto condiviso da tutti. Avevamo indicato lo strumento del referendum consultivo, sul modello svizzero. Ma qui prevale il padronato di frazione, inutile sperare in qualcosa che abbia un largo orizzonte.
Quanto alla Lega siamo alla farsa. Alla svendita sotto costo della dignità politica per la caparbia ambizione di Panzeri di tornare in maggioranza e, anzi, diventare Sindaco della città. Il fascino discreto della poltrona ha il potere di mutare del tutto l'ordine mentale e la valutazione delle persone. Diventano capaci quelle che fino a ieri l'altro e per anni sono state giudicate incapaci. Lo scontro si stempera in un mielato confronto composto da penose smancerie e finte critiche. Pensare che Massimo Panzeri possa essere il successore di Bruno Mauri, il vecchio leone leghista che combatteva in aula anche a rischio di querele, è quanto di più triste possa osservare uno, come chi scrive, che nel 1989 era sotto la pioggia sul prato di Pontida ad ascoltare parole rivoluzionarie contro un sistema consociativo avviato alla disintegrazione.
 
 
P.S. Nel programma elettorale 2014 di "Merate Prospettiva Comune - Panzeri sindaco" non si faceva neppure menzione di interventi su via Verdi ne, tanto meno, di desemaforizzazioni. Come mai ora nel futuro candidato sindaco del centrodestra si è acceso questo fuoco sacro?
Claudio Brambilla
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