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Scritto Lunedì 18 febbraio 2019 alle 21:38

Programmare la spesa richiede avere una visione del futuro. E il territorio non lo si tutela dicendo sempre no

L'impressione transitando in macchina lungo via don Consonni era che nel quadrilatero tra Sartirana e Cassina si fosse trasferito il popolo che normalmente riempie nei fine settimana i centri commerciali. E semmai occorreva una conferma di quanto siano attrattivi i percorsi all'interno della Riserva lago, comprendendo in ciò via Bianchi, lo sterrato che da San Rocco conduce al "Respiro" di Robbiate, tutta via Marconi e via principe Falcò, fino a ricongiungersi con via Volta, essa è giunta proprio il primo week end con temperatura davvero gradevole. Centinaia le persone a passeggio lungo via don Consonni e nell'anello che costeggia il lago. Osservando il fiume di persone abbiamo chiuso gli occhi per qualche istante e sognato: un chiosco ristoro proprio all'ingresso del lago con seggiole di paglia e qualche ombrellone sul terreno dietro, rive ripulite dotate qua e là di piccole spiaggette, le aree sotto le piante attrezzate con panchine e cestini, camminamenti solidi fino al bagnolo da restituire alla condizione da cui aveva tratto il nome, poi stop per il rispetto ambientale della zona sensibile, aperta solo al semplice passeggio fino al pontile a ovest anche se con robusti disboscamenti; di lì terreni ripuliti e acquisiti al patrimonio pubblico, aree circostanti arredate e rive bonificate da rovi e canne . E poi, per quanto "doloroso" canneto a est e isole ridotte di dimensioni perché, inesorabilmente, avanzano anno dopo anno e ormai oltre agli arbusti sostengono anche piante di alto fusto. Un'operazione di alleggerimento del fondale come nel '74 e il reperimento di fonti idriche per garantire l'immissione di acqua indispensabile ad alimentare le correnti tra i canali. Infine, pulizia generale di San Rocco che può tornare ad essere uno specchio d'acqua attorno al quale realizzare percorsi didattici per le scolaresche, e completamento del sentiero che arriva da Sartirana e prosegue fino a Robbiate. Il tutto sotto l'occhio attento e esperto di specialisti del settore ambientale con l'aiuto dei tecnici e delle guardie volontarie del Parco del Curone. La spesa? Per noi del tutto incompetenti, ignota. Ma qualche pi ano in giro c'è e qualche ragionamento si può fare. Se invece appena si liberano i soldi si corre a destinarli tutti a un'arteria sia pure importante dimenticando le altre necessità allora non solo si ignora il concetto di programmazione ma non ci s sforza neppure di avere una visione prospettica della città che invece tra castello, osservatorio, ville patrizie e parco naturale potrebbe assumere una connotazione turistica importante. E non sarà certo il riallineamento di via Verdi e un paio di rotonde (senza ciclabili, senza alberi solo asfalto e cemento) il tutto per la modica spesa di 3 milioni di euro, a far dire che questa maggioranza allargata alla Lega abbia una visione del futuro della città. Semmai ha la visione del passato: aprire nuove strade, allargare quelle esistenti, favorire la viabilità su gomma. Soddisfare le insistenti richieste di una parte certo non maggioritaria della popolazione.


Per restare in tema ambientale e non passare per ecologisti a oltranza, ci siamo un po' stupiti della levata di scudi contro il deposito di munizioni Fiocchi a Lomagna. E' vero il complesso è nel parco ma da anni e anni è abbandonato, nessuno ha mai verificato lo stato delle strutture ne che si sappia ha effettuato carotaggi per conoscere le condizioni del sottosuolo. Lì operava un'azienda di prefabbricati anche di grandi dimensioni con movimentazione notevole e ingombrante. Che si fa? Lasciamo andare ancor più tutto alla malora e in degrado senza peraltro intuirne esattamente la portata e la nocività? La Fiocchi munizioni Spa è a Lecco, in città. Basta una visione dal satellite per rendersene conto. Sarà pure classificata come attività pericolosa ma non risultano incidenti. Fabbrica pallottole non confetti ma sono quelli in dotazione anche alle forze dell'ordine, assieme alla mitica Beretta 92. Disarmiamo tutti? No, perché la medaglia va vista da entrambi i lati. Se la Fiocchi si impegna a bonificare tutta l'area e a realizzare un deposito, non una fabbrica di munizioni, francamente non riusciamo a capire la reazione dura levatasi da tante parti e cavalcata dall'intero PD. Qualcuno ha un'alternativa? Qualcuno è pronto a investire in serre e frutteti? Un paio di richieste erano giunte in comune ma sembra che siano state respinte. Il risultato è che il comparto crolla anno dopo anno e certo non è recuperabile a fini parco. Anche perché è presumibile che l'acquisizione non sia gratuita. Dunque con le dovute cautele pensiamo che la proposta della Fiocchi debba essere presa in considerazione.

Anche il recupero di una grande struttura fatiscente rientra nell'attività di salvaguardia del territorio. Perché a furia di non fare nulla laddove esistono vincoli e tutele ambientali ci ritroveremo tra qualche anno con cumuli di macerie. Siano esse di un'antica cascina vincolata all'inverosimile o di un capannone deserto da tempo. O, perfino, di un lago abbandonato a se stesso e destinato a causa dell'eutrofizzazione a diventare una torbiera.

Claudio Brambilla
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