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Scritto Martedì 12 febbraio 2019 alle 17:42

Lomagna: costituito il Comitato "No Munizioni nel Parco del Curone", lanciata la petizione contro il deposito della Fiocchi

La sua nascita era stata sollecitata anche da alcuni nostri lettori, ora è realtà. Rompe il muro del silenzio tra gli amministratori locali il neonato Comitato "No alle munizioni nel Parco del Curone", che nelle prossime settimane dovrebbe indire una conferenza stampa di presentazione. È composto in prima battuta da una serie di associazioni che aderiscono alla Tavola della Pace di Lecco: il Comitato provinciale Arci Lecco, La Colombina di Casatenovo, Progetto Mondo Mlal di Casatenovo, Les Cultures di Lecco e Mani Tesi di Bulciago. A queste si aggiunge il circolo Arci La Lo.Co. di Osnago, l'associazione più prossima geograficamente al sito dove la Fiocchi Munizioni S.p.A. vorrebbe realizzare un deposito. Da tempo si parla di un interesse da parte dell'impresa lecchese a insediarsi presso l'area ex RDB a Lomagna, in via Giotto. È recente la notizia della convenzione sottoscritta dal Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone che impegna l'Immobiliare Sernovella, proprietaria del comparto, a rispettare determinate prescrizioni [clicca QUI]. Nella convenzione si delineano anche le dimensioni della zona oggetto di riqualificazione. Si tratta di 45 mila mq complessivi, che comprendono due magazzini. Il primo da 6.770 mq per stoccare cartucce, bossoli innescati e inneschi per armi di piccolo calibro, e l'altro da 4.255 mq per il deposito di materiali inerti. La convenzione prevede che potranno accedere al complesso sei camion al giorno per scaricare la merce prodotta nell'impianto di Fiocchi Munizioni S.p.A. di via Santa Barbara a Lecco. Viene inoltre evidenziato che gli autoarticolati non potranno percorrere via Giotto in direzione Nord attraversando in pieno il Parco del Curone, ma si potranno dirigere verso Sud. I mezzi che trasportano bossoli e cartucce per armi dovranno dunque viaggiare lungo l'arteria stradale più trafficata del territorio: dalla Statale 36 di Lecco alla provinciale 342dir.

Il Comitato "No alle munizioni nel Parco del Curone" nasce contestualmente al lancio di una petizione su Change.org che ad ora - martedì 12 febbraio - ha raccolto 61 firme. I promotori chiedono di rinunciare alla realizzazione del deposito di munizione attraverso una lettera aperta rivolta al sindaco e alla Giunta del Comune di Lomagna, al Presidente e al Consiglio di Gestione del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, alla Fiocchi Munizioni e all'Immobiliare Sernovella. L'opposizione si basa su motivazioni etiche: "Ogni scelta politica, anche se tecnicamente corretta, non può prescindere da considerazioni etiche. Siamo convinti che ogni attività umana vada responsabilmente valutata in base agli impatti che comporta sui diritti fondamentali della persona - si legge nelle righe che accompagnano la raccolta di firme - È infatti innegabile che le munizioni vengano prodotte per colpire esseri umani e costituiscano un sicuro volano alla diffusione delle guerre, essendo commercializzate con pochissime restrizioni e controlli". Il Comitato chiede a gran voce un ampio confronto pubblico fino ad ora assente facendo riferimento alla Direttiva Seveso che impone la consultazione pubblica e la partecipazione al processo decisionale in caso di costruzione di un'attività potenzialmente esposta a "rischio di incidente rilevante". L'eliminazione della copertura in amianto e altri interventi migliorativi dal punto di vista ambientali non giustificano, secondo il comitato, la realizzazione di un deposito di munizioni: "È inoltre una pessima idea pensare di bonificare un'area industriale dismessa, rimuovendone i pericoli per la salute pubblica, sostituendola poi con un'attività potenzialmente più pericolosa, definita dalla legge come 'insalubre di classe prima' (D.M: 5 settembre 1994) e esposta a 'rischio di incidente rilevante' (D. Lgs. 26/6/2015 n. 105 - Direttiva Seveso). Esiste perciò un evidente contrasto con gli obiettivi di salvaguardia dei valori naturalistici per cui il Parco del Curone è stato creato". Un rischio che il comitato teme possa essere amplificato dalla presenza a breve distanza di un'azienda che produce sostanze chimiche pericolose. La conclusione è senza mezzi termini e il giudizio sulla costruzione del deposito è inequivocabile: "È una scelta sbagliata e dannosa per un territorio che non merita di associare il proprio nome ad una produzione così controversa, in aperta contraddizione con l'impegno di molti Comuni e Associazioni per la diffusione di una cultura di pace e di rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo".

La costituzione del Comitato "No alle munizioni nel Parco del Curone" segue di poche settimane l'annuncio di Pietro Fiocchi, membro del Consiglio di Amministrazione di Fiocchi Munizioni S.p.A. e presidente di Fiocchi of America e Fiocchi Uk, a candidarsi alle prossime elezioni europee con Fratelli d'Italia. «Faccio un proclamo a tutti i cacciatori e tiratori - ha dichiarato l'imprenditore in una recente intervista per Armietiro.it - Vedete bene il vostro voto perché voi siete importanti in queste elezioni». E alle supposizioni di un conflitto d'interessi tra la sua professione e l'impegno in politica ha confermato: «Perdio, ce l'ho il conflitto d'interessi! Io voglio difendere la caccia, voglio difendere quello che faccio, voglio difendere un lavoro e un settore che amo. Per cui il conflitto d'interessi ce l'ho ed è fortissimo. La cosa interessante per chi mi voterà è che il mio conflitto d'interessi è anche il vostro, siamo sulla stessa barca». Sarà eleggibile nella circoscrizione Nord occidentale (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria) e potrebbe poi entrare nella Commissione Ambiente dove vengono posti i vincoli a livello europeo in materia di caccia.
Marco Pessina
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