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Scritto Domenica 09 dicembre 2018 alle 19:30

Mandic: un’altra notte di ordinaria disorganizzazione al PS. Attese fino a 20 ore, acqua del rubinetto, scarsa assistenza

Spettabile Redazione,

ieri sera mia moglie ha avuto un incidente in auto con a bordo due bambini. Alle 21 lei e il bambino di 9 anni, che aveva urtato contro la portiera, sono stati accettati al pronto soccorso di Merate e fatti accomodare nella sala interna. Fin da subito era evidente una situazione di sovraffollamento del pronto soccorso in contrasto con una presenza totalmente esigua e sottodimensionata di personale, che tentava di prodigarsi senza però riuscire a smaltire le presenze e a dare la giusta assistenza alle persone.

In un pronto soccorso non dovrebbero esistere differenze tra festivi e feriali, tra diurni e notturni. Eppure a Merate si respira proprio questa differenza, con un personale di sole tre o quattro persone, di cui un solo medico (come se fossimo a ferragosto), a gestire decine e decine di persone bisognose di cure, attenzioni o semplicemente di una prognosi per poter tornare a casa. Persone vittime di incidenti più o meno gravi (tanti codici verdi e diversi rossi) ma tutte bisognose di attenzioni e di assistenza.

Tutti si lamentavano, alcuni erano in attesa da oltre 20 ore, per alcuni non c'erano sedie o letti per potersi adagiare. Ho personalmente visto che ad una paziente veniva data da bere acqua di rubinetto scusandosi perché non c'erano a disposizione bottigliette d'acqua.

Mio figlio di 9 anni è stato preso in considerazione solo all'1 e 30 di notte (un bambino abbandonato su una sedia per 5 ore, di notte, per una semplice lastra). Mia moglie è stata visitata dopo 13 ore e nel momento in cui vi sto scrivendo dal pronto soccorso siamo ancora qui in attesa degli esiti e sono le 10 di mattina. Altre persone sono in una situazione peggiore della sua (sia di salute che di attesa) e con il nuovo giorno stanno arrivando nuovi casi che peggioreranno ulteriormente la situazione.

È una gestione vergognosa e imbarazzante (per chi amministra questo ospedale). Una situazione di negligenza che denota una pessima organizzazione di un pronto soccorso, del suo personale e dei turni di lavoro, oltre che una scarsa se non inesistenza attenzione per i suoi utenti.

Esiste un limite alla decenza? Esiste una linea oltre la quale la nostra pazienza ha diritto di esplodere?

Lettera firmata
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