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Scritto Venerdì 13 luglio 2018 alle 17:52

Sala: racconto breve sulle disfunzioni del servizio dell’ASST. Ma l’ATS non vigila?

Ambrogio Sala
Per un problema ad un piede, dopo un intervento, su consiglio del mio medico di base, telefono al Cead di Cernusco Lombardone per verificare di avere per un mese l’assistenza domiciliare per medicare il piede ogni tre giorni. Avrei consegnato l’impegnativa il mattino successivo. Risponde una signora, spero sia un’infermiera, che non mi lascia esprimere compiutamente la richiesta. Mi interrompe appena avere pronunciato le parole “assistenza domiciliare”. Mi chiede quanti anni ho, rispondo 68 e mi viene risposto che sono giovane, se ho la patente, dico di si e mi viene detto che mi è possibile muoversi. Ultima domanda è stata se ero “a posto di testa”, a questa domando non ho risposto. Mi viene detto di andare in un ambulatorio, anzi nell’ambulatorio dove avevo subito l’intervento. Rispondo che è a Sesto San Giovanni presso una struttura convenzionata. Insiste perché mi rivolga lì’. La telefonata, a questo punto, si interrompe.
Se la signora mi avesse fatto spiegare avrebbe appreso che sono emiplegico, che il piede operato è quello “sano”, che sono un “cronico”. Non solo, sono invalido al 93%. Gli avrei, inoltre, spiegato che il medico della struttura convenzionata mi aveva raccomandato di non camminare. Il tutto scritto nel reperto operatorio!
Avrei potuto fare lo “s…..o” e chiedergli il nome e fare una segnalazione all’ASST.
Io ho risolto il problema rivolgendomi ad un privato non convenzionato, ma mi domando perché dei dipendenti pubblici rispondano pensando di evitare un lavoro!
Io sono in grado di risolvermi il problema, ma una serie di anziani soli o disabili solo non sono in grado.
La mia domanda è questa: l’ASST quale tipo di controllo esercita? Secondo le mie informazioni le infermiere sono tre.
Dopo la riforma Maroni e la legge sulla cronicità l’ATS quale controllo esercita sull’ASST?
Spero di non avere risposte burocratiche oppure non avere risposte!
Ambrogio Sala
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