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Scritto Giovedì 28 giugno 2018 alle 13:13

Approvato il piano di zona 2018/20 dei 3 ambiti. A Merate interagire con i PreSst e aprire Retesalute ad altri territori

Ieri sera in sala Ticozzi è stato votato dai tre Ambiti di Bellano, Lecco e Merate il Piano di zona per il triennio 2018-2020, lo strumento di programmazione in ambito locale della rete d'offerta sociale, che ha il compito di definire le priorità di intervento e gli obiettivi strategici nonché le modalità, i mezzi e le professionalità necessari per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Ad introdurre il documento davanti alla platea degli amministratori dei Comuni della provincia è stato il presidente del Distretto Filippo Galbiati: "Il lecchese ha una tradizione importante sul tema delle politiche sociali, sa fare rete e sa essere unito anche all'esterno, presentandosi ai propri interlocutori con una forza intrinseca che ci viene riconosciuta. Abbiamo una provincia variegata dove anche le esigenze sono diverse, ma che è capace di lavorare insieme". Il documento, approvato ieri sera all'unanimità dei presenti, contiene una parte comune ai tre ambiti, tre programmi d'ambito e tre accordi di programma distinti ma speculari, che prevedono rapporti intensi con Ats, Asst, Comuni, con la Fondazione comunitaria del lecchese, con il mondo delle imprese, delle rappresentanze sindacali e del lavoro.

Adele Gatti, John Patrick Tomalino, Filippo Galbiati, Fernando De Giambattista, Paola Viganò


"La programmazione - ha proseguito ancora Galbiati - si sviluppa attorno a delle macro-aree: il contrasto alla povertà, la lotta alla disoccupazione giovanile e non, il tema della casa, la fragilità sociale e sanitaria, le politiche giovanili e per la famiglia". Con alcune importanti novità: il Distretto ha infatti ottenuto 900mila euro da Cariplo per un progetto sulla lotta alla disoccupazione e quasi altrettanti attraverso un Bando Fami da destinare a interventi di inclusione di persone migranti con disagio psichico. Tra gli altri grossi cambiamenti che interesseranno i servizi sociali lecchesi nei prossimi anni - oltre alla nascita dell'impresa sociale, che però non è stata approfondita - c'è anche l'Agenzia della casa, illustrata ieri sera da Alberto Pasini di Bosisio Parini: "L'agenzia della casa è un'idea nata lo scorso anno a seguito della aumentata necessità riscontrata su tutto il territorio, sono 15mila le  famiglie della provincia che non riescono a pagare le spese legate alla casa e questo genera una serie di problematiche che il nuovo soggetto vorrebbe regolare. L'obiettivo è quello intanto di conciliare le esigenze dei cittadini con le risorse e i progetti che già ci sono, affinché questi trovino realizzazione concreta. Sarà fondamentale la collaborazione dell'Agenzia con i Comuni e con i diversi attori che sul territorio a vario titolo svolgono un ruolo rispetto al tema dell'abitare. Tra i primi ambiziosi obiettivi che ci poniamo c'è quello di realizzare una ricognizione dell'andamento del bisogno abitativo nel territorio, la costituzione di un fondo per il microcredito e la programmazione e la gestione dei servizi di housing sociale".

Dopo l'excursus sulla parte generale del documento i tre presidenti d'Ambito hanno illustrato i rispettivi programmi. "Il piano di zona di Bellano ha due novità importanti - ha spiegato Fernando De Giambattista - la sottoscrizione dell'accordo di programma per la gestione associata dei servizi alla persona di tre anni e l'adesione ad un piano di zona unitario, che vuol dire ampia programmazione e quindi migliori servizi. Il nostro obiettivo per i prossimi tre anni è quello di lavorare per proseguire e rafforzare la strada che abbiamo fin qui intrapreso". Innovazione e prossimità sono invece le parole d'ordine per la gestione delle politiche sociali nell'ambito di Lecco: "Nel nostro immediato futuro ci sono elementi innovativi come l'impresa sociale e un rapporto sempre più netto con la Fondazione comunitaria del lecchese con la quale abbiamo rapporti di comunicazione, vicinanza e interscambio molto importanti, è un interlocutore fondamentale a livello di risorse aggiuntive - ha detto Paola Viganò - E poi per 'prossimità' abbiamo sottoscritto la convenzione che istituisce il Comitato d'ambito, suddividendo il territorio in cinque poli diversi ma omogenei a livello territoriale e abitativo: Lecco, Brianza est, Brianza ovest, Lago e Comunità montana della Valle san Martino. La programmazione è omogenea ma all'interno di uno stesso territorio ci sono comuni limitrofi per esigenze che possono sviluppare dei progetti specifici. Questi cinque poli hanno cinque referenti politici in modo da costruire progetti che siano quanto più visibili alla cittadinanza".  Adele Gatti ha infine illustrato il programma di zona di Merate, redatto con l'intenzione di "cogliere la sfida del nuovo avanza". Ci sono infatti quattro partite da affrontare nei prossimi tre anni: "Mantenere i servizi in un mondo in cambiamento, interagire con le nuove realtà dei PreSST - Presidi socio sanitari territoriali - che si affermeranno, trasformare il piano unitario in un piano unico di zona, la gestione di Retesalute a fronte della sua apertura ad altri territori. Nel triennio concluso avevamo dieci obiettivi articolati in 34 azioni. Quattro le abbiamo concluse con successo (Cartella sociale informatizzata, Regolamento per accesso ai centri disabilità, Coordinamento counselling e formazione per la presa in carico delle persone con demenza), due non siamo riusciti ad avviarle, dieci le abbiamo realizzate per oltre il 75 percento e le altre solo in parte. Il contesto in cui abbiamo elaborato il nuovo piano è quello di una riduzione e di un invecchiamento della popolazione, della diminuzione degli stranieri con cittadinanza italiana acquisita e della riduzione delle risorse nazionali e regionali. Nel nostro ambito la popolazione fragile è il 7,7 per cento - 9mila persone - con una prevalenza delle prese incarico dei giovani da parte della psichiatria rispetto al resto della Provincia e una maggior incidenza dell'autismo. Nella nostra rete ci sono 274 associazioni, undici cooperative e altri 20 soggetti che sono stati partner nella programmazione e nella gestione dei servizi sociali".

Tra gli obiettivi del nuovo piano del meratese c'è quello dell'integrazione degli stranierei, una serie di interventi per i giovani, la conciliazione lavoro-famiglia, le comunità leggere, l'housing sociale, l'assistenza domiciliare, l'inclusione degli alunni disabili, il servizio tutela minori, l'autonomia abitativa delle persone disabili e la costituzione della Consulta d'ambito.  "Questo documento è un significativo passo in avanti e segno di ancora maggiore coralità dei nostri territori - ha commentato Riccardo Mariani assessore ai Servizi sociali del Comune capoluogo - ci è riconosciuta la capacità di essere coerenti nel lavoro unitario e di essere sul pezzo rispetto all'erogazione dei servizi; capire l'importanza di questa  nostra capacità, ci può consentire di accedere a risorse che sarebbero importanti per i nostri territori". 

Manuela Valsecchi
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