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Scritto Venerdì 23 marzo 2018 alle 19:42

Vicenda Del Boca: una proposta di conciliazione inaccettabile. Si vuole punire chi lavorando di più ha ridotto le liste d’attesa

Il dr. Gregorio Del Boca
Una proposta che dire indecente è un eufemismo. E' l'ennesimo insulto alla sanità pubblica che per effetto di protocolli e burocrazie assurde perde terreno ogni giorno su quella privata. L'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lecco (ASST) si presume nelle persone della Commissione disciplinare coordinate dalla direttrice sanitaria Flavia Pirola ha proposto al dottor Gregorio Del Boca, a titolo di conciliazione, nell'udienza del 21 marzo, di ammettere le proprie responsabilità, di accettare la sospensione per un mese anziché due lavorando però gratuitamente anche durante il periodo di punizione.

Naturalmente il Primario di Ostetricia e Ginecologia del San Leopoldo Mandic ha immediatamente respinto la proposta per cui si andrà a giudizio a fine giugno davanti al Giudice del lavoro di Lecco. E sarà un giudizio davvero a tutto campo. A partire da un primo punto fisso: al Capodipartimento compete l'organizzazione del lavoro nei reparti da lui diretti. Quindi, posto che dell'utilizzo delle sale operatorie libere per snellire le code a tutto vantaggio delle pazienti, è circostanza nota e in uso pressoché in tutti i presidi pubblici, c'è da domandarsi perché il primo provvedimento disciplinare non abbia avuto il medesimo capodipartimento come destinatario. Invece nell'ASST di Lecco si è verificato un caso di straordinaria stravaganza: tale alto dirigente faceva parte della Commissione disciplinare, la stessa che ha "condannato" Gregorio Del Boca a due mesi di sospensione, poi congelata in extremis dal direttore generale Stefano Manfredi, prima che ci fosse una vera e propria sollevazione popolare. Sarà interessante ascoltare in aula la versione di Rinaldo Zanini, il capodipartimento, che ha comminato , in qualità - addirittura - di presidente della commissione disciplinare, con Enrico Ripamonti e Ilaria Terzi, la sentenza di condanna a del Boca e persino a Gedeone Baraldo, all'epoca direttore sanitario del Mandic, per mancata vigilanza. I riflettori tornano dunque ad accendersi sulla vicenda che peraltro, nella sua essenza ha riverberi nazionali perché in buona sostanza qui si vuole punire un medico che ha lavorato più del dovuto e grazie a questo lavoro ha ridotto notevolmente le liste d'attesa, obiettivo sbandierato a ogni più sospinto dai titolari della sanità regionale. Come ha bene dichiarato Pietro Caltagirone, top manager della sanità lombarda, a Gregorio del Boca andrebbe conferita una medaglia per l'impegno profuso nell'esercizio del proprio mandato.  Ma a quanto pare dalle parti di Germanedo lavorare di più è considerato un difetto, non un pregio e un vantaggio per la collettività.
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C.B.
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