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Scritto Sabato 03 marzo 2018 alle 15:40

Merate: in Aula il quadro delle alleanze è del tutto mutato. Vale la pena proseguire?

La riflessione può sembrare provocatoria e, soprattutto, intempestiva. Ma vale la pena di buttarla lì come spunto di dibattito post elettorale. Non sarebbe il caso di decretare lo scioglimento del Consiglio comunale di Merate? O, in alternativa, la Lega (nord o meno) non avrebbe il diritto/dovere di presentare una mozione di sfiducia per poi andare alla conta?

Perché, scusate, il quadro politico attuale non ha più nulla in comune a quello del 2014. E diventa difficile stare assieme a Roma e Milano e divisi a Merate. A meno di insistere con la bandiera civica cui ormai nessuno può più credere.

Le elezioni politiche e regionali vedono un centrodestra unito, almeno nelle intenzioni. Centrodestra che, come noto, comprende Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi per l'Italia.

Invece la Lega, a palazzo Tettamanti, sta all'opposizione con Massimo Panzeri e Andrea Robbiani, mentre in maggioranza siedono Massimiliano Vivenzio, Giuseppina Spezzaferri e Alfredo Casaletto dichiaratamente di Forza Italia e Giuseppe Procopio di Noi per l'Italia. Procopio poi, secondo il condottiero locale del Carroccio, Franco Lana (quello che rincuorava le partorienti assicurando che con o senza Del Boca a Merate si continuava a nascere...) dovrebbe candidarsi alla presidenza, tradotto a sindaco nel 2019. Anche abituati alle stravaganze della politica fatichiamo a vedere alleati a Roma e Milano che si scontrano duramente a Merate.

E non è finita. Ernesto Sellitto ha fatto voto per + Europa della Bonino che invece è alleata del PD. PD cui - pur senza prove - pensiamo guardi con interesse anche l'assessore Silvia Sesana. Ma il PD, o comunque l'alleanza di centrosinistra - al netto di Alessandro Pozzi - siede in Aula con la capogruppo Silvia Villa e Valeria Marinari. Influiranno queste simpatie incrociate sul confronto locale? Pensiamo di sì anche perché al rinnovo del consiglio comunale manca appena un anno o poco più.

E poi c'è il corpo residuale della maggioranza, guidato dal Sindaco la cui collocazione al momento - e probabilmente fino alla prossima primavera - è incerta.

Che fare? Dato che le grandi opere sono finite e a parte qualche intervento straordinario - peraltro già programmato - non resta che l'ordinaria gestione perché non sciogliere il Consiglio e affidare il Comune a un commissario prefettizio nell'attesa di nuove elezioni che rimettano le cose, anzi le persone, ciascuna al proprio posto?

Claudio Brambilla
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