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Scritto Mercoledì 28 febbraio 2018 alle 19:17

Unione della Valletta: Santa Maria pensa ad un'altra palestra da 700.000€ ma non ha soldi per le borse di studio. Polemica

La discussione si è accesa su un qualcosa che per ora è solo sulla carta e sulla carta pare destinato a rimanere se non arriveranno le risorse richieste allo Stato per finanziare in toto l'idea: il sindaco di Santa Maria Hoè Efrem Brambilla ieri sera al consiglio dell'Unione dei Comuni della Valletta ha "annunciato" di aver candidato un progetto per la realizzazione di una palestra presso la scuola primaria del paese a un "bando" del governo centrale, chiedendo un contributo per tale struttura pari a 700.000 euro. Una sorpresa per i consiglieri, con Matteo Fumagalli (La Valletta Brianza) che non ha fatto nulla per nascondere di non essere a conoscenza dell'iniziativa chiedendo dapprima delucidazioni di carattere generale sul "disegno" per poi andare alla carica sul concetto di Unione e sulle scelte di bilancio spalleggiato da Paola Panzeri e - con la pacatezza che lo contraddistingue e che nulla toglie però al peso delle domande poste - dal santamarinese Mario Brambilla (unico rappresentante di minoranza in seno all'assise dell'ente sovracomunale), intervenuto a distanza in sede di discussione del previsionale.


L'impianto sportivo, per come immaginato dal primo cittadino, dovrebbe offrire in primis agli alunni del plesso "Maestra Luigia Bertone" uno spazio adeguato per l'attività motoria, attualmente svolta in locali seminterrati che, seppur a norma, presentano limiti come la presenza di pilastri. Il progetto - nella sua interezza - prevede dimensioni tali da permettere alla struttura di essere poi omologata per partite ufficiali di discipline come la pallavolo (con tanto di tribune), andando ad offrire così - per come sostenuto da Efrem Brambilla - una palestra aggiuntiva per le associazioni sportive del paese che, a più riprese, gli avrebbero manifestato da necessità di godere di maggiori spazi per non dover sacrificare squadre e iniziative. L'edificio - sempre per come illustrato dal sindaco incalzato da Fumagalli - verrebbe inserito nell'attuale parcheggio in uso al personale della scuola, con sbancamento del terreno tra il plesso e la pista d'atletica per ricavare ulteriore metratura e per "lumeggiare" il seminterrato, da destinarsi ad altri scopi.
Nessuno in Aula ha obiettato sulla scelta dell'amministrazione santamarinese di provare ad offrire alla popolazione scolastica un ambiente più idoneo allo svolgimento delle ore di educazione fisica, tanto più se le risorse per la sua realizzazione arriveranno da Roma. Ma - ha sottolineato Fumagalli, con l'appoggio di Paola Panzeri - qualora si voglia creare qualcosa di più completo e lo stanziamento governativo non fosse sufficiente a coprire la spesa, forse sarebbe meglio sedersi prima ad un tavolo tutti insieme (come Unione) per un ragionamento condiviso sulle strutture ad oggi esistenti e su come allocare concordemente le risorse, essendoci già - molto banalmente - anche un altro progetto per l'ampliamento del palazzetto dello sport intercomunale di via Brianza, di fatto fermo per questioni di volontà politica legata anche alle ristrettezze di portafoglio di cui soffre Santa Maria Hoè o per essere più precisi al divario tra la capacità di spesa delle due municipalità ben evidenziato, in un altro passaggio dell'assise, da Mario Brambilla. Bilanci alla mano, quest'ultimo, ha messo in risalto come la differenza tra le entrate e le uscite nella parte corrente per La Valletta sia +382.000 euro mentre per il suo comune sia 0. Lasciando cadere subito il discorso fusione - "che pure dovrà essere affrontato prima o poi" - l'esponente dell'opposizione ha sottolineato come tale disallineamento "mette in criticità il sistema Unione, con una realtà che può mettere soldi e una realtà che non può". Il confronto è così scivolato sulla disponibilità economica del comune nato dal "matrimonio" tra Perego e Rovagnate che percepisce un sostanzio contributo per aver intrapreso la strada della fusione, salito per il 2018 a ben 610.000 euro come spiegato lunedì sera in consiglio comunale dal sindaco Roberta Trabucchi.
"La Valletta Brianza è il comune più ricco di tutta la provincia di Lecco, nel rapporto tra numero di abitanti e risorse: prende contributi sia per la fusione sia per l'Unione" ha replicato, senza nemmeno permettere a Mario di finire, Efrem Brambilla, puntualizzando anche come la somma percepita non sarà "per sempre". "Questo è fuori discussione. Ma Santa Maria non è un comune in dissesto economico, è un comune come tanti, che sta bene" ha sostenuto il borgomastro, affermando "continuare ad alzare le spese in parte corrente non è indice di virtuosità" e scatenando così la reazione dei rappresentanti di La Valletta Brianza. "Ogni amministrazione sceglie come spendere" ha ribattuto Paola Panzeri, riaffermando un principio essenziale, per poi argomentare sulla necessità di mettere in ordine le priorità e trovare sinergie quando da una parte i denari sono pochi. Un discorso che si è innestato, nella discussione del bilancio di previsione, sulla scelta compiuta dall'Unione su spinta di Santa Maria Hoè di lasciare alcuni capitoli momentaneamente scoperti, come le borse di studio, alcuni eventi culturali e i contribuiti alle associazioni (per i quali la cifra inserita è ad oggi non 0 ma comunque risicata rispetto alle reali necessità). Se per La Valletta i "cugini" potevano sforbiciare su altre spese per racimolare soldi da destinare a tali voci, Brambilla con convinzione ha sostenuto (come già fatto poco prima durante il consiglio comunale, incalzato dalla sua minoranza, pronta a battere sullo stesso punto) che integrerà la somme sfruttando le economie che durante l'anno si creeranno con l'aggiudicazione di alcune gare aperte. "Preferisco la concretezza alla facciata" aveva risposto a "Impegno per Santa Maria" che lo accusava di presentare un documento previsionale che, letto asetticamente, parrebbe evidenziare la mancanza di volontà politica di girare risorse sulle borse di studio o sulle associazioni (erogati in ogni caso negli ultimi mesi dell'anno).  "Nel 2017 sono stati mandati in avanzo 72.000 euro perché sono stati calibrati male i capitoli sulla parte corrente" ha sostenuto poi in Unione, a giustificazione della scelta compiuta per il 2018, tra l'altro sulla falsa riga di analoghe decisioni prese in passato.
La chiosa la prendiamo in prestito da un'affermazione di Fumagalli, in riferimento alla palestra: "Efrem, pensaci bene prima di metterci eventualmente dei soldi di Santa Maria Hoè perché se poi ti veniamo a chiedere di mettere 500 euro per le borse di studio e non li hai.... Pensaci bene. Tirare fuori soldi per l'Unione per te è sempre una fatica...".
A.M.
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