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Scritto Mercoledì 21 giugno 2017 alle 07:54

Avv. Patti: seguo con interesse le vicende politiche meratesi tra energie liberate e funzioni compatibili decise con audacia Il rientro di Perego? Possibile. Procopio? Preferisco Vivenzio

Il lavoro che oggi lo gratifica almeno quanto quello di avvocato che svolge da sempre è quello di giudice ausiliario presso la Corte d'Appello di Trento, nella sezione presieduta dalla dottoressa Gloria Servetti, già Presidente della Sezione Famiglia del Tribunale di Milano e firmataria della clamorosa sentenza di divorzio che ha fissato il maxi mantenimento per l'ex moglie di Silvio Berlusconi. La stessa Corte d'Appello che, con una sentenza rivoluzionaria, ha riconosciuto la paternità  anche del genitore non biologico. La Corte è arrivata a questa conclusione dopo aver riconosciuto come valido il certificato di nascita di un altro Stato attestante la doppia paternità di un bambino nato attraverso procreazione assistita. Ribaltando il concetto che vorrebbe assegnare la paternità solo al genitore biologico ha stabilito "che nel nostro ordinamento non vi è un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato". E l'iter di emanazione di questa sentenza - definita storica - che tra l'altro riguardava una coppia gay, è stato seguito anche da lui: Alessandro Patti. Avvocato da moltissimi anni, Patti aveva deciso di voler macinare esperienza anche stando dall'altra parte del banco, partecipando ai concorsi per giudici onorari. Primo a Brescia, primo a Venezia, secondo a Trento ha optato per questa sede dove oggi trascorre uno-due giorni la settimana. "E quando andrò in pensione come avvocato - dice - vorrei svolgere la funzione di giudice di corte d'appello a tempo pieno".

L'avvocato Alessandro Patti



Ma in città il nome di Alessandro Patti è legato a due situazioni politico-amministrative ben precise per quanto molto diverse fra loro: la candidatura nel 1995 a sindaco per il Polo delle Libertà, sulle ali del successo crescente di Forza Italia e la partecipazione come "secondo" all'esperienza di Merate Domani, alle spalle del candidato sindaco Pierpaolo Arlati.



Due esperienze e due circostanze molto diverse, o no Avvocato?


"Sicuramente. Nel 1995 con il locale club azzurro avevamo allestito un po' frettolosamente una squadra. Ma a Merate dominavano ancora lo scudocrociato e i suoi uomini più in vista tra cui l'astuto Dario Perego. In quell'anno la Dc si era spaccata anche in maniera turbolenta ma Perego si inventò "Merate al Centro" riuscendo a rimettere tutti gli esponenti in vista, divisi tra Cdu e Popolari, nella medesima formazione, sbaragliando così gli altri partiti. Noi andammo male ma va detto che non nutrivano neppure alcuna ambizione. L'esperienza è stata molto interessante. Nel 1999 ho deciso di accettare l'invito di Arlati e mettermi in lista con lui. Perdemmo ma con onore. Ricordo tutti i consiglieri dell'epoca, con alcuni il rapporto era ottimo, con altri neutrale. Con Arlati non sempre condividevo le medesime posizioni ma è una persona del fare, e molto simpatica".  



Lei è ricordato soprattutto per la lunga battaglia finalizzata a ottenere un referendum sull'edificazione o meno dell'area Cazzaniga.
 

"Diciamo che la maggioranza fece di tutto per impedire il referendum consultivo arrivando persino a modificarne il regolamento. Ma oggi, passando per via Cazzaniga mi domando se davvero sia valsa la pena combattere tanto per quel fazzoletto di terra intitolato a don Natale Basilico".
 



Perego sostiene che l'edificazione non violò l'esito referendario del 1993.
 

"Non sono d'accordo. Il referendum aveva dato una indicazione precisa: lasciare l'area com'era. Noi del Comitato avevamo un progetto di sistemazione come zona parcheggio con la realizzazione di un parco giochi oltre al silos che poi fu costruito. Certo quel che è stato realizzato ha una dimensione decisamente inferiore al centro commerciale con annesso Broletto ipotizzato dall'archistar Mario Botta. Però a mio parere l'esito del referendum è stato disatteso dalla maggioranza di Merate al Centro".


Con Roberto Formigoni e Dario Perego


E oggi a parte domandarsi se sia valsa la pena contrastare l'opera.....?
 

"
Che devo dirle, il parcheggio è utilizzato per lo più soltanto quando è gratuito, l'anfiteatro non è mai decollato, il bar costituisce un evidente problema ed anzi dopo l'ordinanza di chiusura temporanea per violazione di alcune norme mi sono domandato perché l'Amministrazione non abbia risolto il contratto. Non dimentichiamo che l'Amministrazione comunale è il locatore del bene e la stessa Amministrazione ne ha ordinato la sospensione dell'attività. Per me siamo in presenza di una contraddizione palese".  



C'è un atteggiamento contraddittorio anche nella vicenda di via Pascoli?


"
Direi di sì. Il Comune ora pensa di espropriarla per poter effettuare la manutenzione ma essendo la via assoggettata al codice della strada - infatti i divieti di sosta sono sanzionati - e insistendo sull'area anche un parcheggio pubblico l'Amministrazione ha già oggi l'obbligo a manutenerla. Se la via fosse davvero privata i vigili non potrebbero comminare multe. Mi pare che quando c'è "utilità" si richiama l'uso pubblico della strada e quando c'è "disutilità" non si fa nulla perché la si ritiene privata e, semmai, si pensa all'esproprio".  



Restando in tema ci sarebbe anche la questione del calibro di via del Calendone


"Durata dei lavori a parte, posto che anch'io credo si potesse ricorrere alle procedure rapide previste per i dissesti idrogeologici, visto che già si stava lavorando non era possibile allargare la strada per portarne il calibro a misura convenzionale? Il tempo, me lo lasci dire con una punta di ironia, c'è stato tutto. Ma forse è mancata l'idea. Non è possibile adeguare tutte le strade cittadine ma almeno  quelle sulle quali si sta intervenendo in modo importante si dovrebbe approfittarne per metterle a norma e, soprattutto, in sicurezza. La curva subito dopo l'ex passaggio a livello è molto pericolosa, mi pare di un'evidenza solare".
 



Tornando agli anni del suo impegno politico che cosa ricorda particolarmente
?

"Così, a caldo, tre cose: l'assurdità tipica di quei momenti di cambiamento per cui io, iscritto a Forza Italia stavo all'opposizione di un  sindaco, Perego, iscritto a Forza Italia. Tutto da ridere. Poi ricordo l'espressione del viso di Mario Gallina seduto tra i banchi della minoranza: sembrava soffrisse di lesa maestà. Infine il federalismo di cui parlavano sempre i colleghi leghisti. A Roma, pur con la Lega al governo per cinque anni, si è percorso una strada esattamente inversa. E oggi il Paese è meno federalista di vent'anni fa".  




Ma c'era dell'altro a cavallo tra la fine del secolo e i primissimi anni del nuovo, in soldoni tra il 1999 e il 2004.  

"Beh, se proprio me lo vuole far dire, sì c'era un centro di potere, un groviglio di interessi che legavano funzionari, politici, militari e persino cronisti in un'unica tavolata attorno alla quale si discutevano i temi caldi della città. Io non so che cosa ne sia uscito a parte un paio di cambi di destinazione d'uso di terreni cui ricordo il vostro giornale, appena nato, aveva dedicato una coraggiosa inchiesta. Di certo so che non era uno spettacolo edificante, anche se con l'indifferenza di oggi quei personaggi potevano essere tranquillamente come sei amici al bar".
 



Temo che quell'inchiesta e altre analoghe ci abbiano procurato un bel po' di guai. Resta però il fatto che siamo ancora qui, e non aggiungo altro. Cambiamo discorso, politica basta?
 

"Osservo con attenzione. Leggo il suo giornale e mi faccio un'opinione di quello che passa oggi il convento".




E che opinione si è fatto?
 

"Intanto che nel 2014 il centrosinistra con un altro candidato avrebbe vinto. Sono errori quelli davvero imperdonabili
. Una volta era il partito a nominare i candidati ma oggi sopra non c'è più nulla, il candidato si confeziona il contenitore e viceversa. Debbono essere tutti forti, noti, spendibili in assenza di un marchio che tiri per loro la volata"  




Lo slogan dell'attuale maggioranza è "liberiamo le energie". Come lo legge?
   

"Liberiamo le energie" se letto, come credo, in relazione alla Variante di PGT dello scorso anno presentata dalla maggioranza come uno strumento utile a contrastare la crisi economica mediante una semplificazione delle regole relative agli interventi edilizi ed all'uso del territorio, esprime un concetto, al di là dell'accattivante accezione semantica, piuttosto pericoloso. Dietro una procedura "snella" può infatti agevolmente celarsi un tentativo di abuso in una materia di primaria importanza per la collettività, che finirebbe con l'avvantaggiare certamente qualche  privato ma ben di più chi dell'edilizia ne fa mestiere. In tema di utilizzo del territorio i controlli devono essere effettivi e risoluti e le procedure "complesse" per quel che serve.
 




Con la variante di PGT sono state liberalizzate le cosiddette funzioni compatibili che ora si possono attivare in tutti gli ambiti dei centri storici compresi i primi piani seppure con accesso interno al locale, gli immobili industriali potranno ospitare discoteche e i capanni agricoli, imprese artigiane. E un bene tutto ciò?     

"La "liberalizzazione delle funzioni compatibili" è certamente un aspetto anche un po' legato a quanto appena riferito. Soprattutto inopportuna è la liberalizzazione indipendentemente dalla zona in cui le attività possono svolgersi. Se una discoteca in un capannone posto in periferia e lontano dal centro abitato può essere vista con favore, un bar posto allo stesso piano in un edificio residenziale appare di difficile comprensione".
   




Inevitabilmente le attività di somministrazione cibi e bevande faticano a convivere nei centri con i residenti. C'è un modo per trovare il giusto equilibrio?
 

"La convivenza di un pub o di un bar con i residenti non può non passare dal reciproco rispetto tra operatori e cittadini. Ciò impone necessariamente che ad un certo orario l'attività commerciale ceda il passo al riposo dei residenti e sia comunque vietato e sanzionato lo stazionamento all'esterno di gruppi anche nei confronti dei titolari del locale. La notte è principalmente deputata al riposo mentre chi intenda divertirsi oltre un certo orario dovrà farlo in locali  opportunamente isolati dalle residenze. Mi sembra sia una regola di ragionevolezza e convivenza adottata in tutto il mondo civile e  in modo a volte anche troppo rigoroso. In Lussemburgo, ad esempio, bastano le lamentele di un vicino anche in prima serata per originare l'intervento della polizia e l'eventuale chiusura del locale"
 

Con Goffredo Bursi e Dario Meschi


Un ragionamento di buon senso che fatica però a trovare ospitalità in molte teste, tra le quali anche quelle di alcune di consiglieri in carica. Veniamo all'oggi con uno sguardo sul (dopo)domani...
 

"Immagino si riferisca ai giochi politici in vista del 2019. Non mi stupirei se rivedessi Dario Perego in campo. Dall'ultimo incarico saranno passati nel 2019 ben 15 anni. Avrebbe tutte le chances per giocarsi la partita. Poi credo ci sia Giuseppe Procopio che ambisce alla carica di primo cittadino anche se personalmente gli preferisco Massimiliano Vivenzio".
 




E Lei........?
 

"Glielo ho detto, osservo
. Guardo con simpatia al Movimento 5 Stelle, cui ho dato il voto. Non so in sede locale come sia organizzato il gruppo. Certo devono prestare grande attenzione che dopo la necessaria fase distruttiva occorre avviare la ricostruzione. E qui che è caduto Guglielmo Giannini, fondatore e leader del fronte l'Uomo Qualunque nel '46. Sono convinto che alla luce della situazione attuale - come avrà visto anche domenica la gente detesta i partiti e non va più a votare neanche a livello locale - è inevitabile sfasciare l'esistente stante il grado di deterioramento della situazione. E questo il Movimento di Grillo lo può fare. Poi però bisogna ricostruire e allora servono buona volontà e esperienza, oltre che, naturalmente, onestà".




Il gruppo meratese è spesso in piazza ma non sembra molto presente sui temi locali d'attualità.
 

"Come dicevo ci vuole tanta passione e volontà ma anche un po' di esperienza o almeno serve poter disporre di qualcuno che ne abbia maturata e sappia quindi indirizzare il percorso politico di un gruppo così "giovane".
 




E lei sarebbe disponibile a mettere a disposizione l'esperienza maturata nelle Aule?
 

"Non ci ho pensato seriamente e nessuno me lo ha comunque chiesto. Nel caso, valuterò il contenuto dell'eventuale proposta.
Claudio Brambilla
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