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Scritto Lunedì 08 agosto 2016 alle 18:51

Merate: la metamorfosi dei politici locali loquaci in campagna elettorale, afasici poi

Ci sono personaggi che passando da cittadini semplici a amministratori di punta subiscono una metamorfosi: da loquaci diventano afasici. Non perché abbiano subito lesioni cerebrali ma, più sobriamente, perché d'improvviso si sentono importanti. E, tutt'al più, rispondono a domande compiacenti che si potrebbero tranquillamente scambiare per risposte tanto sono aggressive (poi taluni si domandano come mai le copie vendute calano senza sosta). Una di queste persone è l'assessore Giuseppina Spezzaferri, regina incontrastata della Cultura meratese da molti anni dopo alterne fortune come ristoratrice. A Lei la capogruppo di "Sei Merate" aveva domandato perché fosse stato concesso un contributo all'associazione milanese "Tema" per una rassegna cinematografica, la cui richiesta era giunta ben al di fuori dei termini minimi imposti dal regolamento. La risposta l'abbiamo già raccontata ai lettori e si fonda su un ragionamento tanto stravagante come raramente succede di ascoltarne. Ma il timore di fare anche solo sospettare che il centrosinistra cittadino possa criticare una iniziativa culturale, fosse anche l'Holi Trip, ha indotto i consiglieri di minoranza a prendere per buona tale risposta con un inchino ossequioso alla Regina e al suo lancillotto, prontamente sceso in singolar tenzone a difesa della nobildonna sfiorata dal pensiero che violando il regolamento avesse favorito qualcuno. Il centrosinistra - ma meno ancora la Lega il cui capogruppo è molto impegnato in brindisi e nuotate col "nemico" - non ha posto però un'altra domanda, assai più insidiosa di una violazione normativa: perché ad un evento cinematografico come ce ne sono tanti in Brianza il Comune ha elargito ben 9mila euro di contributo? Da anni Andrea Massironi, prima come assessore al bilancio e oggi come Sindaco, ha motivato i "non possumus" con la frase di rito "non ci sono soldi", o meglio ci sono ma non possiamo spenderli, quindi è come se non ci fossero. E noi tutti a crederci e a lodare la bravura e la parsimonia dell'ex prima linea Dc, come amministratore buon padre di famiglia. Poi però saltano fuori 250mila euro per una terza corsia di cui non sembra ci sia una necessità così impellente. E, nel piccolo, i 9mila euro per una rassegna di cinema. Da cronisti, a questo punto, viene da chiedere - come abbiamo fatto - quante persone hanno preso parte alla rassegna d'élite, giusto per calcolare il costo di ciascuno alla collettività? Ed ecco che la loquacità preelettorale sparisce, lasciando il posto a una preoccupante afasia. Eppure la Spezzaferri dovrà almeno sgomberare il campo dalle ipotesi che circolano - sicuramente infondate - che tra gli organizzatori ci fosse anche un suo stretto parente.  Nelle more abbiamo posto anche un'altra domanda inerente la Notte Bianca: come mai lo scorso anno all'organizzazione privata - i gestori di un locale giovanile, tra i quali anche parenti del Sindaco - il Comune ha elargito 6mila euro e quest'anno che l'organizzazione è passata a un soggetto no profit come la Pro Loco nessun contributo? Al di là del risultato, che si sa solo dopo e che, per inciso pensiamo sia stato decisamente migliore quello dell'edizione 2016, quale ragionamento è stato alla base delle decisioni di ieri e i oggi? Non ci sembrano domande difficili. Come le relative risposte. Se non si ha la coda di paglia. 

L'assessore Giuseppina Spezzaferri


Un altro mutante è Massimiliano Vivenzio, vice sindaco. Strano perché nella vita reale fa l'avvocato, quindi di tutto potrebbe fare a meno fuorché della parola. Sincera o falsa che sia. Si dice che per un avvocato la verità viene dopo l'interesse del cliente. Giusto così. Dunque Vivenzio, pressato dal cronista, ha ammesso che durante la Notte Bianca l'Arpa ha piazzato rilevatori fonometrici sul balconcino di Palazzo Tettamanti. Non si capisce bene perché proprio lì, dato che la fonte principale del rumore stava dalla parte opposta a un centinaio di metri. Ma l'Arpa sicuramente avrà avuto le sue buone ragioni. Dopo qualche giorno ci si attendeva di conoscere i risultati. Invece niente. Sempre pressato, Vivenzio ha preso tempo con le solite banalità: non sono passato in ufficio, non ho ancora sentito i tecnici e via cazzeggiando. A un mese dall'evento ancora non è dato sapere se i limiti, per quanto ampiamente derogati dal Sindaco, siano stati osservati oppure no. Nessuno, evidentemente, ha il diritto di sapere che cosa fanno gli Amministratori, una volta diventati tali. E poi c'è la famosa questione dell'ordinanza di demolizione parziale di una recinzione metallica montata nella Valletta di Novate. Pare che la richiesta di sospensiva al Tar sia stata respinta. Dunque qualcosa dovrebbe succedere. Ma è agosto. A Imbersago lo scorso anno si era tentata l'operazione "variante puntuale", Renzi ha cambiato i direttori Rai e Vivenzio si è trincerato dietro il giusto riposo per darsi latitante. Su tutto cala il silenzio dei pomeriggi assolati cantati da Celentano. Con la speranza che a settembre queste domande, senza risposta, saranno dimenticate.  Non sarà così, grazie al contagiorni brillantemente sperimentato con l'assessore Procopio. In fondo un giornale che sia davvero tale - e non un megafono - deve fare opposizione. Soprattutto quando l'opposizione istituzionale è timorosa o subalterna.
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