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Scritto Lunedì 27 dicembre 2010 alle 20:09

Don Roberto Tagliabue dal 24-10-2010 è parroco di Perego-Rovagnate-Santa Maria Hoè…A quando un unico sindaco per i tre comuni? E non è una provocazione!

Gianfranco Barbieri
Si possono porre con serenità delle domande e attendere delle risposte non pregiudiziali di fronte ad un importante evento religioso di cambiamento, che ha toccato i nostri tre Comuni della Valletta e che ha portato ad avere un unico parroco; è forse irrealistico pensare la possibilità per il futuro di un solo sindaco e di una sola amministrazione per tutti i tre paesi?
Forse può sembrare una provocazione, che lascia il tempo che trova, e controbattere che non sono ancora maturi i tempi per fare questa scelta, ma se uno legge lo statuto vi trova un paragrafo dove i tre comuni tendono, se consenzienti e dopo un periodo di prova di alcuni anni, a unirsi in un’unica amministrazione comunale.
Non a caso i nostri tre comuni, dopo un periodo di collaborazione nella gestione unitaria dei consorzi dei servizi, fecero un passo ulteriore nel 2003 e costituirono formalmente l’Unione dei Comuni della Valletta. Con questa premessa, il passo successivo dell’unificazione, non poteva quindi essere considerato un tabù da esorcizzare e rimandare all’infinito.
L’unificazione forzata dei tre comuni durante il periodo del fascismo era stata subito azzerata nei primi anni del dopoguerra come segno di rottura con il passato, ma era anche motivata dal senso di appartenenza che al popolazione e gli amministratori di allora sentivano, nel ricordo delle loro radici, tradizionali e della loro storia locale; oggi queste motivazioni hanno perso la loro carica ideologica e possono sembrare superate, considerati i tempi che viviamo.
Certamente l’ipotesi di un solo comune non vuole offendere la memoria di coloro che allora fecero questa scelta.
Altra osservazione che farebbe pensare un approccio diverso all’unificazione dei tre comuni; da una parte la carenza di preti ha obbligato a nominare un solo parroco per diverse parrocchie, mentre si pensa, che non mancherebbero le persone e i sindaci per i tre consigli comunali.
Purtroppo non è così; oggi il serbatoio per formare nuovi amministratori, che nel nostro territorio attingeva dalle parrocchie, dagli oratori, dalla scuola, dalle sezioni e dai circoli di partito, si è inaridito colpevolmente e con la responsabilità di tutti e vince l’opinione comune più diffusa che dice, che i politici o sono tutti ladri o che fanno per i loro interessi.
Altro ostacolo quasi insormontabile, il nuovo parroco, per motivi pratici, risiederà a Rovagnate, anche se è parroco di Perego, di Rovagnate e di Santa Maria Hoè, mentre si dovrà decidere invece, dove risiederebbe il Sindaco e dove verrebbe dislocato l’unico municipio per i tre Comuni. In questa ipotesi, a differenza delle parrocchie e delle chiese che rimangono ancora come entità giuridiche autonome e separate, i comuni della Valletta diventerebbero uno solo, con un unico Consiglio Comunale e con edifici periferici dislocati sul territorio.
Una risposta logica, priva di campanilismi propenderebbe verso Rovagnate, come cuscinetto tra i comuni di Perego e Santa Maria Hoè, lasciando i posti periferici degli attuali municipi, dotati di terminali per l’accesso dei cittadini.
Dato di fatto certo e incontrovertibile in questi anni di collaborazione, per se qualche Sindaco ha dovuto ingoiare bocconi non graditi, ci si è messi  nella maggior parte dei casi in sintonia, cercando certamente ognuno dei tre comuni di far valere le proprie ragioni, ma mai mettendo in atto una contrapposizione preconcetta.
A completamento di un discorso, anche di razionalizzazione degli edifici e del loro futuro, non possiamo non pensare che ci sarebbe un lavoro di sinergia, non solo per i servizi che già vedono uniti i nostri tre Comuni, ma anche dando la possibilità a tutti i cittadini di usufruire degli edifici scolastici, degli impianti e attrezzature sportive, indipendentemente dall’essere di Santa Maria, Rovagnate o Perego.
Come si chiamerà il nuovo Comune?
La fantasia non manca, anche se a differenza delle Parrocchie della Valletta, che hanno scelto come patrono Sant Antonio, non abbiamo Santi a cui affidarci; un nome che ne metta insieme tre è più facile immaginarlo che trovarlo e in caso negativo, tutto verrebbe rimandato, anche come scusa, alle calende greche. In questi casi meglio l’impegno e la buona volontà di tutti, che aiuterebbe cittadini e amministratori pubblici a lasciarsi guidare dal buon senso e a camminare insieme in questa ricerca.
Obbiettivamente, questa decisione importante, non spetta solo agli Amministratori locali, ma deve passare attraverso il consenso dei cittadini di tutti i tre Comuni; un referendum c confermativo diventerebbe il mezzo democratico per arrivare o, in caso negativo, per respingere una proposta in tal senso.
Non dobbiamo dimenticare che ultimamente, vuoi per motivi economici, e si può discutere, vuoi per una razionalizzazione e un ridimensionamento nel numero dei piccoli Comuni, spirano “venti di guerra” che penalizzano le piccole realtà.
Una decisione di unificazione forzata calata dall’alto sarebbe il peggiore inizio per le nostre tre comunità civili e allontanerebbe ancora di più i cittadini dalle Istituzioni Pubbliche.
Gianfranco Barbieri
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