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Scritto Mercoledì 28 gennaio 2015 alle 18:37

Lettera aperta al Presidente della Conferenza dei sindaci meratesi: perché non si occupa di sicurezza e sanità anziché di fusioni e simili?

Illustre signor sindaco di Lomagna
Stefano Fumagalli
Nella sua veste di
Presidenza della conferenza dei sindaci del circondario meratese
 

Stefano Fumagalli
L'attività che caratterizza l'esercizio del Suo mandato di presidente pro tempore dei sindaci dei 16 comuni del meratese appare ai nostri (discutibili) sguardi simmetrico a quella del Presidente del Consiglio dei ministri, nonché segretario del partito cui crediamo Lei faccia riferimento. Il dottor Renzi ignora da un anno la legge anticorruzione e autoriciclaggio nonostante che l'Italia sia al 69° posto fra le nazioni più virtuose nella graduatoria della corruzione percepita, alle spalle di Paesi emergenti, dell'Africa e dell'America latina e che questo fenomeno corruttivo costa 60 miliardi di euro l'anno e si mangia il 40% di ogni grande opera. Solo nell'alta velocità ferroviaria (TAV) un km in Italia costa 61 milioni di euro contro i 10,2 milioni della Parigi-Lione; 9,8 milioni della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni della Tokyo-Osaka. Così come ignora del tutto le vere problematiche economiche, senza accorgersi che migliaia e migliaia di imprese stanno soffocando strangolate da un fisco esoso e illegittimo perché prevede imposte maturate su altre imposte rese indeducibili da leggi con effetto retroattivo che in nessun Paese avrebbero passato il vaglio del Presidente della repubblica. Pensiamo all'Imu nella versione indeducibile al 100%, quanta base imponibile inesistente ha generato su cui le imprese hanno poi versato il 31% di Ires. In compenso il Leader del PD è tutto concentrato nelle riforme istituzionali per cambiare l'assetto del Paese, sopprimendo (per finta)  le province, abolendo (per finta) il senato per mantenere il controllo sull'unico organo elettivo, la Camera in vista di una modifica costituzionale che riporti le Regioni a prima degli anni settanta. Così I telegiornali dedicano la metà del tempo alle ipotesi sul prossimo presidente della repubblica e alle manovre di palazzo per aumentare la soglia minima di accesso, il premio di maggioranza alla lista o alla coalizione mentre tutto intorno il Paese è sull'orlo del default. L'incoscienza del giovane è ormai evidente alla maggioranza, stante i sondaggi ma i danni del suo Job Act si devono ancora vedere, con le partite iva distrutte da tetto massimo di ricavo e tassazione triplicata e l'aumento delle aliquote previdenziali a tutti i livelli.

Bene, detto questo rivediamo nella Sua azione una certa simmetria. Lei, assieme al collega di Osnago, sta tirando le fila per una riforma locale dell'istituzione comune dedicando tempo e energie a studiare come fondere il suo Comune con Osnago e Cernusco. Come se a uno qualunque dei suoi cittadini la cosa importasse minimamente. Al contrario non ha dedicato sinora nessuna seduta dell'assemblea che presiede a due dei grandi temi che caratterizzano la cronaca e affliggono la cittadinanza: l'assedio della malavita che ogni settimana mette a soqquadro decine e decine di appartamenti nel circondario e il servizio di prima assistenza, altrimenti definito Pronto soccorso. Su questi due argomenti Lei non ha mai preso posizione, espresso un parere, fornito un suggerimento, indetto un'assemblea straordinaria, avviato iniziative istituzionali con gli organi superiori competenti. Nulla di nulla.

Non le sembra signor Presidente che esercitare così il Suo ruolo sia a dir poco mortificante? Non avverte il senso di impotenza del cittadino che deve leggere di assurde ipotesi di cancellazioni del proprio comune nel quale magari risiede da generazioni e poi quando torna a casa e vede la porta finestra sfondata non sa a chi rivolgersi se non ai carabinieri ma giusto perché la denuncia serve all'assicurazione? Oppure quando se ne va senza aver beneficiato di cure dal PS dopo dieci ore di attesa? Non crede, signor Presidente che sarebbe ora di mettere da parte le stupide indicazioni che giungono dal partito e riprendere a operare come i sindaci vecchia maniera, quelli sempre pronti a intervenire laddove il cittadino non poteva arrivare per ottenere soddisfazione di un proprio diritto? Non pensa signor Fumagalli che sia giunto il tempo di organizzare un piano straordinario di contrasto a una malavita sempre più arrogante, invadente, imprendibile, impunita mettendo in campo fino all'ultimo vigile urbano disponibile per i pattugliamenti lasciando ai militari in borghese il compito di arrestare qualcuno anziché farlo allontanare con i dispositivi luminosi? Non crede che sia necessaria una Sua visita tre, quattro volte la settimana al PS per verificare di persona come stanno le cose e poi assumere con tutti i 15 colleghi i necessari accorgimenti fino ad arrivare a deporre le fasce tricolori sulla scrivania dei vertici sanitari della regione?

Insomma, signor Presidente Fumagalli non pensa che sia ora di dare un contenuto al sostantivo giocando di meno ai costruttori di città e lavorando di più su ciò di cui tutti noi cittadini abbiamo maggiore necessità?
Claudio Brambilla
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