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Scritto Domenica 10 ottobre 2010 alle 19:11

Merate: quelle discutibili scelte che hanno penalizzato la festa del cioccolato e i commercianti di Piazza Vittoria. Solo casuali?



Giacomo Ventrice
Non ci hanno mai attratto le beghe interne alla Pro Loco cittadina. In ogni associazione c'è qualche rivalità personale, anche laddove non c'è alcun margine di profitto. Conosciamo bene Giacomo Ventrice, instancabile lavoratore, ultimo dei samurai socialisti, pronto a impugnare da solo la bandiera col garofano per gridare che non è ancora appassito. Ha fatto la gavetta, Ventrice. Ma non è andato oltre la terza linea. E smorzata la passione politica ha incanalato le copiose energie nella pro Merate. Abbiamo appreso da altre cronache che vorrebbero fargli la festa. Nessuna sorpresa: accade quando nella struttura di governance ci sono troppi commercianti che condividono interessi diversi, anche e soprattutto con la locale associazione "La nostra mela". E quando i rappresentanti comunali sono contemporaneamente commercianti, membri attivi della detta associazione e con un parente stretto che siede proprio sulla sedia accanto. Evitare conflitti d'interesse, anche di bottega, è difficile. Insomma un pasticcio. E giustamente gli altri commercianti che non aprono proprio tra piazza Prinetti e piazza degli Eroi si defilano. Perché tutto, ma proprio tutto si organizza in quel rettangolo.
Ci ha però incuriosito la vicenda della chiusura di Piazza della Vittoria, decisa unilateralmente dal comandante della polizia locale Donato Alfiniti, sempre disponibilissimo a collaborare, giustamente, con le fondatrici e dirigenti della Nostra Mela, che tante buone iniziative hanno organizzato per vivacizzare la città. E' noto che, nonostante l'impegno, molti commercianti hanno rinunciato a rinnovare la tessera d'iscrizione e una la presidente ha persino cessato l'attività. I malumori più marcati sono giunti proprio dai commercianti di Piazza Vittoria, quasi sempre tagliati fuori dal circuito delle manifestazioni. Proprio per questo Giacomo Ventrice aveva pensato di spostare nella bellissima piazzetta i concerti musicali e alcune bancarelle. Ovviamente si rendeva necessaria la chiusura di via Trieste. Un sacrificio per una domenica. Era tutto pronto. Volantini, brochure, comunicati. Poi, a 48 ore dall'avvio della Festa del Cioccolato l'ordine di Alfiniti: no all'uso di Piazza della Vittoria. Si all'apertura al traffico di Via Trieste e persino di Via Trento. Stupore, disagio, rabbia, polemiche. Sabato mattina a poche ore dall'inaugurazione della Festa l'assessore al commercio Giuseppe Procopio, non appena lasciato il letto, viene interessato della vicenda da un Ventrice arrabbiatissimo per la decisione di Alfiniti. Procopio risponde di non sapere neppure che il programma prevedeva l'utilizzo di Piazza Vittoria. Si pensa a un risveglio non compiuto, succede, soprattutto ai giovani che fanno tardi la sera. Nel Consiglio della Pro Loco siedono John Patrick Tomalino e Francesco Sangiorgio in rappresentanza del Comune (e della maggioranza). Non avevano trasferito l'informativa all'assessore al commercio?

L'assessore Giuseppe Procopio e il consigliere John Patrick Tomalino

La tesi della viabilità, peraltro fa acqua da tutte le parti. In città si può arrivare da sud salendo lungo Via San Vincenzo, ora molto larga e ridiscendendo in via Cornaggia o in via Frisia passando per via San Francesco. Meno ancora regge quando si decide di lasciare aperta via Trento nonostante dentro Palazzo Albini vi siano i laboratori che attirano centinaia di persone. Chiunque ha potuto constatare la discutibilità di tale decisione. Nel pomeriggio di domenica i vigili hanno letteralmente sudato per consentire alle auto di passare e evitare ai pedoni di finirci sotto. Il coro di proteste per queste decisioni si è levato unanime. E anche l'assessore Procopio, ormai era pomeriggio, ha ammesso l'evidenza. Solo il sindaco Andrea Robbiani ha avallato l'operato del signor Alfiniti. I due, peraltro, hanno consentito il passaggio agli aventi diritto in via Carlo Baslini nonostante la strada fosse percorsa da centinaia di persone. Un'assurdità riconosciuta e documentata (anche alla Prefettura). Ma torniamo a quel divieto di uso di Piazza Vittoria. Qual è il filo nero che collega le diverse questioni? Mettiamo le tessere del mosaico sul tappeto: ovvero fronda dentro la Pro Loco espressa per lo più dai consiglieri commercianti, fuga di diversi esercenti soprattutto di Piazza Vittoria dall'associazione La Nostra Mela, apertura di Via Trento con una spaccatura netta tra la zona del centro e la piazzetta, un consigliere comunale che non trasferisce l'informativa necessaria, Tomalino (e allora che ci sta a fare in Consiglio?) e un assessore al commercio che dice di non sapere nulla né dell'organizzazione né della relativa viabilità. Secondo noi un filo nero che lega questi fatti c'è, ma bisognerà lavorarci un po' per dimostrarlo. Intanto il Sindaco "so tutto io" sordo ai rilievi ha assicurato: va bene così. E poi io rispondo al popolo. Già ma questa volta il popolo ha premiato Ventrice, Isetti e quelli della Pro Loco che lavorano e non begano con una presenza eccezionale protrattasi fino alle 19. Mentre i commercianti - e non solo loro - come dimostrano le video-interviste hanno bocciato senza appello le scelte fatte.
Ma detto ciò è il retro gusto di tutta questa vicenda che ci mette più a disagio. Massimo Panzeri, Andrea Valli, possibile che non avvertite il cattivo odore che si leva nell'aria?
Claudio Brambilla
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