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Scritto Giovedì 21 febbraio 2013 alle 19:56

Verderio I: ritratto di una normale convivenza di coppia gay. ‘Italia arretrata rispetto al resto d’Europa. Colpa del Vaticano’

Giorgio e Rino abitano a cascina Scarsina, un'antica dimora contadina con al centro del cortile un vecchio pozzo coperto da una tettoia in coppi, la pavimentazione in ciottoli rabberciata qua e là da colate di cemento, e il cielo che in una fresca serata di inverno si apre sopra il quadrilatero di costruzioni più recenti, completamente stellato.
Il loro cammino si è intrecciato nell'ormai lontano 1995 e da quella sera d'estate non si sono più lasciati. Giorgio e Rino sono una coppia omosessuale che vive a Verderio Inferiore da qualche decennio. Non si nascondono, non sbandierano il loro "status". Hanno una vita ordinaria: Giorgio fa il pendolare e lavora, Rino è in pensione e tra una passione e l'altra trascorre le giornate facendo poi trovare una tavola imbandita con cura e nuove specialità culinarie al suo compagno che torna alla sera a casa. Hanno amici, parenti, conoscenti con cui si trovano, escono, chiacchierano. Senza che tutto questo possa rappresentare un problema o, fortunatamente, "un dito puntato".

Giorgio
La loro è una comunanza di intenti e di sguardi che mirano nella stessa direzione, quella di stare il più possibile assieme, sostenendosi a vicenda con gli acciacchi dell'età e le difficoltà del quotidiano e naturalmente divertendosi.
Se ad accomunarli c'è la passione per i viaggi, a "dividerli" c'è la politica. Almeno quella dei prossimi giorni.
Giorgio infatti non andrà alle urne, Rino invece ci andrà anche se deve ancora fare la scelta decisiva per il partito, la corrente è già ben chiara. "Votare è un dovere" bacchetta fermo Rino. "Io non voterò invece" ribatte Giorgio "a grandi linee appoggio qualche corrente ma questa volta la mia sarà un'astensione di protesta. Non vedo speranze per i giovani, per le mamme, per la comunità GLBT (gay lesbian bisex transgender), per gli anziani, per i papà. I partiti, di sinistra o di destra, questi temi non li hanno ben sviluppati, non ne parlano. Faccio parte del movimento GLBT e siamo sensibili a molte problematiche senza trascurare anziani, papà e giovani. Da questi politici mi sento usato perché quando c'è da andare a prendere voti per poi occupare poltrone, dicono di tutto. Quindi la mia sarà un'astensione piena". "Io invece andrò a votare" ribatte Rino, toccando delicatamente sul braccio Giorgio e ricordandogli il dovere delle urne "ho simpatia per Grillo ma sappiamo bene i motivi del suo successo. Purtroppo non ha esperienza. La politica è una cosa molto importante e seria, ci vorrebbero dei master, degli studi per consentire a chi è interessato di specializzarsi. Mi trovo sulla stessa linea di pensiero di Ingroia: il primo problema dell'Italia sono l'evasione fiscale e la corruzione. Alla fine voterò Bersani che è il meno peggio". 
"Diciamo pure che tutti i politici non comprendono che l'Italia è uno Stato cattolico" ha proseguito Giorgio. "Hanno delle belle proposte da ambo le parti ma c'è sempre la cambiale del Vaticano. E per questo non mi sento rappresentato". "Il Vaticano è una palla al piede che ha impedito l'evoluzione dell'Italia come gli altri paesi europei" gli fa eco Rino "è una delle cause per cui siamo arretrati, insieme alla presenza della mafia. Parlare da noi di leggi per le coppie di fatto...apriti cielo".
"Quando arriveranno queste leggi per coppie come la nostra? Quando sarò ormai cremato" si chiede Giorgio abbandonando la proverbiale calma che lo contraddistingue. "Forse solo Nichy Vendola può rappresentarmi?". "Ma Giorgio alla fine chi porta la nostra bandiera? Al massimo dicono che non sono contro le coppie di fatto, ma poi più in là non vanno".
Rino
Pur con le difficoltà che si possono immaginare Rino e Giorgio hanno creato la loro famiglia. E a rispecchiarlo è anche la casa. Soffitto con travi a vista ("sono originali" tiene a specificare Giorgio), un pavimento in cotto molto curato, pareti chiare. La casa è molto accogliente. Ci sono due poltrone rivolte a una parete dove vi è appeso un televisore al plasma, un tavolo da pranzo con una cucina a vista, perfettamente in ordine da fare invidia alla migliore casalinga, alcuni quadri, un vaso con delle sterlizie giganti. Da un angolo, quasi a conciliare il relax, proviene un gocciolio. È l'acqua corrente di due tartarughine ora in letargo.
Pur non sentendone il bisogno Rino vorrebbe un'Italia dove ci fosse la possibilità di scelta. "Credo che il matrimonio sia un'istituzione in via di estinzione. Noi non ne sentiamo la necessità ma ciò non toglie che chi vuole si debba poter sposare al di là della sua sessualità. Così come non sarebbe giusto impedire al romantico eterosessuale di sposarsi in una chiesa".
Sui figli sono concordi.
"Figli? No, no. Ma è la società che crea il bullismo e fa problemi al bambino" risponde Rino a domanda precisa. "Ci possono essere coppie omosessuali e anche eterosessuali non adatte a crescere bambini. Sono le persone che contano, non la sessualità che è una cosa personalissima con la quale non si può giudicare l'essere umano".
"Non si giudica nessuno per la tonaca che porta" dice la sua Giorgio "La famiglia che ci è stata inculcata fin da bambini, ora nel 2013, non c'è più. Guardiamoci attorno...L'educazione la si può ricevere da una mamma, da due mamme, da un papà o da due papà. Pur avendo tanta pazienza non voglio figli, potrei adottare a distanza qualche bambino di paesi in difficoltà, ma figli miei no".
Come dicevamo Giorgio e Rino non si nascondono e vivono la loro unione alla luce del sole. "Con la comunità di Verderio, dove io sono nato e cresciuto, non ci sono mai stati problemi" ha spiegato Giorgio "e se c'erano non me ne sono proprio accorto, sono stato sempre ben voluto". "Qualche pettegolezzo c'è sicuramente ma noi ce ne freghiamo" commenta più spiccio Rino "faccio quello che voglio, parlo ben volentieri con tutti. Se mi dicono "checca" gli rispondo "hai problemi?" Ma cosa vuoi pretendere: siamo nella cattolicissima Brianza e non tutti sono "oriented". Non si può piacere a tutti del resto".
Impossibile coniugare la Fede per le modalità di approccio alla persona omosessuale. "Sei gay nel momento in cui nasci, non è la malattia" ha ribattuto Giorgio "mi potrei davvero arrabbiare se mi danno del malato. Anche i politici non lo capiscono perché non lo vivono in prima persona. Io mi sono allontanato dalla Chiesa perché pur essendo tutti figli di Dio non veniamo trattati allo stesso modo. E allora metto la mia cristianità a disposizione della carità in altri campi. Se quando vado in certi ambienti non vado bene perché sono in un certo modo, allora non ci vado e basta". "Io invece sono ateo e ribadisco che il Vaticano è il problema vero dell'Italia" ha concluso Rino.
Appassionato di costumi di Carnevale, Giorgio è un vero e proprio artista in questo campo. E in questa sua passione ha trascinato anche Rino che, pur non vestendosi, lo segue nei suoi viaggi qua e là per l'Italia alla ricerca di sfilate e momenti di aggregazione in costume. "L'esibizionismo che è una caratteristica del leone lo metto in atto a livello artistico o di comunicazione con gli altri" ha precisato rispondendo alla domanda se il suo essere omosessuale si potesse in qualche modo manifestare pubblicamente, trovando degli ostacoli "ho molta stima degli altri e la esigo anche per la mia vita privata". "La società in cui viviamo paradossalmente è molto più avanzata e ben orientata rispetto ai politici o alle istituzioni" è stata l'opinione di Rino "non abbiamo mai subito discriminazioni ma al momento non ci sentiamo nemmeno rappresentati da nessuno a livello ufficiale".
Se dunque tra 72 ore Giorgio rimarrà a casa, Rino si recherà alle urne ben sapendo di non trovare qualcuno disposto ufficialmente e in concreto a rappresentare la loro causa, sostenerne i diritti di coppia ma soprattutto di persona umana, pronto a comprendere come il desiderio di rimanere fino all'ultimo accanto alla persona amata, indipendentemente dall'orientamento sessuale, sia un diritto...e così a Rino non resterà altro che "scegliere il meno peggio".
S.V.
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