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Scritto Lunedì 27 agosto 2012 alle 17:30

Cernusco: rabbia e delusione al Cccc. “Funzionava e non era un peso. Vogliamo sapere le ragioni vere del mancato rinnovo”

Con un misto di rabbia, dispiacere e grande delusione per una scelta che, nessuno, sindaco compreso, ha loro spiegato con chiarezza e sincerità, gli amici dell'associazione culturale ricreativa di Cernusco, domenica mattina hanno tagliato l'ultima fetta di salame, per un brindisi che di augurale non aveva nulla. Seduti sulle panche del giardino esterno, senza più i gazebo a protezione del sole, all'ombra solo del simbolo del Cccc listato a lutto, e con un umore che rasentava i fili d'erba del prato di cui per anni si sono presi cura, una quindicina di affezionati hanno esternato a ruota libera i loro sentimenti del momento.


"Sono dispiaciuto tantissimo" racconta Adriano, il più giovane "non capisco l'origine di questa scelta e le ragioni della decisione. Una realtà che funziona bene deve continuare, se c'era qualcosa che non andava bisognava parlarne, trovare dove stava il problema e risolverlo. A Cernusco invece non si fa così. Per noi questo era un ritrovo per chi voleva trascorrere un po' di tempo assieme e chi voleva aveva anche la possibilità di partecipare ai corsi, alle serate organizzate, alle vacanze assieme, ai pranzi in compagnia, ai concerti di beneficenza. Per chi come me è di una generazione inferiore rispetto all'anziano in senso stretto, qui aveva trovato tutto quanto poteva desiderare da un servizio offerto in un paese piccolo come Cernusco. E invece no, quando qualcosa c'è, va bene, non è costosa né per la collettività né per chi la frequenta, arriva qualcuno che te la sconvolge". Senza mezze misure anche Sergio "Potevano farne di sciocchezze ma come questa proprio no. In un attimo hanno distrutto tutto. Troveremo il sistema per ricreare il gruppo, per riproporre i momenti aggregativi ma questo cambio di rotta senza ragioni davvero è un colpo basso. Per gli anziani questo era tutto quello che potevano avere, dal giocare a carte a trascorrere un po' di ore in compagnia, e per chi desiderava di più c'erano a disposizione i corsi serali, i momenti durante l'anno di divertimento come le vacanze e i concerti, le visite guidate ai luoghi artistici e storici. Per motivi non comprensibili, ma comunque solo politici, hanno deciso di far chiudere il centro".

Foto di gruppo dell'ultimo "aperitivo"

"Questo non era un luogo fine a se stesso"
ha commentato con amarezza Lino "era un punto di ritrovo e poi un modo per ricevere tanti servizi organizzati che davano sapore a tutto l'anno. Non so comprendere il motivo di tutto questo ma forse è solo questione di mettere le mani in una realtà come questa e poi dire: qui ci sono io e qui comando io".
"Mai mi sarei immaginato una cavolata così grande come questa" ha commentato Carlo, tra i più affezionati "quando le cose vanno bene le si distrugge. Se fai qualcosa è perché lo fai e quindi la si spazza via, se non fai niente è perché non fai niente e quindi ti danno del lazzarone. Posso solo sperare in un ritorno che farebbe loro onore, ma la vedo molto dura".
"Dopo quanto successo non ci resta che la casa di riposo" ha sentenziato Luigi "è chiaro, vogliono togliere gli anziani di mezzo. Hanno deciso che così come era strutturata la gestione del centro non era a misura degli anziani che la frequentavano. Loro che mai sono venuti qui hanno deciso che per noi non andava bene e arbitrariamente hanno messo nelle condizioni l'associazione di togliersi di mezzo. Almeno avessero fatto un sondaggio per capire cosa ne pensavano i fruitori, che non sono di certo né gli assessori né i consiglieri, se erano contenti, se volevano qualcosa di più o di meno. Invece no, hanno deciso loro che a noi non andava più bene e hanno messo la gestione alla porta. Complimenti e grazie".
Le contestazioni maggiori, infatti, riguardano la decisione arbitraria di introdurre nuove iniziative per la fascia over 60 che "finora non è stato possibile realizzare", esautorando di fatto l'attuale gestione del centro. Perché non proporre all'attuale direttivo le attività di "carattere sanitario e di educazione alimentare in collaborazione con i medici di base del territorio" che l'amministrazione avrebbe in auge di fare, affiancandole ai servizi attualmente offerti dal Cccc? Perché non avviare una collaborazione diversa o parallela, senza arrivare alla rescissione della convenzione? E perché poi procedere con il probabile affidamento del centro a una cooperativa?
"Qui funziona tutto e bene sul volontariato" ha aggiunto Pietro "il centro non è mai stato un peso per l'amministrazione che devolveva il contributo ordinario come per tutte le altre associazioni. La questione è ben diversa da come la vogliono far apparire, altrimenti avrebbero chiesto un parere anche a noi frequentatori. Il centro non piace perché ci sono colori politici diversi, nonostante quello che venga fatto è a favore di tutti, senza distinzione".
"Sì è così" ha rincarato la dose Giancarlo "nessuno sa il vero motivo, ma il centro dà fastidio a qualcuno che prima non aveva voce in capitolo e che ora invece si fa sentire".
"Non si può arrivare a fare una stupidata tale" ha continuato infervorato Giovanni "è un'associazione che al comune non pesa, che si arrangia a gestire attività e servizi che eroga tutti i giorni in via continuativa e nel corso dell'anno con una cadenza regolare e frequente e l'amministrazione cosa fa: la allontana".
"Il sindaco qui al centro non l'ho mai vista" ha detto Luigi "non ci ha mai chiesto cosa vogliamo, se ci va bene quello che troviamo qui e che ci viene offerto tra attività, corsi e gite culturali. Ha deciso arbitrariamente che la convenzione andava troncata per offrire altro. Ma questo altro non poteva essere fatto in aggiunta?".
La parola, ora, al sindaco.
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S.V.
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