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Scritto Giovedì 10 maggio 2001 alle 18:19

LE PRIME REAZIONI ALLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

Martedì 8 maggio il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso delle Minoranze contro la decisione del Tar di non concedere la sospensiva del nuovo regolamento referendario. La possibilità di chiamare i cittadini alle urne per esprimersi circa il progetto di ampliamento e ristrutturazione dell'ex Municipio di piazza degli Eroi sembra svanita del tutto e l'unica possibilità perché non venga realizzato un centro culturale polivalente è che l'Amministrazione comunale commetta qualche errore procedurale. I sette consiglieri di minoranza avevano già chiesto al Tar, il Tribunale amministrativo regionale di Milano, di impedire l'entrata in vigore del regolamento sulle consultazioni popolari, ma lo scorso giovedì 8 febbraio i giudici milanesi hanno respinto la richiesta per "insussistenza del carattere di urgenza del provvedimento". L'avvocato Alessandro Patti, presidente e rappresentante legale del Comitato referendario, aveva allora deciso insieme agli altri consiglieri delle Opposizioni di presentare un esposto al Consiglio di Stato per ottenere la sospensiva. Anche il verdetto del Consiglio di Stato è però risultato negativo.
Se il Consiglio avesse invece dato ragione a Patti la commissione che deve giudicare l'ammissibilità dei quesiti referendari avrebbe dovuto riunirsi nuovamente, lasciando ancora qualche speranza ai sostenitori del Comitato.
Le motivazioni che hanno indotto i giudici del Consiglio di Stato a respingere l'appello delle Minoranze non sono ancora state rese note e occorrerà attendere ancora qualche giorno per conoscerle. Patti ritiene comunque che le ragioni della decisione siano simili a quelle che aveva espresso il Tar, ovvero che non ci sono motivi di urgenza per respingere la sospensiva. Anche il vice sindaco e assessore al Bilancio Raffaele De Sario è in attesa della trasmissione dei verbali da parte dei giudici romani. Non esclude però la possibilità che il ricorso sia stato presentato in ritardo, così come aveva già evidenziato il legale dell'Amministrazione comunale, l'avvocato Marco Locati. "Fino a quando non ho letto l'incartamento preferisco comunque non sbilanciarmi - ha detto il vice sindaco - anche se mi aspettavo un tale esito". Le reazioni del Comitato referendario sono state affidate ad un comunicato diramato martedì 9 maggio dall'avvocato Patti. "La sospensione del regolamento approvato costituiva l'ultima difesa - si legge nel documento - e l'ultima possibilità per i cittadini di Merate di esprimere la propria eventuale contrarietà al progetto di piazza degli Eroi". Deluso comunque Antonio Rosace, consigliere di Merate per Tutti - Centrosinistra e cofirmatario del ricorso: "Abbiamo perso la battaglia legale - ha commentato - ma continueremo il confronto politico. Non sono le aule di tribunale il luogo dove decidere del futuro di Merate; se abbiamo deciso di ricorrere ai giudici è stato perché non abbiamo trovato interlocutori nell'ambito delle istituzioni".
La vicenda referendaria era passata in secondo piano in prossimità delle elezioni politiche del 13 maggio, ma le opposizioni promettono che torneranno presto al lavoro anche sul fronte dell'attività amministrativa locale.
D.D.S.
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