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Scritto Giovedì 05 luglio 2012 alle 19:16

Chiedeva soldi con insistenza al barbiere. Uomo a processo

Il tutto era cominciato con piccole richieste di denaro, assecondate per il “buon vivere”. Poi sono arrivati i tagli di capelli gratis. E infine pressanti richieste di contanti, con toni bruschi, intimidazioni e addirittura brandendo un coltello per intimorire il commerciante e i suoi clienti. Teatro degli episodi esposti oggi durante l’udienza presso il tribunale di Lecco, un negozio di parrucchiere per uomini a Galbiate il cui titolare, esasperato dall’atteggiamento di un suo cliente, nel 2011 si è rivolto ai Carabinieri sporgendo denuncia. A raccontare il tutto è stato il barbiere stesso, Bruno M. comparso in aula come teste nel procedimento a carico di Claudio C. accusato di estorsione e recidiva in quanto non nuovo a segnalazioni per questo genere di reato come confermato anche dal maresciallo Davide Arrigoni della stazione Carabinieri di Olginate che ben conosce l’imputato. Claudio C., a detta dell’operante, è infatti persona nota a diversi commercianti di Galbiate, tra i quali i proprietari di due bar e di un panificio, che sarebbero stati importunati a più riprese dall’imputato, con assillanti richieste di denaro effettuate anche con toni aggressivi e minacciosi. Proprio per questo l’uomo aveva ricevuto, nell’aprile 2011 un avviso orale del Questore (che aveva fatto seguito a un altro provvedimento del medesimo tipo risalente al 1999). Ciò non lo aveva però fatto desistere dal presentarsi nuovamente presso il salone del signor Bruno M. in data 4 giugno 2011 sbraitando per avere da lui del denaro. “Sono stato oggetto di minacce, per fortuna solo verbali” ha ricordato il parrucchiere che ha anche riferito, però, di un episodio durante il quale Claudio C. avrebbe estratto un coltellino pieghevole puntandoglielo contro. “Gli ho sempre dato i soldi che chiedeva. Un po’ di paura c’era. E nel mio lavoro non sta bene che uno entri in negozio urlando. I clienti si spaventano e qualcuno se né è anche andato”. Complessivamente, il querelante ha riferito di almeno 7 o 8 episodi nei quali l’imputato si è presentato chiedendogli banconote di piccolo taglio, per un ammontare “del prestito” di circa 100-150€. “Non ha mai fatto danni al locale” ha infine aggiunto “ma i danni sono a livello morale e di clientela”. A supporto di questa tesi è stato chiamato come teste anche un frequentatore abituale del negozio che però sarà sentito nel corso della prossima udienza fissata per il 12 giugno, quando sarà formalizzato anche il nuovo capo di imputazione su richiesta di modifica avanza dal pm Paolo Del Grosso. Attraverso la testimonianza del maresciallo Arrigoni, la pubblica accusa ha oggi cercato di tracciare il profilo dell’imputato. Claudio C., oltre che persona già nota ai militari e imputato anche in un altro procedimento in corso, è stato descritto come persona al tempo dei fatti senza lavoro e senza fissa dimora, nonché con problemi legati all’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Al momento l’imputato si trova agli arresti domiciliari. Quest’oggi, visto il suo atteggiamento intimidatorio nei confronti del suo accusatore e di interventi non autorizzati nel corso della sua esposizione dei fatti, il dottor Ceron si è addirittura visto costretto a farlo rinchiudere nella gabbia di sicurezza.
A.M.
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