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Scritto Lunedì 23 aprile 2001 alle 15:42

"IL CAVALIERE? HA ROVINATO LA POLITICA ITALIANA"


E' molto soddisfatto Luigi Tacconi, coordinatore provinciale della neonata Democrazia Europea. Del resto non è impresa di tutti i giorni riuscire a portare due personaggi del calibro di Sergio D'Antoni e Giulio Andreotti a Lecco.
"Non è stato facile invitare D'Antoni a Andreotti a Lecco, ma alla fine ci siamo riusciti. Verranno il primo mercoledì 3 e l'altro giovedì 10 maggio. D'Antoni incontrerà la gente alle 20.30 anche se non sappiamo ancora dove perché dobbiamo valutare la disponibilità delle sale. Andreotti invece molto probabilmente sarà presente in città nel pomeriggio, dopo il termine di una manifestazione a Milano.
Considero Andreotti il miglior politico italiano, in termini di capacità di governo e in quanto a intelligenza."

Perché ha scelto Democrazia Europea?
Perché è l'unica forza politica che sia in grado di proporre un dialogo intelligente. Se non fosse nata Democrazia Europea io avrei continuato a rimanere lontano dall'impegno politico. In passato ero vicino al Partito Socialista; per un certo periodo poi non sono più andato neppure a votare per quanto mi disgustava la situazione politica.
E' ora di finirla con i falsi schieramenti politici che sembrano più interessati allo spettacolo che ai contenuti e alle proposte.

Non crede che Democrazia Europea favorirà la Casa delle Libertà alla prossime politiche?
Se mi accorgessi che le iniziative di Democrazia Europea aiutassero Berlusconi, mi chiuderei in cantina fino al termine delle elezioni. Il Cavaliere ha rovinato la politica italiana e il suo modo di proporsi è contro gli interessi della gente. Penso che Democrazia Europea sia l'unica forza in grado di opporsi realmente a Berlusconi, almeno nel modo di pensare la politica.

Che iniziative avete in programma?
Venerdì 20 aprile a Malgrate si è svolta una conferenza stampa in cui abbiamo presentato e ringraziato i nostri candidati. Sono persone che si sono messe in gioco pur sapendo di non avere quasi nessuna possibilità di vincere: lo hanno fatto per servizio. Unico rammarico per Antonia Tornaghi che avrebbe espresso al meglio le esigenze del meratese e che comunque continua ad impegnarsi per il nostro movimento.
Per il resto prima delle elezioni contiamo di proporre una serie di manifestazioni a Merate, Casatenovo e Calolziocorte.

Che genere di manifestazioni?
Una sorta di simposio della cultura a cui sono invitati tutti i giovani, gli artisti e i pensatori. Da questi incontri dovrebbero nascere dei comitati a sostegno di Barlassina, il candidato senatore di Democrazia Europea, ma soprattutto dei gruppi di lavoro che analizzino le necessità del territorio. Con chi parteciperà ai gruppi stipuleremo un patto per tenere aperto un confronto costante con i cittadini e invitare tutti i politici a fare politica seria. Qualora Democrazia Europea non sarà capace di dialogare con i cittadini io mi dimetterò.
Al momento opportuno e appena ci sarà qualcosa di definitivo lo comunicheremo e sponsorizzeremo a dovere la manifestazione.

Altri progetti che avete in mente?
Vorremmo pubblicare un giornale intitolato "Il Positivo". Dovrebbe contenere tutte le notizie valide della società, indipendentemente dal colore politico di chi le scrive o di chi le fornisce. E' tempo di dare fiducia alla gente. E' assurdo e tragico insieme considerare che oggi chi non vota non è chi non sa leggere ma i più preparati e quanti abbiano una laurea: significa che la politica ha fallito e non sa più dare speranza.

Quali sono per Democrazia Europea le necessità della Provincia di Lecco?
Il nostro territorio ha un capitale occupazionale unico in Italia, eppure non riesce a svilupparsi industrialmente per mancanza delle vie di comunicazione. E' una Provincia vecchia quella di Lecco che non ha pensato ai giovani e a fornire loro spazi di aggregazione e per il tempo libero. Si è chiusa in se stessa e ha perso la dimensione culturale. Nei prossimi anni inoltre il lecchese avrà un debito pensionistico di quasi mille e cento miliardi, un bilancio in passivo che peserà su tutta l'economia del territorio.

I sondaggi dicono che Democrazia Europea difficilmente riuscirà a superare lo sbarramento del 4 per cento?
Purtroppo non abbiamo commissionato sondaggi perché costano troppo e il nostro movimento si mantiene grazie a finanziamenti di gente che crede nel nostro progetto. Ritengo tuttavia che supereremo di molto il 4 per cento. Siamo nati da poco, ma in tre mesi abbiamo presentato tutti i candidati al senato e al proporzionale e coperto il 75 per cento dei seggi all'uninominale. La gente non è stupida e apprezzerà il nostro impegno e le nostre idee e questo supplirà alla nostra inesperienza organizzativa.



Intervista a cura di Daniele De Salvo
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