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Scritto Venerdì 09 marzo 2012 alle 19:15

Arriva l’estate col suo carico di delizie e croci. Viste le deludenti performance del passato le Forze dell’ordine hanno un piano di 'salute pubblica' oppure no?

Nel giugno del '68 Le Orme cantavano "Senti l'estate che torna". Era un inno alla vita che, naturalmente, ebbe subito grande successo. Da qualche anno in qua però a gioire è una parte degli aventi diritto, ovvero quelli che credono di avere tutti i diritti; mentre l'altra parte, quella che ha ben presente i doveri connessi, sopporta pazientemente i primi. Le avvisaglie ci sono già tutte. Bande di giovani bivaccano nelle piazze e non è escluso che qualche ragazzotto, dopo una abbondante bevuta, si sia divertito a bruciare sacchi di immondizia e cassonetti portarifiuti. I locali "on" si preparano per la nuova stagione pianificando il pianificabile, purché all'aperto. E tra breve, dopo una tregua durata i mesi invernali, il centralino delle forze dell'ordine sarà nuovamente preso d'assalto dai cittadini stanchi di sopportare rumori. Le leggi ci sono, e in tanti comuni, anche le telecamere. Ma sinora, a memoria, ne è servita qualcuna per identificare l'ultimo poveraccio che ha rubato qualche oggetto utile nelle piattaforme ecologiche. Immaginate che danno per la collettività! Ma per tutto il resto, anche l'imponente sistema di videosorveglianza allestito, per esempio, a Merate non ha dato alcun esito. Incredibilmente le nottate brave nelle piazze del centro non sono mai state riprese. Esistono filmati ma sono di privati che testimoniano a quale livello di maleducazione si possa arrivare. E allora c'è da chiedersi se Comuni e Forze dell'ordine abbiano un piano. Anche nei film di quarta serie un piano ce l'hanno sempre. A Merate, giusto per stare nel comune capofila, il neo comandante della polizia locale Giovanni Bacile ha predisposto assieme al comandante dei carabinieri Giorgio Santacroce un piano per tenere sotto controllo tutto ciò che l'anno scorso, l'altranno e l'altro ancora era fuori controllo? La domanda non è né peregrina né provocatoria. Quanto è successo lo scorso anno, sia a Merate centro e frazioni sia nei comuni del territorio, si citano per tutti Olgiate, Lomagna, Verderio Inferiore, Casatenovo e Cremella, deve indurre, se già non è stato meritoriamente fatto, i vertici delle forze dell'ordine a predisporre un piano di controllo serale e notturno incentrato sui cosiddetti "obiettivi sensibili", al fine di rassicurare tutti, gestori dei locali per primi, che la legge e l'ordine sono vocaboli ad alto contenuto civico, non modi di dire. Si eviteranno così centralini del 112 intasati e denunce a decine che finiscono per ingolfare oltre misura le procure con scarsa possibilità di un esito nei termini prescrizionali. Sarebbe istruttivo se il Sindaco del comune capofila organizzasse un incontro pubblico, invitando tutti i gestori dei locali più frequentati dai giovani, per dare modo ai comandanti Bacile e Santacroce di spiegare ciò che si può fare e ciò che non si può fare. E ciò che intendono operare al fine di rimettere nei binari della legalità quanti deragliano. Meglio muoversi prima che registrare scontri poi, tra le due parti, quella che ha solo diritti e l'altra che ne conosce i limiti, in genere posti dove i primi confinano con i secondi.
Claudio Brambilla
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