Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 438.328.161
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 19 agosto 2011 alle 16:28

La Lombardia razionalizza la sanità: Asl da 15 a 4-6, aziende ospedaliere da 30 a 23. Il nuovo nosocomio di Oreno con Lecco?

Il governatore della Lombardia
Roberto Formigoni
"Faremo vedere al Governo come la Regione lombarda sa razionalizzare i propri costi"
. Con questa promessa, quasi una minaccia, Roberto Formigoni ha richiamato al lavoro lo staff di presidenza con un indicazione precisa: tagliare nel settore della sanità, che da solo rappresenta l'80% del bilancio regionale. Ma non tagliare o ridurre i servizi quanto tagliare e ridurre le strutture organizzative: Aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere. Un passo indietro. Prima della riforma del 1997 c'erano le Unità sanitarie locali, alcune delle quali divenute poi Unità socio-sanitarie locali. Poi la riforma suddivise i compiti: l'Asl ha quello di cassaforte, ossia incassa i fondi regionali e li gira, previa negoziazione dei budget, alle strutture pubbliche e private accreditate del territorio di competenza; l'azienda ospedaliera ha quello di erogatore delle prestazioni. Perché questa suddivisione? Forse perché il direttore generale di una Usl difficilmente avrebbe "girato" quote del fondo regionale alle strutture private accreditate penalizzando così quelle pubbliche. Mentre affidando le risorse ad un organismo diciamo così "superiore" come l'Asl è più semplice interagire affinché la torta la si ripartisca tra gli operatori pubblici e quelli privati. La quota di questi ultimi, infatti, è crescita esponenzialmente dalla riforma sanitaria a oggi. Ma torniamo alla promessa-minaccia di Formigoni: tagliare le strutture. Quali? Proprio le Asl, in particolare ma anche qualche azienda ospedaliera. Oggi le aziende sanitarie locali sono 15, di cui 3 in Milano. Ebbene secondo indiscrezioni l'idea è quella di ridurle a 4-6 non di più. Ricalcando i confini delle già esistenti "vaste aree". L'ambito che ci riguarda comprende le province di Lecco, Sondrio e Como. In questa vasta area dovrebbe restare una sola Asl. Non si esclude tuttavia che seguendo i vecchi collegi elettorali sia aggregata anche Varese. L'operazione di razionalizzazione è stata giudicata a caldo "interessante" perché effettivamente le Asl hanno poche competenze concrete ma moltissimi dirigenti e capidipartimento. Più complessa la partita per ridurre il numero delle aziende ospedaliere che oggi sono 29 più l'Areu che coordina il 118. Le prime notizie parlano di un taglio di 7 aziende. Ne resterebbero quindi 22 oltre a quella guidata da Alberto Zoli di emergenza-urgenza. E qui l'ipotesi interessa da vicino il lecchese. Perché l'Azienda a rischio soppressione è quella di Vimercate-Desio che non ricalca alcun confine provinciale. Quell'azienda sta subendo un po' ciò che accadde nel lecchese con la costruzione del nuovo presidio di Lecco: forti tagli alle risorse destinate a Merate e Bellano per sostenere il nuovo Manzoni. Desio ha subito penalizzazioni a favore del nuovissimo polo di Oreno. Ma con questa prospettiva Desio punta ad aggregarsi con Monza, nell'A.O. San Gerardo e a quel punto, per affinità territoriale Vimercate potrebbe essere accorpata all'A.O. della provincia di Lecco. Difficile prevedere oggi quali conseguenze avrebbe questa ipotetica aggregazione. Ma così, di primo acchito, si può ipotizzare che sarà proprio il Manzoni a subire la maggior concorrenza. Il Mandic resterebbe comunque un ospedale a forte vocazione territoriale e con punte di eccellenza (Chirurgia, Ginecologia-Ostetricia ecc.) superiori sia a quelle di Lecco sia a quelle di Oreno. L'operazione razionalizzazione costi è stata avviata. A settembre sarà con molta probabilità la questione centrale nel già infuocato dibattito sul futuro della sanità lombarda e sui Piani Organizzativi Funzionali Aziendali che dovrebbero essere elaborati proprio in autunno.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco