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Scritto Lunedì 05 luglio 2021 alle 08:40

Asst: è in aumento il ''rischio suicidario'' tra gli adolescenti. In azienda attivo un servizio di screening per tutti i pazienti

Il covid è stato un evento stressante di portata globale che ha avuto pesantissime conseguenze economiche, sociali, lavorative nell'immediato.
Gli effetti in campo psicologico si avranno sul medio-lungo periodo e attualmente, pur non avendo ancora statistiche aggiornate, a più di un anno dall'inizio della pandemia, si possono comunque già ritrovare indicatori di destabilizzazione su persone che hanno perso un famigliare o che a seguito di un ricovero hanno manifestato un aumento dei disturbi psichici.


Il dottor Antonio Lora, direttore del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze

 In questo contesto si colloca l'osservazione del fenomeno del suicidio sia nella fascia adulta che in quella giovanile.
L'Italia è uno dei paesi a minor tasso suicida in Europa, con 4mila morti l'anno. Il gesto estremo presenta una sua dinamica, è prettamente maschile (le statistiche parlano di 11 casi su 100mila abitanti, contro i 3 delle donne) e registra un incremento importante con l'avanzare dell'età anagrafica. Le statistiche sul suicidio nel 2018 indicano come la provincia di Lecco si trovi in una posizione intermedia tra quelle lombarde per quando riguarda il suicidio, con 6 casi per 100.000 abitanti.




Anche tra i giovani il rischio suicidario è presente: nei maschi dai 15 ai 29 anni, dopo gli incidenti stradali, è la seconda causa di morte, la terza per le ragazze. Anche nella provincia di Lecco i dati raccolti dal Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza mostrano un incremento del rischio suicidario: mentre nel 2019 12 ragazzi sono stati presi in carico dal servizio per un tentato suicidio, nel  2020 il loro numero è arrivato a 22. Complessivamente da settembre 2020 ad aprile 2021 sono stati ricoverati presso il reparto di Pediatria 22 adolescenti, che hanno tentato il suicidio o avevano un grave rischio suicidario, mentre purtroppo nello stesso periodo tre ragazzi hanno commesso un suicidio.
Dei pazienti minori che hanno tentato il suicidio o hanno avuto un’ideazione suicidari importante, circa un terzo erano al loro primo contatto mentre due terzi erano già in carico alla struttura.



Per "lavorare" su questo fenomeno e poter in qualche modo prevenire in modo efficace, avendo dei campanelli di allarme, da alcuni mesi su input del direttore sanitario aziendale dottor Vito Corrao, in ASST è stato attivato un servizio di screening del rischio suicidario.
Tutti i pazienti che vengono  ricoverati nei reparti ospedalieri di Lecco, Merate e Bellano dell'ASST di Lecco, sono sottoposti a una valutazione specifica del rischio suicidario, indipendentemente se vi afferiscano per un problema fisico o tipo psichico. Il medico al momento del ricovero pone delle domande alla persona per comprendere se si sente depresso e se sono presenti pensieri suicidari e se lo screening è positivo vengono messe  azioni per aiutare il paziente  Per la pediatria ci sono regole a parte, con un protocollo differente, ma sono coinvolte tutte le fasce di età.




"Lo screening è uno strumento utilissimo perchè monitora quello che in realtà è la punta di un iceberg" ha spiegato il dottor Antonio Lora direttore del dipartimento di salute mentale e delle dipendenze "Chi manifesta questa intenzioni è la stretta minoranza di coloro che la pensa o ha idee di morte che vanno in quella direzione. Mettere in campo questi strumenti di monitoraggio serve a individuare il più possibile questi soggetti. C'è l'idea che parlare di suicidio significa istigare e quindi si tende a minimizzare. Invece non è così: più si riesce a parlare con queste persone delle loro idee di morte e più queste si allontanano da pensieri suicidi. Per questa ragione i programmi di screening devono riguardare tutta la popolazione. Consentono ai sanitari di cogliere un aspetto della salute psichica che altrimenti resterebbe nascosto. Non dimentichiamo che non c'è solo la salute fisica e che come dice l’OMS non esiste salute senza salute mentale.
S.V.
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