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Scritto Lunedì 07 giugno 2021 alle 18:46

Area ex consorzio: uno ''scempio'' edilizio

Nell'area dell'ex Consorzio agrario accanto all'edificio testimone di un concetto di "patria" diverso da quello cantato da Franco Battiato, ma in ogni caso di interesse storico, è sorto un cubo (un altro: gli architetti ne sono ossessionati, è un caso da studiare a livello psicologico e sociologico) che non c'entra niente con il contesto urbanistico già in loco, ma lo "inquina" con la sua presenza, lo snatura, lo umilia.

La prima considerazione riguarda la densità del costruito, permessa dal P.G.T., che ha portato ad un soverchiante volume di strutture in vetro /acciaio e cemento che In buona sostanza ha fatto perdere al vecchio Consorzio Agrario la sua identità! Non si sono "coniugate le esigenze produttive, imprenditoriali e la tutela del paesaggio per le generazioni future" come affermato dalla Giunta De Capitani, che pensava di collocare l'intervento nell'ambito di un fantomatico "sviluppo sostenibile" rivelatosi, anche nella fattispecie, un evidente ossimoro. Non si è riusciti neppure a "coniugare, con equilibrio, il preminente interesse pubblico con quello del privato". Appare chiaro, invece, che preminente sia stato l'interesse privato. Purtroppo le nostre Amministrazioni locali, in genere, sono prese dal demone di una presunta "modernità" tendente a favorire la mobilità "pesante" e, per raggiungere lo scopo, non esitano a stravolgere i centri urbani legati alla memoria della Comunità, così la scelta di trasformare quella che era la sede di un consorzio in un polo di distribuzione e commercializzazione è diventata metafora dei cambiamenti dell'agricoltura e del panorama economico italiano. Emblema di un'architettura di regime, l'edificazione del Consorzio avviene nel 1939, e fu usata come mezzo di propaganda politica e di mistificazione delle masse; testimonia la vittoria di quella battaglia del grano voluta dal fascismo per cercare di mettere fine alla crisi del'29. Oltre all'impatto ambientale e storico, un altro aspetto critico si manifesterà quando il comparto sarà funzionante, ovvero quello della viabilità dei mezzi in entrata ed uscita dal comparto che insisteranno su un nodo stradale già congestionato.

Per compensazione monetaria, in Comune, avrebbero dovuto chiedere almeno un sottopasso, ma nemmeno questo è stato fatto. Con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l'interesse dei colossi industriali per le grandi opere e la cementificazione crescerà, potrebbero arrivare molti soldi dall'Europa e l'appetito per chi ne vuole fare tanti è forte. Servono bitumifici, cementifici, inceneritori da incrementare, servono altri terreni da conquistare, ma soprattutto servono amministratori che dicano di si alla svendita del territorio. Dalle nostre parti ce ne sono in abbondanza.
Comitato ''La Vittoria del Parco''
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