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Scritto Mercoledì 28 aprile 2021 alle 08:52

Lomagna: bocciata la rotonda al Lavandaio potrebbe essere ripreso il piano di Carozzi Una ciclopedonale dal centro alle frazioni

La rotonda al Lavandaio non si farà. È ormai un fatto assodato. Meno chiara è l'alternativa al progetto che era stato approvato dalla Giunta di Lomagna nell'estate del 2019 [clicca QUI]. La Provincia di Lecco, proprietaria della strada su cui sarebbe sorta la rotatoria (SP 55), ha espresso nel mese di marzo il proprio diniego a quell'intervento. Ma ha anche suggerito in quale direzione improntare l'opera di messa in sicurezza di quella zona, crocevia tra Lomagna, Casatenovo e Usmate. Le direttive dell'Ente provinciale vertono sull'importanza di considerare contemporaneamente, in maniera globale, i due snodi limitrofi: quello del Lavandaio (dove insiste la cappelletta votiva) e quello che porta alla Fornace attraversando il torrente Molgoretta. La Provincia ha evidenziato che è opportuno mettere in sicurezza la percorrenza di pedoni e ciclisti [clicca QUI].
A ben conformarsi a tali - seppur sparute - indicazioni è un progetto che individualmente l'architetto Umberto Carozzi aveva redatto un paio di anni fa e messo a disposizione dell'amministrazione comunale. Di quelle carte non si seppe mai nulla. La priorità era stata riconosciuta alla progettazione poi deliberata dalla Giunta. Ora il piano di Carozzi potrebbe essere rispolverato e reputato un investimento di primaria importanza. Complice di tale scelta sarebbe la pregevole idea alla base dello studio di valorizzare il territorio locale, da far conoscere e apprezzare al ritmo del passo d'uomo.
"Non posso che condividere il diniego espresso dalla Provincia sul progetto per la realizzazione di una rotatoria in Località Lavandaio sia sotto l'aspetto viabilistico che per la tutela paesistica di un sito che, anche se mutilato e manomesso, ancora esprime armonia e pregnanza storica - commenta l'architetto Carozzi - Ritengo che la priorità, urgente e rilevante, sia la sicurezza di ciclisti e pedoni nell'attraversamento e nella percorrenza dell'asse della SP 55".
La proposta è quindi di realizzare una ciclopedonale dal centro di Lomagna alle Località Fornace e Belvedere. "Queste frazioni - osserva ancora Umberto Carozzi - sono assai cresciute col tempo ed è doveroso garantire un adeguato collegamento al capoluogo".
Il costo stimato - 250 mila euro - è persino inferiore rispetto al progetto della rotonda al Lavandaio preventivato per 297 mila euro. Il ponticello ciclopedonale in legno, da costruire ex novo, da solo varrebbe circa 45 mila euro. Il professionista lomagnese si era già speso un paio di anni fa per creare delle sinergie con una ditta locale che avrebbe fornito a prezzo di costo il materiale ligneo per la nuova infrastruttura che passerebbe sopra il torrente.
Pubblichiamo di seguito una relazione con fotografie e planimetrie che ci ha concesso l'architetto Carozzi. Una prospettiva concreta che, secondo l'auspicio di molti, potrebbe tradursi in realtà.

M.P.



Il primo tratto del percorso ciclopedonale coincide con il tracciato storico che congiunge piazza della Chiesa sino alla Località Lavandaio. Un percorso da condividere con una presenza veicolare a bassa densità.
Da piazza della Chiesa ci si inoltra in via d’Adda Busca, quindi la Piazzetta segnata dalla presenza dell’oratorio barocco dedicato alla “Divina Provvidenza”, poi vicolo stretto e via Anguissola sino all’ingresso di villa Busca Arconati Visconti.



Un percorso nella parte storica del paese articolata per corti e che ancora conserva antichi scorci e memorie. Lasciato alle spalle la Villa si scende lungo “Il Vialone”; un’ampia prospettiva alberata che segna l’accesso alla dimora nobiliare. Si percorre questo tratto tra due filari di tigli monumentali.



Ora ci troviamo in località Lavandaio, come oggi è nominata, o Caravaggio, come evidenziato nelle mappe ottocentesche.
Il primo ricorda la presenza di un mirabile sito, una struttura idraulico-architettonica realizzata in pietra, il “lavatoio”, con presa d’acqua dal torrente Lavandaia in località Tricodaglio e reimmersione nella Molgoretta poco prima della presa che alimentava il cinquecentesco Mulino Poenzano, con due pale e la presa del “tronino” ai “baseluni” da cui si dipartiva un canale che andava ad alimentare il ninfeo di villa Gallarati Scotti in quel di Oreno. Oggi di tutto questo resta solo la memoria.
La seconda denominazione segna la presenza della cappella votiva dedicata alla Madonna di Caravaggio realizzata nel XVII secolo e che ancor oggi conserva il proprio significato simbolico e devozionale legato alla tradizione della religiosità popolare.

Importante l’armonia e la relazione tra l’edificio sacro ed il contesto. Oggi giustamente primeggia; cosi l’ha voluta chi l’ha edificata. Ai margini della ipotizzata rotatoria avrebbe perso ogni pregnanza e significato.



Qui la pista ciclopedonale attraversa completamente la sede stradale, in prossimità dell’isoletta che attornia il luogo sacro, per attestarsi sotto il bosco scosceso e predisporsi all’attraversamento della strada provinciale SP 55 in luogo sicuro e ben visibile all’intenso traffico veicolare.


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Da questo punto tutto il percorso correrà sul lato sinistro della strada in direzione della Fornace.
Nel primo tratto la ciclabile potrà viaggiare ad una quota inferiore alla strada sino a raggiungere il torrente Molgoretta. L'attraversamento sarà garantito da un ponte completamente in legno lamellare poggiante su setti in cemento armato.




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Ora la pista corre rettilinea sino a raggiungere le strade di accesso alla Fornace e al Belvedere.



Da una prima valutazione economica tutta l’opera dovrebbe costare circa 250 mila euro considerando in 45 mila il costo del ponte in legno lamellare della luce di 22 metri necessario per superare la Molgoretta.
Tutto il tracciato avrà una larghezza di 2,5 metri, quindi idoneo per il doppio senso di marcia, e sarà separato dalla strada provinciale da una aiuola spartitraffico che potrà poi essere piantumata. Sarà adeguatamente illuminato e completato con sistema di smaltimento delle acque meteoriche.
Il percorso andrà ad inserirsi nella rete dei tracciati ciclopedonali della Brianza.


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Architetto Umberto Carozzi

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