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Scritto Lunedì 19 aprile 2021 alle 10:03

Transizione green: il buongiorno si vede dal mattino?

A volte, al di là delle altisonanti dichiarazioni, sono le piccole cose che ci indicano la direzione che si sta perseguendo.
Mi riferisco alla moda, o vogliamo chiamarla epidemia, di campi da calcio o da gioco in erba sintetica.
Già la definizione suona male.
Se poi andiamo ad approfondire, scopriamo che questi campi di erba sintetica costano molto quando vengono impiantati e costano molto quando arriva il momento di smaltirli.
Emettono calore nei periodi più caldi, esalazioni di sostanze non certo benefiche e, ultimo ma non ultimo, con l’usura, rilasciano microplastiche che arrivando alle falde acquifere vanno ad aggravare il problema ormai ubiquitario dell’inquinamento delle acque.
Nella nostra piccola zona nascono come funghi, mi riferisco al campo da calcio di Missaglia (un’enorme distesa di plastica verde brillante), al prato-plastica vicino alla scuola elementare di Montevecchia, al campo da gioco della scuola materna di Osnago ed al parco giochi all’aperto con pavimento in gomma progettato a Cernusco Lombardone, solo per fare alcuni esempi.
Sarebbe bello pensare che l’erba continuerà ad avere diritto di cittadinanza, magari selezionando specie resistenti, anche in futuro.
Questo è solo un piccolo segnale di altri gravi fatti che   anch’essi con la transizione green non hanno niente a che vedere e che stanno accadendo con una rapidità impressionante: tentativo di innalzamento dei campi elettromagnetici da 6 v/m a 61 v/m, riapertura delle trivellazioni nell’Adriatico, progetto per l’istallazione di un campo fotovoltaico in una zona protetta del delta del Po’, ecc. ecc.
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