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Scritto Domenica 28 marzo 2021 alle 09:10

''I nostri anziani, invisibili, dimenticati dal sistema sanitario. Sono un peso inutile?''

Buongiorno,
siamo un gruppo di famigliari di ultraottantenni, con patologie croniche ed invalidanti che non consentono loro di raggiungere le sedi vaccinali e pertanto necessitano di un intervento domiciliare.

E' trascorso più di un mese da quando sono state inoltrate le richieste da parte dei medici di famiglia ma ad oggi nessuno ha potuto beneficiare della somministrazione del vaccino che potrebbe salvare loro la vita.

La cosa più sconcertante è il fatto che nessuno pare in grado di fornire informazioni in merito. Temiamo  si stia ripetendo quanto accaduto solo pochi mesi fa con la campagna di vaccinazione anti influenzale quando, in mancanza di dosi, molte di queste persone sono state lasciate "in coda" adducendo come motivazione il fatto che "tanto sono protette perché costrette a casa".

Peccato però si tratti di anziani non autosufficienti che richiedono assistenza per soddisfare una serie di bisogni (essere nutriti, lavati, vestiti ecc.) per i quali non è possibile mantenere alcun tipo di distanziamento. Famigliari e badanti, per quante precauzioni possano adottare, non vivono sotto una teca di cristallo ma lavorano, hanno famiglia, hanno figli in età scolare e possono essere quindi vettori del virus!

Come è possibile che questo sfugga a chi ha il compito di gestire la campagna vaccinale? Dobbiamo pensare che in nostri nonni siano considerati un peso inutile per la società perché fragili e sofferenti? O cittadini di serie B indegni di ricevere cure perchè improduttivi?   

Molte di queste persone, pur con le loro limitazioni, hanno la stessa voglia di vivere e la stessa paura di morire che prova chiunque e fa male pensare di vederli mancare proprio ora, ad un passo dalla terapia che avrebbero già dovuto ricevere.

Pensiamo che dopo più di un mese di attesa silenziosa e paziente sia giunto il momento di dare voce a queste persone che, a quanto pare, sono invisibili e dimenticate dai vertici di un sistema sanitario che sembra aver scordato i valori etici che devono essere la guida di chi ha la responsabilità di una comunità.

Auspichiamo che quanto affermato da   ATS   pochi giorni fa, in merito all'imminente inizio delle somministrazioni a domicilio, venga realmente attuato in tempi rapidi e non si tratti di dichiarazioni fatte allo scopo di acquietare gli animi.

Anna M., Silvia A., Lucia M., Amalia V.
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