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Scritto Venerdì 29 gennaio 2021 alle 19:13

Quali riflessioni sulla vertenza Voss e simili?

Con istintiva soddisfazione ho appreso, come tutti, della positiva risoluzione della grave vertenza  alla Voss ( ex Larga) di Osnago, iniziata dalla inaspettata quanto arrogante volontà aziendale di licenziare ben 70 lavoratori, per trasferirne l'attività, a quanto riportato dai media non solo locali, in non meglio identificati Paesi dell' Est Europeo.
Oltre i vari pronunciamenti dei sindacati anche il sindaco di Osnago, che si era ben prodigato come altre istituzioni, rappresentanti politici e varia cittadinanza,  per una sua efficace risoluzione, ha espresso un giudizio positivo, essendo stati scongiurati i licenziamenti, almeno per ora.
Un accordo  a base di ammortizzatori sociali, inizialmente neppure previsti dalla dirigenza Voss (sempre secondo fonti di stampa) e incentivi all'esodo proporzionati ai tempi di una possibile ricollocazione presso altre eventuali realtà produttive. Ricollocazioni, ammesso che se ne trovino, che sarebbero favorite sia dalla dirigenza Voss che da varie realtà sindacali e istituzionali.
Questo in sintesi mi sembra il quadro che sostanzialmente sembra emergere.
Ma a ben guardare  c'è qualcosa che non quadra del tutto…
O forse non quadra fino in fondo perlomeno ad occhi allenati a soppesare accordi  firmati in  contesti assai difficili come questo : ed io, con altri 80 colleghi di lavoro, abbiamo ancora sulla pelle i ricordi della nostra vertenza ex Leuci di Lecco, per alcuni versi analoga, durata complessivamente almeno un paio d'anni e peraltro con ancora qualche strascico di tipo immobiliare relativo all'area  dell'ormai ex nostra fabbrica , a circa 6 anni di distanza.
Certo, nessuno può ne vuole biasimare la più che legittima e assai comprensibile decisione della maggioranza dei lavoratori che hanno accettato realisticamente un accordo che si potrebbe  definire dignitoso ma, come auspicava nell'articolo il segretario generale della Fiom di Lecco Maurizio Oreggia, che conosco, “Ciò che è accaduto deve fare riflettere tutti. Siamo in mancanza di una tutela dal punto di vista normativo che va oltre il nostro paese. Riflettendo dal punto di vista complessivo, europeo oserei dire, dobbiamo agire affinché il dumping all'interno dell'Ue non esista più''. (CLICCA QUI)
Mi fa piacere constatare che pure lui la pensa come me quando esprimevo analoghe valutazioni in miei precedenti contributi di pensiero, certo opinabili, ma ricavati da esperienza diretta. Come anche rilevo la coincidenza con alcuni passaggi del comunicato del sindaco di Osnago, in particolare quello sull' “utilità sociale” a cui deve o dovrebbe ispirarsi – secondo la nostra preziosa  Costituzione - ogni imprenditore che non voglia incarnare un “parassitismo sociale” (mio scritto del 2011 cliccabile nel citato mio contributo sopra richiamato). Non che io voglia certo sostenere che entrambi si siano ispirati alle mie valutazioni comparse su Merateonline ma semplicemente li cito perché mi fa assai piacere che sempre più in tanti pensino e soprattutto cerchino  di praticare questi convincimenti ai vari livelli, visto che in tal senso compete a tutti prodigarsi, in vari modi e ognuno per il proprio ruolo, a partire da quello ineludibile di semplici Cittadini consapevoli. (CLICCA QUI)
Rimane il fatto, come già scrivevo, che emerge ulteriormente ed in modo sempre più stridente la ormai non più procrastinabile necessità di una seria azione dei Vertici Sindacali e della Politica nell'impegnarsi seriamente, se non si vuole essere ipocriti, nel promuovere ed attuare una reale legge tutelativa “”anti delocalizzazioni facili” che potrebbe costituire un formidabile strumento di contrasto a certi comportamenti spesso antisociali. Con tutto il rispetto di quegli imprenditori che “sputando l'anima” si impegnano a reggere un Mercato sempre più difficile e molte volte sbilanciato in favore dei più cinici.
Ai livelli locali sia del Sindacato come della Politica rimane il fatto di non adagiarsi su questi risultati parziali ma di continuare a perseguire azioni che trovino nuovi e qualificati imprenditori disposti a subentrare. Qui appresso un esempio di perlomeno apparente riuscita, avvenuta in questa realtà del Sud che avevo accomunato alla vicenda Voss in questo mio precedente scritto :
Sud chiama nord, nord chiama sud: quando globalizzazione e cinismo schiacciano il lavoro!
Ecco qui gli interessanti sviluppi, sulla cui concretizzazione  occorrerà comunque che tutte le forze in campo continuino a vigilare (CLICCA QUI).
La vicenda della MeridBulloni di Castellammare di Stabia potrebbe essere, assieme a quella ancora da “completare” da parte dei lavoratori e di tutte le forze in campo lodevolmente a sostegno della Voss di Osnago, un esempio non solo di non rassegnazione ma anche di costruttiva proposta alternativa allo spegnimento effettivo di un'attività pluriennale  a forte contenuto professionale.
Peraltro noi lavoratori ex Leuci eravamo riusciti anche a trovare fisicamente chi poteva subentrare perlomeno in parte, ma poi, per l'inerzia di quello che avevamo definito “il Sistema Lecco”, tutto si era arenato.
Ma forse il “Sistema Meratese” potrebbe fare meglio, perlomeno questo è il mio sincero augurio !
Germano Bosisio
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