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Scritto Venerdì 27 novembre 2020 alle 14:58

Un lettore: ritiro referti dei non lecchesi a Lecco, pagamento e inquinamento. Il Paziente è paziente ma si può migliorare?

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Mettiamo insieme un po' di cose e valutate un po' voi...
Forse togliere dalle strade un po' di auto si potrebbe e tutti ne guadagneremmo in salute. Meglio tanti utenti che convergono su Lecco per un ritiro o meglio smistare pochi gruppi di referti nelle sedi decentrate ed accorciare la strada di ogni singolo utente?
Un invio di referti ad ogni singolo domicilio degli utenti potrebbe essere effettivamente oneroso, ma una consegna giornaliera ad un centro di smistamento tipo Merate, Oggiono etc etc, con una sorta di fattorino che probabilmente già consegna altri oggetti con cadenza periodica forse si potrebbe organizzare.
Si potrebbe pensare anche ad una delega ben organizzata, gestita e pubblicizzata, con tutte le liberatorie del caso, ai volontari che fanno la spola fra le varie sedi dell'azienda sanitaria ed il nosocomio.
La sera precedente il presunto inizio del lockdown (fu poi posticipato di un giorno), ho trascorso 3 ore in auto partendo da Mapello (BG) per recarmi direttamente a Lecco, poi a Merate, nuovamente a Lecco ed infine di nuovo a Merate.
Al primo arrivo a Lecco sono stato respinto al ritiro referti per un vizio di forma nella delega. Dovevo ritirare una mammografia ed una ecografia di mia sorella con copia dei suoi documenti.
Nella concitazione di cosa si sarebbe potuto o non potuto fare durante il lockdown, mia sorella mi inviò via email una unica delega priva dei riferimenti del singolo referto da ritirare. Io lo stampai dove lavoro. La addetta al ritiro disse che per evitare spiacevoli inconvenienti non avrebbe potuto consegnarmeli a fronte di una delega non in originale e mancante degli estremi dei referti. (Motivazione: evitare il rischio di utenti che ritirano il referto una prima volta con una copia del documento di ritiro, poi smarriscono il referto, ma ritrovano l'originale del documento di ritiro e si presentano allo sportello chiedendo nuovamente il referto).
Trovai la cosa un po' cervellotica, ma il torto formalmente era tutto mio.
Quindi dritto a casa a prendere gli originali e ritorno a Lecco per il lieto fine, fortunatamente poco prima delle 20:00.
Ora, la mia compagna ha svolto gli stessi esami anche lei a Lecco, in orario in cui le casse erano già chiuse.
Nel fascicolo sanitario elettronico non si trova possibilità di pagare queste prestazioni. Quindi dovrà presentarsi di persona in orario lavorativo, usufruendo di permessi. Questo per pagare, il ritiro si potrebbe fare fino alle 20:00.
Questo genere di prestazioni effettuate a Lecco non sono pagabili presso gli sportelli di Merate. Ma non è la stessa azienda?
Non tutti possono prendere permessi di lavoro per queste cose. Io, ad esempio, nel lockdown primaverile sono stato messo con i colleghi in ferie forzate e sono tutt'ora molto in passivo.
Ma un lavoro ce lo ho e ringrazio il cielo.
Se qualche ben intenzionato proponesse l'uso di mezzi pubblici, dovrei dilungarmi su una visita di controllo effettuata a Milano in agosto ed il viaggio di ritorno prolungato oltre modo dal contenzioso fra un controllore Trenord ed i soliti che viaggiavano senza biglietto e con biciclette su treni che non lo prevedono.
Beninteso che il controllore al pari degli addetti sanitari coinvolti nelle vicende ospedaliere facevano il loro dovere.
Ma qualcuno, un po' più in alto, non potrebbe mettere mano a queste procedure vessatorie?
No! Non chiedevo l'intervento del Celeste...
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti
Federico Albani
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