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Scritto Giovedì 30 luglio 2020 alle 16:09

Il Piano Marshall e i piani delle altre città. Ma i nostri leggono?

Volevo scrivere in questi giorni rispetto ai problemi di mobilità della nostra zona, perchè un giorno sono andato da casa mia (confine Cernusco-Osnago) a Piazza Prinetti in monopattino elettrico impiegando 9 minuti in totale. Meno del solo tempo di far uscire l'auto dal box e fare a piedi il pezzo da un parcheggio a Merate all'auto. Se contiamo anche il tempo perso in coda sulla strada con un lento monopattino ci si mette meno di metà del tempo dell'auto!! Ora bisogna solo convincere la gente a usare questi mezzi e i problemi di traffico sono risolti.

Però... Il tratto di strada è semplicemente allucinante. Già pericoloso per le bici, figuriamoci per la mobilità soft. Ho avuto molta più paura che girando per Milano dove lo uso di solito. Strade groviera, strette e totale assenza di una "spalla" separata dalle auto dove bici e altra mobilità dolce possa circolare. Sia passando dal provinciale che per stradine a fianco.

Bene, ora leggo che hanno approvato un "piano Marshall" di grandi opere e dentro metteranno un sottopasso ciclopedonale in questo incrocio. Ma sono folli? Anzitutto per andare da dove a dove? Che strutture ci sarebbero ai due estremi del sottopasso? E poi perchè?? Ma li hanno mai provati questi sottopassi? C'è ancora qualcuno convinto che aiutino la mobilità leggera al posto che servire da strumenti per spostare ancora più traffico dalla mobilità dolce alle auto? Mettiamo un bel cartello con scritto "è obbligatorio usare l'auto anche per fare solo 2 km" in tutti i paesi allora!

Ma gli amministratori stanno vedendo i piani che stanno facendo le varie città di tutto il mondo per spostare la mobilità sul pedonale? è fatta seguendo il principio *opposto* della segregazione dei percorsi.
Luca P.
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