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Scritto Sabato 23 maggio 2020 alle 12:12

Serve un piano di contrasto alla movida senza penalizzare gli operatori ma che tuteli la salute di tutti

Il "rompete le righe" a Merate - probabilmente però anche altrove - appare drammatico. E non certo per la doppia leggerezza del Sindaco, che, comunque, dopo aver ammesso gli sbagli, ha voluto in più occasioni sottolineare che l'apertura del 18 maggio non è da leggersi come un "liberi tutti".
 
Però ora Massimo Augusto Panzeri deve mostrare i muscoli. In realtà ci pareva che la Prefettura avesse costituito una task force tra tutte le forze dell'ordine per sorvegliare la cittadinanza e far rispettare le disposizioni. Col pugno di ferro. Perché un ritorno dell'epidemia sarebbe fatale al sistema economico del Paese.
 
Purtroppo però sembra di capire che dalle parole non si è passati ai fatti. Le segnalazioni dei lettori sono più che eloquenti. Merate è un esempio purtroppo negativo di come non sia stati recepito il messaggio contenuto nel provvedimento che attenuta il lockdown.
I giochi dei bambini, non igienizzati, sono aperti e le immagini che ci hanno inviato mostrano addirittura una seduta ravvicinata di fitness sugli stessi attrezzi.
La piazza Prinetti con l'apertura del bar è diventata sede di movida da far spaventare non solo i residenti ma tutti coloro che hanno la sventura di transitare sotto il castello. Un lettore ci segnala la presenza della polizia locale in via Verdi quando è chiaro come il sole a mezzogiorno che la zona da controllare è la piazza. O non la su vuole controllare per qualche motivo che ci sfugge?
 
Le immagini che ci arrivano fanno davvero preoccupare. Prima che scoppi la stagione e succeda il  finimondo è bene che il Sindaco leghista e vertici locali delle forze dell'ordine mettano a punto un piano di contrasto alla movida. Che penalizzi il meno possibile gli operatori già sufficientemente massacrati dalla chiusura forzata; ma al tempo stesso tuteli la salute di quanti tengono alla propria salute e. . .anche di coloro che se ne fregano.
C.B.
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