Scritto Sabato 11 aprile 2020 alle 15:40

Covid/3 mascherine: La Lombardia ne ha date ai comuni una ogni 3,8 abitanti. E durano una giornata. Il lavoro nei cimiteri

In questi giorni sono iniziate le operazioni di distribuzione della mascherine giunte dalla Regione, ricevute da donatori o direttamente acquistate dai Comuni.

Diciamo subito che l'operazione, per quanto apprezzabile, è di pura facciata. Le mascherine chirurgiche filtrano per 4 ore poi la capacità filtrante si riduce e comunque sono da considerarsi monouso. Le FFP2 più indicate per i medici hanno una durata più lunga sempre in base all'utilizzo, ma non superiore alle 40 ore. Quelle col marchio R, cioè riutilizzabili si possono lavare ma occorrono molte precauzioni se si vuole mantenere un minimo di capacità filtrante; altrimenti è come coprirsi con un foulard. In realtà la mascherina più diffusa è quella chirurgica, facile da indossare, che non richiede particolari precauzioni - ma qualcuna sì nell'indossarla e anche nello smaltirla - che, come detto, va cambiata ogni giorno. Per cui, per fare un esempio, al netto dei piccini, un comune come Merate con una necessità teorica di 13mila mascherine al giorno dovrebbe disporne di almeno 91mila per coprire il fabbisogno settimanale. Invece ne dispone di 5mila secondo il sito del Comune o 7mila stando alle parole dell'assessore Andrea Ambrogio Robbiani. Tante quante sono le persone oltre i 65 anni o con cronicità accertate. Ma per un giorno. Questa premessa per dire che la buona volontà si scontra però con la dura realtà: ognuno deve provvedere per sé, pagando 5 euro una discutibilissima FFP2 presa in farmacia o 2 euro per una chirurgica. La Regione, per quanto possibile ha pure fatto peggio: nonostante i proclami dei vari assessori lego-forzisti ha mandato una mascherina ogni 3,8 abitanti. Abbiano almeno l'onestà intellettuale di dirlo chiaramente: non ne hanno trovate in un mese e mezzo di emergenza. Ma questo è ancora il male minore, quando si chiarirà chi ha ordinato la riapertura dell'ospedale di Alzano e l'assoluta mancanza di interventi nelle RSA, causa di migliaia di morti, avremo la prova del fallimento della politica socio-sanitaria lombarda e dei suoi attuali rappresentanti. E veniamo ai Comuni con il numero di mascherine rapportato al numero di residenti.  


AIRUNO: dalla Regione sono arrivate 750 mascherine col solito rapporto una mascherina ogni 3,8 residenti. Altre mille ne sono state acquisite in collaborazione con la LIA. La distribuzione è stata effettuata. La disponibilità totale è di una mascherina ogni 1,6 residenti.
VOTO 5


BRIVIO: i primi giorni di marzo l'Amministrazione comunale si era mossa ordinando d'iniziativa 1.500 mascherine in Cina grazie a un intermediario locale e poi altre 4.000. Della prima partita ne sono arrivate 500, le altre 1000 sono probabilmente ferme in dogana, come accaduto a moltissimi forniture cinesi dirette nel nostro Paese. Le 4.000 sono arrivate in questi giorni. Un anonimo ne ha donate 500, Marco Scaccabarozzi 200, la famiglia Perego 2.000, dalla Regione ne sono pervenute 1.350, con un rapporto sulla popolazione di una mascherina ogni 3,4 residenti. Il totale mascherine, distribuite in questi giorni - domani ultimo giro a Beverate - assomma a 8.550, sostanzialmente poco meno del doppio del numero degli abitanti.
VOTO 8  


CALCO: dalla Regione, tramite la protezione civile nazionale sono arrivate all'inizio della settimana 1.400 mascherine, in pratica sempre nel rapporto una mascherina ogni 4 residenti. Ma Stefano Motta ne aveva acquistate altre 6.100 attraverso la Fondazione Comunitaria Lecchese. Spesa da erogare 6mila euro. Altre mille sono arrivate da un cittadino di origine cinese e quasi 500 da aziende e artigiani locali. In pratica il Comune dispone di 9.000 mascherine in pratica 1,6 mascherina per residente.
VOTO 8


CERNUSCO LOMBARDONE: dalla Regione ne sono arrivate 1.000, al solito una ogni 3,8 residenti. Altre 2.000 sono state acquistate dalla Fondazione con uno stanziamento di 2mila euro. La distribuzione è in corso grazie a gruppi di volontari. Per quanto noto quindi la disponibilità, salvo donazioni non comunicate, è di 3mila mascherine  poco meno di una per ciascun residente. Le prime mascherine sono state distribuite già nelle scorse settimane al personale comunale e ai volontari.
VOTO 7  

IMBERSAGO: dalla regione ne sono pervenute 650 di tipo chirurgico (1 x 3,8 abitanti). Con l'attivazione del centro operativo comunale l'Amministrazione ne ha recuperate altre 600 cui se ne sono aggiunte altre 2.000 artigianali donate dalla manifattura Bini di Imbersago e dalla Tessitura Carlo Lamperti di Osnago. La distribuzione si è conclusa ieri, venerdì 10 aprile: le famiglie mono nucleiche riceveranno un kit con una mascherina chirurgica e una di stoffa; i nuclei famigliari con due o più persone un kit con 1 mascherina chirurgica e due di stoffa. La disponibilità totale è di 3.250, pari a 1,3 mascherine per residente.
VOTO 7  


LOMAGNA:  dalla Lombardia sono giunte 1.350 mascherine pari a una mascherina ogni 3,7 residenti. Il Comune ne ha poi ricevute 810 da un privato e un migliaio le ha acquistate spendendo circa 1.000 euro. In totale quindi dispone di 3.160 mascherine pari a poco più di una ogni due residenti, e saranno distribuite dai volontari della protezione civile nei prossimi giorno.
VOTO 6


MERATE: secondo il sito sono giunte dalla Regione 3.800 mascherine e altre settemila, come spiega l'assessore nel video sono giunte da donazioni tra cui la promoline. La distribuzione è iniziata venerdì 10 aprile. Il contributo regionale copre un cittadino su 4. Non è chiaro se ne arriveranno altre acquistate o da donazione, al momento quelle rese disponibile sembrano essere 10.800 meno di una per ciascun abitante. Con l'avvertenza che stante il tipo di mascherina - chirurgica - quella usata oggi domani non va più bene. A margine va segnalata anche la distribuzione assieme alla mascherina della brochure con numeri utili, consigli, avvertenze, divieti ecc. Francamente iniziativa un po' tardiva a oltre un mese dal lockdown. Quel che c'era da sapere ormai lo sappiamo. Gli aggiornamenti, semmai, andrebbero fatti con le auto della PL come continuano a fare diversi comuni del territorio (che, evidentemente, tanto compatto come sosteneva il Sindaco, non è).    
VOTO 5  


MONTEVECCHIA: dalla Regione ne sono arrivate 700, nel consueto rapporto una mascherina ogni 3,8 residenti. Poi quando si ascoltano nei sermoni i vari Gallera, Foroni, Caparini, Fontana ecc. secondo i quali la Regione già mercoledì scorso aveva inviato milioni di mascherine non ci si scordi che la media della più ricca regione d'Italia, quella del socio-sanitario d'eccellenza è di una mascherina ogni 4 persone. Valevole per un giorno, massimo due. Una vergogna totale! Comunque il Comune ne ha acquistate con mezzi propri altre 700 e 400 sono arrivate dalla Fondazione di tipo sia chirurgico sia FFP2. Tra Pc e privati ne sono state reperite altre 3000. Già 400 sono state distribuite ai cittadini che ne hanno fatto richiesta, oltre ai casi di Covid acclarato o a persone in isolamento. In questi giorni è in corso la consegna di una busta con due mascherine per ciascuno dei 1.300  nuclei famigliari del paese. La dotazione copre praticamente tutti i residenti. E' stata fatta una donazione alla Fondazione Comunitaria per il contributo ricevuto di mascherine.
VOTO 7  


OLGIATE MOLGORA: dalla Regione sono giunte 1.700 mascherine per proteggere un cittadino su 4 ma il Comune ne aveva acquistate in precedenza 8mila di tipo chirurgico da un'azienda di Milano pagandole 6mila euro. Quindi la dotazione complessiva è di 9.700 che assicura una media di una mascherina e mezza per residente. Da mercoledì 15 inizierà la distribuzione con una media di 4 mascherine per nucleo famigliare. I volontari che le hanno impacchettate sono quelli della Sbiellata Sanzenese.
VOTO 8  


OSNAGO: dalla regione sono giunte 1.250 mascherine, nel consueto rapporto una ogni 3,8 residenti ma il Comune si è attivato presso la Tessitura Lamperti e Perego tende per mascherine di tipo lavabile. Fino a ora ne hanno prodotte 11mila. Di queste se sono state distribuite a Osnago 2.500. Molte saranno date ai comuni di Lomagna e Imbersago nonché a carabinieri e farmacie. Tramite la Fondazione il Comune ha acquistato altre mascherine per una spesa di mille euro.
VOTO 8


PADERNO D'ADDA: una prima fornitura di 1.000 mascherine chirurgiche è giunta dalla regione tramite la protezione civile. Il rapporto è costante: una mascherina ogni 3,8 residenti. Poi 300 circa ne sono arrivate dalla Fondazione Comunitaria lecchese che con la raccolta fondi che ha superato quota 3 milioni ha dato un contributo straordinario al territorio. La prima fornitura è andata agli over 65, circa 900. Il resto sarà distribuito in questi giorni dai volontari ma non basteranno per tutti. Su un totale stimato con qualche donazione di 1.500 mascherine ce ne sono una ogni 2,5 abitanti.
VOTO 5


ROBBIATE: dalla Regione ne sono pervenute 1.700 ossia una ogni 3,7 residenti. Il Comune non risulta - salvo rettifiche - che ne abbia acquistate. La distribuzione è affidata ai volontari e un migliaio sono già state consegnate.
VOTO 5


UNIONE/ LA VALLETTA BRIANZA/SANTA MARIA HOE': la Valletta Brianza ha ricevuto 1.250 mascherine dalla Lombardia pari a una ogni 3,8 residenti. Santa Maria Hoé 500, pari a una ogni 4 residenti. Come Unione però sono state acquistate 9mila mascherine e altre 550 dalla Fondazione Comunitaria lecchese per un totale di circa 11.300 mascherine pari a 1,6 mascherine per ciascun residente nei due comuni. L'indicazione dei sindaci Brambilla e Trabucchi è di consegnare 3 mascherine per nucleo famigliare. Lunedì prossimo la protezione civile inizierà la consegna porta a porta, nel frattempo l'Unione ha rifornito le attività commerciali aperte, i volontari, gli impiegati comunali e le persone in quarantena di mascherine chirurgiche e mod. FFP2.
VOTO 8  


VERDERIO: Dalla regione ne sono arrivate 1.450 modello chirurgico, in pratica poco più di una ogni 4 residenti. Il Comune ne ha poi ricevute da una donazione privata altre 200 modello FFP2. La distribuzione è iniziata giovedì 9 aprile. Il totale copre il fabbisogno di una persona su tre. La distribuzione è non più di due per nucleo famigliare.
VOTO 5



Concludiamo questo breve viaggio nell'emergenza Covid 19 affrontata dai nostri comuni con l'operazione cimiteri. Non è chiaro di chi sia la paternità ma la gara si restringe a pochi comuni della fascia nord: Brivio, Calco, Olgiate, Unione. Vediamo in breve: Imbersago ha preferito non fare nulla limitandosi a deporre una corona in memoria dei defunti sul cancello d'ingresso per il giorno di Pasqua. Olgiate Molgora sempre grazie ai volontari della Sbiellata Sanzenese ha rimesso a lucido il cimitero di San Zeno e in tutti i vasi sono stati messi ramo d'ulivo. Robbiate grazie ai volontari sono stati asportati i fiori appassiti e deposto un rametti d'ulivo su ogni tomba. Oggi (sabato) il Sindaco partecipa a una benedizione impartita da don Paolo. Verderio pulizia e asportazione fiori secchi sono stati eseguiti dal personale comunale mentre i rametti d'ulivo debitamente benedetti sono frutto di potature delle piante del parco Peter Pan e della donazione della ditta Aurora Fleurs. Calco la pulizia è stata affidata alla Coop. Il Ponte che gestisce i servizi cimiteriali di Calco e Arlate. Il Comune ha acquistato diverse centinaia di vasetti costati 2 euro e mezzo l'uno in parte coperti con la donazione di un anonimo. Unione Valletta/Santa Maria la pulizia si è conclusa ieri e oggi saranno deposti i rametti d'ulivo recuperati da vivaisti locali. Il lavoro è stato eseguito nei quattro cimiteri dell'Unione: Rovagnate, Monte, Perego e Santa Maria Hoé. Le Giunte comunali si divideranno nei quattro cimiteri per mettere a dimora piante d'ulivo all'ingresso di ciascun campo santo. Lomagna pulizia completata anche qui con la deposizione su ciascuna tomba del ramoscello d'ulivo. Montevecchia la pulizia è stata effettuata dall'azienda che gestisce il cimitero. In questi giorni saranno deposti i ramoscelli d'ulivo benedetti dal parroco. Brivio con mezzi propri il comune ha fatto eseguire una pulizia straordinaria nei cimiteri da parte di un'impresa esterna e ha acquistato 1.200 vasetti di viole deposte sui loculi. Cernusco Lombardone completata la pulizia del cimitero con operatori comunali, anche qui è presta la deposizione di un ramoscello d'ulivo che, salvo donazioni, saranno acquistati dal Comune. Merate  la pulizia è iniziata il 7 aprile con successiva deposizione di rametti d'ulivo sulle tombe di tutti i cimiteri meratesi. All'ingresso di ciascuno è stata deposta una ciotola di fiori per rappresentare un segno di vicinanza ai defunti e ai loro famigliari. Paderno D'Adda  la scelta dell'Amministrazione di Paderno è stata diversa: il cimitero è rimasto aperto per dare la possibilità a chi perde il proprio caro di dare comunque una sorta di estremo saluto. La situazione è costantemente monitorata anche dal sindaco in persona, il quale ha garantito che non si sono mai verificate situazioni di assembramenti o di ritrovo. Per questo non è stato necessario provvedere a pulire il cimitero con un intervento generale. Osnago la pulizia del cimitero la fanno con gli operatori comunali, quindi niente costi aggiuntivi. Non depongono fiori, ma ramoscelli di ulivo. Non c'è delibera in merito all'acquisto ma se non ci saranno donazioni la spesa sarà comunque modesta. Airuno al momento non è stata programmata alcuna manutenzione né pulizia neppure attraverso volontari. Sono state messe a dimora due piante d'ulivo all'ingresso dei cimiteri di Airuno e Aizurro come gesto simbolico, benedette da don Ruggero e don Venanzio, senza costi aggiuntivi per il Comune.
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