Scritto Sabato 13 gennaio 2018 alle 14:18

S. Maffi: il meratese aveva un progetto ma è stato subalterno

Gentile Direttore,

leggo le cronache provinciali e seguo appassionatamente il dibattito in corso sulla cosiddetta "multi utility del nord"; fa sempre piacere vedere consigli comunali che si adoperano per "ratificare" - nella sostanza - decisioni già prese da altri, la cui identità resta ignota agli occhi di un comune cittadino. Ovviamente la mia soddisfazione è ironica.

Mi sembra di ripercorrere il sentiero in cui ci siamo cimentati poco tempo fa, ossia l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato a Lario Reti Holding, personalmente un'esperienza bellissima di impegno civico a difesa dei beni comuni ed un'occasione per far si che il meratese potesse finalmente fornire un contributo e ritagliarsi un ruolo attivo e non subalterno ai cugini lecchesi. Tuttavia, nonostante l'impegno profuso insieme al collega Remo Valsecchi ed al Sindaco Massironi, capace di esprimere un indirizzo politico forte e determinato, i fatti mi portarono nel tempo a comprendere di esserci trovati davanti a un fronte impegnato probabilmente a difendere altri tipi di logiche, ancorché legittime, ma che poco centravano con il tema della gestione dei servizi pubblici locali. Mi spiego, senza entrare troppo nel tecnico. Merate aveva proposto di affidare il ciclo idrico integrato (la gestione dell'acqua in parole povere) a Idrolario Srl, portandolo fuori dal perimetro di Lario Reti Holding (LRH), società ad acclarata vocazione commerciale. Proprio la vocazione commerciale di LRH era stata individuata da Merate come una delle maggiori fonti di criticità di tale affidamento. A quel punto, Idrolario Srl, ricevuti gli asset dell'idrico da LRH, sarebbe stata ulteriormente modificata con piccole e poco costose operazioni societarie al fine di potenziare il cosiddetto "controllo analogo" dei Comuni soci e di renderla una società senza dubbio in house, con uno scopo chiaro, preciso, nell'alveo dei principi di legge: finanziare gli investimenti idrici con la tariffa. Questo sarebbe dovuto essere l'unico scopo di interesse dei Comuni. Il percorso poi si sarebbe potuto completare con una ulteriore razionalizzazione delle società erogatrici di servizi pubblici locali, penso quindi ad una fusione con SILEA Spa, che si occupa del ciclo dei rifiuti. A quel punto avremmo avuto una vera multi utility dei servizi pubblici (acqua e rifiuti) locali (della nostra provincia). Che ne sarebbe stato di LRH senza la gestione dell'acqua? Beh, a quel punto si sarebbe potuto pensare di vendere la società e di realizzare prontamente quelle risorse finanziarie da ripartire poi tra tutto il territorio, ben prima di entrare in una situazione come quella attuale, dove si paventa il fatto che la mancata aggregazione potrebbe essere la fine di Acel Service e di Lario Reti Gas.

Perché non si è pensato a ciò per tempo? Dove ci troviamo invece oggi? Siamo a discutere di conferire il patrimonio delle società del gruppo LRH che si occupano della vendita e distribuzione del gas (attività che se non perdo qualche pezzo dovrebbero essere tipicamente commerciali) in un veicolo governato da A2A quotato in borsa. Da cittadino mi chiedo, l'aver atteso tutti questi anni per arrivare poi a conferire il patrimonio di queste due belle società lecchesi in un aggregato che promette di redistribuire poi risorse ai Comuni soci di LRH (ne siamo sicuri?) è stato lungimirante?

ll tempo darà le risposte, intanto gli amministratori meratesi sono stati nuovamente costretti a votare un'operazione - immagino con qualche mal di pancia - decisa da altri.

Nel futuro sarebbe auspicabile che chi fa politica nel nostro territorio - meratese e casatese intendo - possa guadagnarsi un ruolo diverso in queste vicende. Perché non portiamo avanti noi proposte di medio termine che forniscano indirizzi alle società partecipate piuttosto che essere relegati a semplici attori? Dal mio punto di vista fare l'amministratore oggi significa occuparsi certo dei confini comunali, ma sarebbe miope fermarsi qui, l'esperienza sul socio sanitario insegna! Spero che nelle prossime elezioni comunali qui a Merate le forze impegnate in campo dibattano ampiamente su questi temi.

 

Stefano Maffi (cittadino meratese)
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