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Scritto Mercoledì 12 giugno 2019 alle 09:21

Osnago: il giuramento del sindaco Brivio. La minoranza all'attacco su una nomina

«Sarà un quinquennio impegnativo. Ma il futuro di Osnago, lo vedo azzurro e rosa. Dunque, non posso che vederlo bene». Con queste parole Paolo Brivio, riconfermato per la seconda volta consecutiva sindaco, ha chiuso il suo discorso di insediamento in cui ha spiegato punto per punto il programma di "Progetto". Un programma che diventerà tale «solo quando le proposte specifiche e concrete rispondono a una visione organica di sviluppo del paese, ispirata da principi ideali e da riferimenti etici saldi, da una chiara gerarchia tra gli ambiti di intervento, da incisive premesse di metodo».


Il colore rosa caratterizzerà i prossimi anni di amministrazione Brivio: come emerso dalle preferenze al termine delle scorse elezioni, sono cinque su otto le sedie occupate (per la maggioranza) dal gentil sesso. Ed è una donna, Maria Grazia Caglio, ad essere stata nominata vicesindaco. La comunità di Osnago verrà governata «da un consiglio in cui uomini e donne sono in pari numero, e da una giunta prevalentemente femminile. Non è una composizione cercata scientificamente: è frutto di una scelta degli elettori, e di una mia ricerca di collaboratori, maschi o femmine, di qualità. Quel che è certo, è che anche questa è una condizione di sviluppo nella coesione, con il contributo di tutti».

Il consigliere Vittorio Bonanomi

Non sono mancate però le polemiche con un'opposizione che si è dimostrata fin dalle prime battute molto agguerrita. Il consigliere di minoranza Vittorio Bonanomi ha infatti sollevato un presunto conflitto di interessi di un membro della maggioranza, senza però farne il nome. Il sindaco ha dunque chiesto di muovere delle accuse precise e non semplici illazioni. «Stiamo ancora verificando le nostre segnalazioni - ha dichiarato il consigliere di opposizione Marco Riva - ed è nostro dovere, prima di fare qualsiasi dichiarazione pubblica, terminare le nostre indagini». All'ennesima richiesta di chiarimenti sul nome, il sindaco ha invitato i consiglieri a «evitare dichiarazioni pubbliche senza avere alcun elemento certo. Come già ribadito dagli uffici, non esistono attualmente conflitti di interessi o eventuali condizioni di ineleggibilità». I membri dell'opposizione hanno così deciso di astenersi al momento della conferma del sindaco e dei nuovi amministratori comunali.

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Dopo il giuramento e l'approvazione del verbale della seduta precedente (per l'opposizione con «troppi omissis»), Brivio ha esposto in dettaglio il programma dei prossimi cinque anni. "Coesione è stata la  parola centrale, un concetto chiave «in un'epoca di lacerazioni e rotture», caratterizzata da crescenti diseguaglianze economiche e sociali, incertezze professionali e rotture generazionali.

«Dobbiamo avere come obiettivo il rafforzamento della capacità di relazione tra persone, nuclei famigliari e soggetti sociali, e il consolidamento dei legami di comunità. Le sfide della contemporaneità si vincono tutti insieme, senza qualcuno che viene prima, e qualcun altro inevitabilmente dopo». Cinque idee-forza del programma: ascoltare le generazioni, aggiustare il territorio, proporre innovazione ambientale, progettare per poli e  "Non siamo isole".

In primo luogo è stata sottolineata la centralità di ascoltare i bisogni e le aspettative dei cittadini appartenenti alle categorie di popolazione più fragili. «È necessario pensare a nuove strutture di aggregazione, mettendo al centro modelli educativi, di espressione e di cura fin qui non sperimentati». Dopo un quinquennio delle "finanze magre", il sindaco ha poi promesso lavori di manutenzione ordinaria. Inoltre, non ha escluso una riscrittura del Piano di governo di territorio: l'idea è quella di trovare «nuove soluzioni per la rigenerazione dei nuclei antichi del paese». Per quanto riguarda la protezione ambientale, viene ricordata la volontà di creare una gestione sempre più circolare dei rifiuti (da scarto a risorsa), di ridurre le emissioni inquinanti generate da edifici e veicoli e di progettare  una mobilità sostenibile. «Noi siamo convinti che la cura dell'ambiente costituisca fattore di coesione e possa anche alimentare una "buona" economia. Nell'Europa più avanzata, del resto, l'ambiente torna ad avere un posto centrale nell'agenda politica: Osnago, anche in questo, deve ambire a far parte dell'Europa più avanzata. Non può esistere poi vera coesione senza luoghi di aggregazione funzionanti. Il centro anziani alla Cassinetta, l'integrazione dei livelli di istruzione per l'infanzia, la biblioteca, gli spazi per lo sport e il tempo libero devono essere i luoghi dai quali si deve partire per «incoraggiare i soggetti del paese (istituzioni, associazioni, operatori economici, cittadini) ad agire in modo coordinato. Moltiplicando fantasia e forze». Infine, il sindaco ha sottolineato come sia necessario accettare la scommessa e la fatica della cooperazione inter-comunale.

Il candidato sindaco sconfitto Marco Riva

Due i punti dai quali partire: sicurezza ed energia con un sistema integrato di lettura targhe e gestione della pubblica illuminazione. «Tante belle parole mascherate da ipocrisia - ha tuonato Bonanomi. - L'unica certezza è una colata di cemento per costruire un nuovo centro commerciale». Il consigliere Riva, invece, ha ribadito il ruolo di vigilanza che assumerà l'opposizione «poiché dietro a queste opere c'è sempre il pericolo di infiltrazioni mafiose». Una sfida importante, dunque, quella della giunta appena insediata; un progetto ambizioso. «Ma non si tratta di un libro dei sogni - ha precisato il primo cittadino. - L'esperienza di 5 anni mi ha insegnato che fondamentale, oggi, per un amministratore - in un regime di costante incertezza delle finanze, delle risorse e delle norme -, non è stilare cronoprogrammi, tabelle per la realizzazione di azioni agevolmente prevedibili, ma avere idee sullo sviluppo della propria comunità: idee che poi, anche sulla base delle opportunità che si vengono a creare, bisogna avere la prontezza, l'abilità e talvolta la fortuna di riuscire a realizzare».   Infine, il capogruppo Federico Dusi ha annunciato la volontà da parte della maggioranza di rinunciare al gettone di presenta (fissato a 10,74 euro a seduta) da destinare a un progetto (indirizzato ai giovani). La minoranza, invece, ha preferito, in assenza di un progetto ancora abbozzato e vago, di devolvere alla fondazione Villa Greppi il gettone di presenza del consiglio di ieri. Le rimanenze della passata legislatura di poco più di 3 mila euro, invece, verranno destinata a borse di studio per studenti meritevoli.  
B.V.
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