Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 302.042.084
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 10/06/2019

Merate: 27 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 24 µg/mc
Lecco: v. Sora: 21 µg/mc
Valmadrera: 21 µg/mc
Scritto Sabato 08 giugno 2019 alle 18:55

Aicurzio: la lezione di vita e di sport con Nando Sanvito

"Riuscire ad essere se stessi, andando oltre l'obiettivo della vittoria". È questa la lezione di vita impartita venerdì sera in villa Paravicini ad Aicurzio, da un veterano del giornalismo televisivo dell'ambito sportivo come Nando Sanvito, e legata al senso principale della partecipazione alle competizioni. Il primo degli appuntamenti imperdibili della 32° rassegna del Giugno Aicurziese. Un evento in questo caso organizzato dall'ASD del paese, Idee In Movimento, per festeggiare il decennale di fondazione del sodalizio, con il sostegno di Pro Loco e dei Volontari Aicurziesi. Ospite d'eccezione e di estrema sensibilità narrativa, Sanvito ha raccontato storie, molte delle quali vissute da cronista. O meglio, episodi di sport, alcuni anche molto conosciuti a livello internazionale, con una disarmante capacità di spiegare cosa ci sia dietro un risultato, o come anche il destino possa entrare anche nell'ambito sportivo.

l'ospite speciale Nando Sanvito

"Un percorso che ho ideato una decina di anni fa, quando sono stato invitato ad un meeting internazionale che aveva come titolo "O protagonisti o nessuno" - ha spiegato in apertura Sanvito - erano presenti varie personalità di spicco del mondo economico e della politica, e sullo sport hanno chiesto a me di svolgere questo ruolo, su questo titolo volutamente ambiguo. Io allora ho messo insieme delle immagini, come farò questa sera, per sviluppare il tema". Un esercizio, quello del commento dei video su momenti sportivi, vissuti o non in prima persona, che il giornalista, negli ultimi anni ha spiegato di aver intensificato. E per esemplificare bene il significato del titolo della serata, volutamente provocatorio, "Vinca l'io o perda l'ego", Sanvito ha utilizzato il primo filmato "in lista". Una coppia di pattinatori artistici italiani aveva partecipato alle Olimpiadi Invernali del 2002, ottenendo un bronzo che a loro vedere li penalizzava rispetto a quanto avevano dato in pista. Delusi dall'esito della gara, si erano ritirati. Senonché nel 2006 le Olimpiadi sono proprio in casa, a Torino, e nonostante uno di loro avesse avuto anche un figlio, decisero di rimettersi in gioco e si allenarono 10 mesi per arrivare preparati a quell'appuntamento, senza aver fatto una gara vera da 4 anni". Il video immortala il momento fatale della caduta dei due atleti, a 4 secondi dalla fine dell'esercizio della seconda serata di qualificazioni. "Cosa può esserci nello sguardo di due atleti che si sono allenati un anno per fare quell'esercizio? E quando mancano 4 secondi sbagliano? Se" "protagonisti o nessuno" volesse dire "vincenti o nessuno", chi glielo andrebbe dire? Significa che se l'unico scopo fosse stato il risultato, quei 10 mesi non avrebbero avuto senso, e ci sarebbe un buco di quasi un anno di tempo buttato".

Il pubblico della serata a villa Paravicini

Fra i tanti altri momenti passati in rasssegna, Sanvito ha ripreso il celebre gol alla Maradona di Leo Messi nella Finale di Copa del Re, ricordando come fatale per lui, a cui era stata diagnosticata la possibilità di diventare nano, fu l'incontro con il Barcellona e quel contratto firmato su un tovagliolo al bar, dopo essere stato bocciato al provino dal Como. Oppure lo scatto del brianzolo adottato, Fiorenzo Magni, nell'ultima tappa del Giro di Lombardia del 1956. "Alla 'classica delle foglie morte', complice la presenza non autorizzata in auto della Dama Bianca, sua ex moglie nonché amante di Fausto Coppi, il "leone delle fiandre", ferito dal gesto dell'ombrello della donna che lo aveva affiancato, rialza la testa e guida l'inseguimento all'Airone, che risulterà poi vincente". Un aneddoto che solo chi era dentro la corsa, i cosiddetti addetti ai lavori, potevano al limite aver notato. Ma gli altri spettatori non avrebbero certo potuto immaginare il perchè di quel recupero incredibile, condotto con vento peraltro sfavorevole. La serata ha quindi avuto come filo conduttore lo sport, ma la riflessione è andata ben oltre l'argomento, offrendo numerosi spunti per la riflessione personale. Al termine, torta per tutti per i dieci anni dell'ASD Idee in Movimento.
Matteo Lucchini
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco