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Scritto Lunedì 13 maggio 2019 alle 15:31

Parchi: prorogati al 31 ottobre i Consigli di Gestione. Le aggregazioni solo volontarie

Una ulteriore proroga "ope legis" per il mandato dei Consigli di Gestione degli Enti Parco Regionali fino al 31 ottobre 2019. E' questo uno dei punti più salienti relativi ad una nuova modifica della ormai nota Legge Regionale 28/2016 sulla riorganizzazione dei parchi e delle aree protette, finalizzata a favorire l'aggregazione tra i parchi esistenti.
E' stata infatti approvata nei giorni scorsi a maggioranza dal Consiglio Regionale (con 37 voti favorevoli, 15 contrari, 11 astenuti) l'ennesima variazione di una Legge Regionale che ha avuto un iter decisamente molto difficoltoso, avviato sotto il governatore Maroni ma con vari interventi successivi del Consiglio Regionale che hanno apportato continue modifiche e proroghe alle stringenti tempistiche inizialmente previste.
Con il provvedimento si chiarisce inoltre in modo inequivocabile che le aggregazioni fra parchi sono volontarie e che la proposta di razionalizzazione dei servizi non deve essere obbligatoriamente un'unica proposta presentata da tutti gli Enti di gestione dei parchi, ma può anche essere presentata da singoli parchi o da loro raggruppamenti in relazione a servizi già condivisi. Nei mesi scorsi il dibattito politico, soprattutto a Merate, si era scatenato proprio su questo tema, ovvero rispetto al fatto se due parchi che fossero esistiti all'interno dello stesso ambito ecosistemico (nel caso di specie il Parco di Montevecchia e Valle del Curone ed il Parco del Monte Barro) avessero o meno un obbligo di fusione. I dubbi ora sono fugati e l'eventuale fusione dei due Enti potrà essere deliberata solo su base volontaria, senza interventi regionali.
Il testo proroga inoltre al 30 settembre la scadenza degli adempimenti per sottoscrivere le convenzioni fra parchi e riserve, monumenti naturali ed eventualmente PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale), che la legge attuale stabiliva dovessero essere sottoscritte entro il 28 aprile scorso. Per quanto riguarda il meratese il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone dovrà quindi sedersi al tavolo con i Comuni coinvolti dal PLIS del Monte di Brianza (che di fatto da un paio d'anni viene già gestito dal Parco stesso e per il quale è in corso l'iter per il conferimento di buona parte dello stesso nel territorio del Parco Regionale che così si amplierebbe fino a coinvolgere i territori di Airuno e Valgreghentino) e soprattutto con il comune di Merate per il passaggio della gestione della Riserva di Sartirana in capo al Parco, inevitabile.
Con un emendamento proposto dal gruppo di Forza Italia e approvato dall'Assemblea, è stato inoltre vietato l'uso dei fuochi d'artificio nelle aree regionali protette: va detto che nel Parco di Montevecchia e Valle del Curone tale divieto è già in essere in forza del Piano Fruizione, che sarà quindi rafforzato su questo tema dal nuovo divieto regionale.
Approvato nella stessa seduta anche un ordine del giorno collegato, proposto sempre da Forza Italia con cui si invita la Giunta a costituire un gruppo di lavoro per la revisione della normativa sui parchi con l'obiettivo di formulare un testo unico, all'interno del quale si trovi anche una disciplina specifica delle incompatibilità interne ai processi di riorganizzazione. Nell'ordine del giorno si sollecita la Giunta affinché provveda ad un "idoneo stanziamento di risorse aggiuntive, che incentivi i percorsi di fusione e di aggregazione gestionale". Contrario a quest'ultimo punto il Partito Democratico, che aveva proposto, con un suo ordine del giorno bocciato dall'Assemblea, un aumento delle risorse "tout court", da prevedere già nel prossimo Assestamento di Bilancio e non vincolato alle procedure di aggregazione.
In sede di dichiarazione di voto, si sono espressi a favore i gruppi di maggioranza, mentre ha annunciato voto di astensione il Movimento5Stelle, secondo cui il provvedimento non incide efficacemente su una legge già travagliata. Voto contrario dichiarato dal Partito Democratico, secondo cui questa modifica della legge costituisce "un'occasione mancata".

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