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Scritto Lunedì 13 maggio 2019 alle 10:04

Montevecchia: in ''Cieli immensi'' Alice racconta in poesia cosa è la depressione

È un'espressione di riscatto - come molte opere prime - il libro uscito a fine aprile della giovane Alice Turiani. Ma se fosse solo una questione di autostima o di pubblicità probabilmente dalla collina di Montevecchia dove vive da sempre non avrebbe mai scomodato alcuna casa editrice per chiedere di prendere in considerazione la sua raccolta di poesie. E, pur nella ferma consapevolezza che i versi e gli argomenti tabù vengono abitualmente respinti dal grande pubblico, ha deciso di sfidare le logiche di mercato, anche perché la sua vera scommessa non si misura in termini quantitativi.


Lo stimolo alla scrittura nasce spontaneo in lei, nell'intimità di un foglio bianco o sul blocco note del cellulare debitamente secretato come il peso nascosto che si trascina da sette lunghi anni e che oggi non si vergogna a chiamare "malattia". Improvvisi attacchi di panico che si impadroniscono - per istanti che sembrano ore - di corpo e mente, la fuga isolata nel sonno, l'allontanamento di amici, la fatica ad uscirne: la depressione.

"Cieli immensi" - il titolo della raccolta restituisce le tracce di speranza racchiuse nelle sue poesie più delicate ed eteree - è il manifesto delle inquietudini che Alice ha vissuto sulla sua pelle a partire dall'adolescenza, segnata da traumi non facilmente rimarginabili tra cui gli episodi di bullismo negli anni del liceo. «Con questo libro vorrei chiarire a chi mi è stato vicino certe mie scelte e recuperare delle amicizie. È una sorta di messaggio di aiuto - spiega l'autrice - Questa raccolta però è anche un modo per dire a chi si può riconoscere in me che stiamo vivendo la stessa cosa, è un modo per dire: "ti capisco"».

Scrive spesso in treno e nei momenti bui della notte, Alice, quando nella sua mente si ripetono delle parole: «Finché non le posso scrivere, mi continuano a girare in testa come una preghiera o un mantra, cadenzate come l'a capo o la punteggiatura che riporto nei versi». È così che si innesca il meccanismo catartico della sua scrittura che sa placare l'ansia quando affiora.

Oggi riesce a parlare dei suoi problemi con estrema naturalezza: «Si prova una sensazione straziante amplificata che ti blocca completamente. In quei momenti devi essere la persona che sta male e ne deve uscire, ed essere la persona esterna che consola me stessa». Una condizione che trova sintesi nell'immagine di copertina: l'incisione di Matisse "The Embrace n. 5" che ha folgorato la giovane montevecchina al primo sguardo durante la visita al museo di Nizza l'estate scorsa. Da un anno si sente meglio. Le mancano due esami per laurearsi in Lettere Moderne alla Statale di Milano, è la sua strada. Tanto lavoro su se stessa, compiuto determinatamente con i famigliari a fianco: quando parla dei suoi successi declina i verbi al plurale. È alla sua famiglia che dedica infatti i 32 componimenti di "Cieli immensi", editi da Europa Edizioni. E se le si chiede di cosa parleranno le sue prossime poesie, risponde con un sorriso fiducioso: «Spero di poter cambiare presto soggetto».
M.P.
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