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Scritto Domenica 12 maggio 2019 alle 12:57

Mandic: una Messa per ricordare la nascita di San Leopoldo e il suo miracolo nel 1962

Quest'oggi domenica 12 maggio ricorre l'anniversario dalla nascita di San Leopoldo Mandic avvenuta nel 1866 in Montenegro.
Per celebrare la ricorrenza nella cappella dell'ospedale a lui dedicato e dove avvenne il miracolo di una guarigione, necessario per la causa di santificazione, a presenziare la Messa prefestiva è giunto mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, incaricato per la pastorale sanitaria delle diocesi lombarde.

VIDEO

Don Biagio e Mons. Martinelli

Alla cerimonia hanno partecipato, come di consueto, in tanti tra dipendenti, malati, semplici cittadini che hanno raccolto l'invito del prelato a "voler bene a chi ci sta attorno nella maniera giusta, affinchè l'altro possa essere felice. Questo vuol dire amare".

A destra il direttore sanitario dr. Gedeone Baraldo

La corale di Novate che ha animato la funzione

Presente alla funzione anche Ambrogia la figlia di Paolo Castelli, il 60enne di Pagnano salvato per intercessione del frate. La mattina del 4 marzo 1962, infatti, l'uomo aveva accusato dei fortissimi dolori al basso ventre. Il medico curante, dr. Giuseppe Bonanomi, vista la gravità aveva optato per il ricovero in ospedale a Merate cui aveva fatto seguito, attorno alle 17.30 dello stesso giorno, un intervento chirurgico. L'operazione aveva messo in evidenza una grave trombosi massiva dei mesenterici con conseguente necrosi di gran parte degli intestini.

Impotenti di fronte a un male tanto devastante i medici avevano "richiuso" il paziente spiegando ai parenti la situazione drammatica "Solo un miracolo può salvarlo" fu la frase detta alla moglie Maria Brivio. La notte dell'8 marzo attorno all'una la devota consorte aveva appoggiato sul petto del marito un'immaginetta di Padre Leopoldo, frate cappuccino morto a Padova in odore di santità e la cui fama stava già "rapendo" le anime e i cuori di molti. Nemmeno un'ora dopo mentre la moglie confermava la sua fede a Dio una violenta crisi aveva scosso il paziente che si era ripreso esclamando a voce alta "Io sono guarito, sto bene, non ho più niente". La mattina successiva i medici non avevano potuto fare altro che constatarne la guarigione.
S.V.
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