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Scritto Sabato 27 aprile 2019 alle 11:32

Mandic: Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro urgente in Regione. Usb: politici svegliatevi dal torpore. Il presidio si va svuotando

A tre mesi di distanza dai primi "alert" lanciati sui rischi di depotenziamento dell'ospedale Mandic di Merate, anche le segreterie di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di scendere in campo esprimendo preoccupazione circa le scelte di regione lombardia che vanno ad impattare pesantemente sul locale, in particolare ad esempio sul pronto soccorso di Merate che, sotto i 100 accessi giornalieri, rischierebbe la chiusura notturna, con un danno al presidio ma soprattutto con un disservizio alla popolazione non misurabile.

Mentre l'USB - insieme a Nursing up e Nursind di Merate - ha proposto un comitato civico a difesa del Mandic, non raccogliendo però il sostegno delle altre sigle sindacali, queste ultime si sono mosse chiedendo a Regione Lombardia. "pur nella consapevolezza delle contingenti disponibilità finanziarie, anziché adottare le regole della cd "coperta corta", intervenga in aiuto dei territori con regole organizzative attente e con più Personale Medico e Sanitario".
A conclusione della missiva indirizzata al Governatore Fontana, al presidente del consiglio regionale Fermi e all'assessore regionale Gallera, le tre sigle sindacali chiedono un incontro urgente "affinché la Regione si faccia carico di questa criticità, per scongiurare ulteriori problemi per i cittadini meratesi e i Lavoratori della ASST di Lecco". 

A margine di ciò, l'USB ha lanciato un altro grido di allarme fornendo numeri che, se confermati, danno il quadro di come le strategie di depotenziamento di taluni comparti poi abbiano ricadute generali sull'intero presidio.
"Confidiamo che pure i politici locali si svegliano DAL TORPORE e si rendano conto del grave pericolo che il Pronto Soccorso di Merate (e non solo!!!!) sta correndo. Nella mattinata di ieri 26 aprile 2019 in pediatria erano ricoverati 4 bimbi, in neonatologia 10 e la One Day Surgery era vuota!!!".

In queste settimane di campagna elettorale in tutta la provincia, l'auspicio è che le liste prestino particolare attenzione alla sorte dell'ospedale, dei suoi lavoratori e pazienti, senza proclami ma con programmi e azioni concrete.
S.V.
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