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Scritto Lunedì 15 aprile 2019 alle 13:33

Manovre elettorali a Lomagna

E' legge universale del mondo in cui viviamo che si tenti in ogni modo di resistere al tempo che invece stabilisce per tutti, uomini, cose, organismi di ogni tipo un termine di sussistenza. Il potere non fa eccezione a questa regola, anzi è una realtà che ha, o pensa di avere, in se stesso la facoltà di perpetuarsi: insomma quella cosa che comunemente si chiama attaccarsi al " cadreghino".
Venendo al concreto, cioè alle elezioni prossime, questa volontà di persistere da parte di chi sta in sella diventa una concentrazione straordinaria di attività che manda il messaggio: vedi come sono bravo, fidati, lasciami andare avanti...
Lomagna non fa eccezione alla regola, ed ecco che la maggioranza di "Impegno Civico", che non ha certo brillato per dinamismo e tempismo almeno negli ultimi cinque anni si affanna a propiziare la conclusione dei parcheggi in via Magenta lasciati fermi per anni, realizzare improbabili spezzoni di pista ciclabile, tappare buche varie e così via. Sono cose quasi normali in questa Italia che non riesce a diventare del tutto un paese civile, cose riscontrabili in molti comuni anche nella integerrima Brianza. Ma finchè ci si trastulla con cordoli e tombini va ancora bene, se servono davvero.
Molto diverso e assai più pericoloso se si gioca con le leggi ed i provvedimenti per ottenere una ipotizzata ricaduta positiva su una parte della popolazione, cioè dei votanti. E' quello che succede a Lomagna con una misura emanata dalla Regione targata 65/2017, destinata ad alleviare -- la Regione mette i soldi e il Comune li destina-- il peso delle rette della scuola dell'infanzia per le famiglie più bisognose.
La vicenda è in due tempi. Nel 2018 l'amministrazione comunale tenta di usare i soldi della Regione per pagare parte di quanto stabilito per convenzione dal Comune all'Ente Scuola dell'infanzia. Naturalmente la minoranza protesta, protesta anche la scuola: il Comune corre ai ripari dando per delibera di Giunta un fittizio contributo riparatore. Questo fatto gravissimo denuncia due cose primo, quanto importi al Comune dell'asilo e delle famiglie; secondo, e peggio, la disinvoltura con cui vengono usati i finanziamenti vincolati per legge ad un determinato uso.
Ma nel 2019, anno di elezioni, l'Amministrazione fa di meglio: con una acconcia letterina su carta intestata ai genitori dei bambini tenta di spacciare il contributo per le rette proveniente dalla Regione come un qualcosa di suo, qualificandolo un "contributo ulteriore". La scuola eccepisce sul contenuto della lettera, ma quest'ultima rimane com'è.
Io non sono un giurisperito e non so se questa iniziativa del Comune integri un falso ideologico o sia semplicemente una stupida scorciatoia per racimolare consensi. Però mi sento di dire questo: per il futuro di Lomagna è giunta l'ora che questa amministrazione vada a casa, al completo.
Gianfranco Castelli
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