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Scritto Sabato 13 aprile 2019 alle 12:27

Il trasporto pubblico sovracomunale versa in una situazione pessima, i giovani del Pd propongono un progetto per il suo rilancio

Tolte la D48 Airuno-Besana a la D47 Lomagna-Merate, due linee esclusivamente scolastiche, alla rete del trasporto pubblico locale dell'area Meratese non resta un granché. Tre collegamenti che in tutto contano 16 fermate sul territorio, con una frequenza di passaggi che, quando va bene, non scende sotto l'ora. Il ''cavallo di battaglia'' si chiama D70, che copre la tratta Arlate-Vimercate. Un passaggio ogni 60 minuti di media, 9 fermate in zona e un interscambio alla stazione di Paderno.
Le altre due sono linee minori, nel senso che nel Meratese ci passano quasi di striscio (e insieme non raggiungono il numero di fermate della D70): sono la D46 Nibionno-Merate-Bergamo e la D50 Lecco-Valgreghentino-Brivio-Lomagna. Date queste premesse, non si può certo affermare che le linee di autobus siano il fiore all'occhiello della mobilità locale di un centro che è secondo, in Provincia, soltanto a quello del suo capoluogo.

La cosa non è passata inosservata ai giovani del PD di Merate che negli ultimi mesi hanno elaborato un piano di viabilità cittadina e zonale che vuole proporsi come rimedio al problema, presentato da uno dei suoi ''estensori'', Mattia Salvioni, durante l'incontro su trasporto e mobilità sovracomunale organizzato nella serata di venerdì 12 aprile dalla lista candidata alle amministrative per il centrosinistra meratese, ''Cambia Merate!''.
Si è trattato, in realtà, di una riproposizione, dato che la presentazione ufficiale era avvenuta lo scorso 11 febbraio ai margini dell'incontro pubblico che si era svolto in Villa Confalonieri con ospite l'ex ministro Graziano Delrio.



''Tolte quelle scolastiche, le uniche linee che rimangono hanno una frequenza decisamente morbida, che va dai 60 ai 120 minuti di attesa tra un bus e l'altro'' ha spiegato Mattia Salvioni. ''Questo ci fa capire come la situazione attuale sia decisamente scarsa, pensata perlopiù per gli studenti e non per quell'utenza che permetterebbe di creare un interscambio tra gomma e ferrovia. La nostra idea è quella di dire'ok, adesso per una serie di vicissitudini e quello che abbiamo ereditato negli anno non possiamo pretendere di creare una strategia modale e di forte connessione intercomunale da subito, perciò abbiamo pensare di suddividere il piano in tre step così da arrivare all'obbiettivo principale per gradi''.

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Il cosiddetto STEP 1, che il giovani del PD prevedono si possa realizzare nel giro di sei mesi, prevede interventi migliorativi nel contesto attuale dei trasporti per il solo Comune di Merate, con passaggi che vanno dalla rimodulazione degli orari per un interscambio ottimale treno/autobus, la sostituzione delle attuali pensiline, la creazione di nuove grafiche e materiali di comunicazione e l'installazione di casse automatiche nelle pensiline principali e direttamente sugli autobus. Lo STEP 2, da attivarsi entro l'anno, prevede la rimodulazione delle linee comunali e acquisto di nuovo materiale di trasporto.

A questo punto sarebbe coinvolto anche l'hinterland, con la revisione degli accordi in essere tra Comuni e TPL propedeutici alla redazione di un nuovo piano condiviso dei trasporti locali. In buona sostanza, si tratterebbe di dare vita a delle nuove linee che colleghino in modo capillare i centri più frequentati del territorio nonché tutti i Comuni del circondario (o almeno quei 10 presi a titolo esemplificativo dai giovani del PD per stendere il progetto). Ultima fase, lo STEP 3, da chiudere entro  24 mesi, sarebbe dunque quella di implementazione del piano condiviso con l'acquisto di nuovi autobus, possibilmente elettrici, l'allargamento a tutto il contesto Meratese degli interventi previsti nello STEP 1 e l'attivazione di una campagna di sensibilizzazione e interventi incentivanti all'utilizzo del trasporto pubblico.
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''Il nostro barlume di speranza consiste nelle modifiche apportate dalla TPL provinciale nell'ottobre 2018, dove viene riportato che, in sostanza, nulla vieta al sistema di accogliere favorevolmente nuove iniziative volte all'implementazione della rete, purché siano gli enti pubblici a farsi carico degli onori e degli oneri'' ha poi aggiunto Salvioni.
C'è stato chi, tra il pubblico, ha chiesto al relatore se dietro al progetto ci fosse una valutazione dell'utenza che poi realmente andrà ad utilizzare una più fitta rete di autobus pubblici. Salvioni, partendo dalla propria esperienza personale che lo spinge ad utilizzare l'auto per raggiungere la stazione di Cernusco soltanto perché alle 19.30 di sera già non è previsto più alcun passaggio, ha spiegato che ci sono tutti i presupposti affinché la domanda si crei con la proposta del servizio.

A.S.
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